PRONTE AL LANCIO LE SENTINELLE DEL BIG BANG
ROMA - Sono due missioni ai limiti della fantascienza, quelle che l'Europa è pronta a lanciare nel pomeriggio: andranno in orbita i due più grandi e sofisticati osservatori spaziali mai costruiti per scoprire i segreti dello spazio-tempo e osservare l'aspetto dell'universo subito dopo il Big Bang.
I due satelliti dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), nei quali l'Italia ha un importante ruolo industriale e scientifico, si chiamano Herschel e Planck. Sono dedicati all'astronomo inglese William Herschel (1738-1822), padre dell'astronomia a infrarossi, e al fisico tedesco Max Planck (1858-1947), padre della fisica quantistica. Saranno lanciati entrambi con un Ariane 5 Eca dalla base europea di Kourou (Guyana Francese). Il tempo utile per il lancio scatterà alle 15,12 (ora italiana) e la finestra di lancio resterà aperta per 55 minuti, fino alle 16,07 (ora italiana). Dopo poco meno di mezz'ora dal lancio, i due osservatori spaziali si separeranno per raggiungere la speciale posizione a un milione e mezzo di chilometri dalla Terra, in direzione opposta rispetto al Sole. Da lì, non appena terminati i test in orbita, cominceranno il loro viaggio nel tempo. Si andranno a collocare nel punto di oscillazione (o punto di Lagrange) L2: una posizione in cui l'attrazione gravitazionale si annulla e i satelliti possono condividere stabilmente l'orbita di un corpo più grande. Entrambi i satelliti sono il risultato del più grande contratto scientifico mai appaltato dall'Esa che, in entrambi i casi ha la Thales Alenia Space come primo contraente, alla guida di oltre 100 aziende di 15 Paesi europei e statunitensi. Progettato per fare osservazioni nel lontano infrarosso, Herschel osserverà gli oggetti più freddi dell'universo, come le nubi di polveri e gas che sono la culla dei sistemi planetari. Lungo 7,5 metri e con un diametro di quattro, ha uno specchio una volta e mezzo più grande rispetto a quello del telescopio spaziale Hubble. I suoi strumenti gli permettono inoltre di far penetrare la sua vista attraverso gas e polvere cosmica, fino a scovare le prime galassie che hanno popolato l'universo bambino. Planck, al quale l'Italia collabora con l'Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica, ricostruirà la mappa della luce fossile dell'universo. Il suo compito principale è infatti misurare il fondo cosmico di radiazione a microonde generato al momento del Big Bang, quello che resta della prima luce che si è accesa nell'universo, circa 380.000 anni dopo il Big Bang. E' stato in quell'epoca che densità e temperatura del baby universo si sono ridotte al punto da permettere alla luce di separarsi dalla materia e cominciare a viaggiare nello spazio. Il satellite racconterà così origine, evoluzione e futuro dell'universo fornendo una quantità di informazioni che gli esperti stimano fin da ora fino 15 volte maggiore rispetto ai dati oggi disponibili.
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