ENERGIA: RINNOVABILI;ENEL,ABBATTERE COSTI COME PER CELLULARI
(ANSA) - ROMA, 27 MAR - ''Abbattere i costi dell'energia rinnovabile, insieme con l'evitare speculazioni'', e' la strada che potrebbe permettere di raggiungere gli obiettivi: per esempio ''sul solare fotovoltaico l'abbattimento dei costi e' stato piu' veloce di quello che ci si aspettava'', con pannelli piu' efficienti e sempre piu' gente che ci lavora. Un percorso come quello che e' stato ''dei computer e dei cellulari''. La pensa cosi' Francesco Starace, presidente di Enel Green Power, nel corso del convegno 'Piccoli comuni, grandi obiettivi', organizzato con Legambiente, oggi a Roma. Starace parla anche di ''risorse per offrire la massima diffusione mano a mano che le tecnologie sono mature'' e del lancio a maggio del mini-eolico e in autunno di un progetto sulla geotermia. Sono 3.851 i piccoli comuni con almeno una fonte rinnovabile. Quelli con pannelli fotovoltaici sono 2.961 per una potenza di 96 Mw (soddisfano il fabbisogno energetico elettrico di oltre 51.000 famiglie evitando 77.000 tonnellate di CO2). Sono 1.680 i piccoli comuni del solare termico. Per l'eolico, con un incremento record del 35%, su 3.878 Mw di potenza installata 2.917 Mw ricadono in piccoli comuni (fabbisogno elettrico di 2.330.000 famiglie). Si concentra su tre punti Ermete Realacci, responsabile ambiente del Pd: crisi, semplificazione e istituzioni. Scegliere le rinnovabili, dice, e' ''una scelta di fondo oltre che un modo efficace per affrontare la crisi''. Ma, avverte, in Italia molte imprese ''buttano sangue'' perche' ''bloccate da troppa burocrazia'': serve ''una semplificazione''. Un esempio da seguire, quello dei piccoli comuni, che secondo Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente, ha bisogno di ''un'accelerazione'' nelle ''politiche pubbliche''. (ANSA). Y99-GU
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27/03/2009
martedì 31 marzo 2009
Citta Bruciano ! !
CITTA'BRUCIANO 50% ENERGIA; ECOPOLIS CERCA CURA
ROMA - Il 50% di tutta l'energia prodotta viene oggi 'bruciata' in citta', mentre il 10% del fabbisogno energetico mondiale e' coperto dalle fonti rinnovabili. Parte da questi due dati il dibattito su un nuovo futuro possibile nel campo del risparmio energico e dell'utilizzo di energie rinnovabili come la solare diretta, l'energia idrica, quella eolica e ancora l'energia derivante dalle biomasse. Il dibattito, che si svolgera' il 2 aprile a Ecopolis alla Nuova Fiera di Roma, e' organizzato dall'Assessorato all' Ambiente e Cooperazione tra i Popoli della regione Lazio, sara' presieduto dall'Assessore regionale all'Ambiente Filiberto Zaratti insieme all'Assessore alle Politiche del Territorio e Tutela Ambientale Provincia di Roma Michele Civita, all' Assessore all'Ambiente Comune di Roma Fabio De Lillo, a Claudia Bettiol, Politiche Energetiche Regione Lazio e alle associazioni ambientaliste. Si cercheranno di dare risposte alle implicazioni e le ricadute sul territorio di questa forte concentrazione di consumi nei centri abitati e alla possibilita' di come possono le Pubbliche Amministrazioni agevolare e prevedere un utilizzo sempre piu' consistente delle energie rinnovabili.
ROMA - Il 50% di tutta l'energia prodotta viene oggi 'bruciata' in citta', mentre il 10% del fabbisogno energetico mondiale e' coperto dalle fonti rinnovabili. Parte da questi due dati il dibattito su un nuovo futuro possibile nel campo del risparmio energico e dell'utilizzo di energie rinnovabili come la solare diretta, l'energia idrica, quella eolica e ancora l'energia derivante dalle biomasse. Il dibattito, che si svolgera' il 2 aprile a Ecopolis alla Nuova Fiera di Roma, e' organizzato dall'Assessorato all' Ambiente e Cooperazione tra i Popoli della regione Lazio, sara' presieduto dall'Assessore regionale all'Ambiente Filiberto Zaratti insieme all'Assessore alle Politiche del Territorio e Tutela Ambientale Provincia di Roma Michele Civita, all' Assessore all'Ambiente Comune di Roma Fabio De Lillo, a Claudia Bettiol, Politiche Energetiche Regione Lazio e alle associazioni ambientaliste. Si cercheranno di dare risposte alle implicazioni e le ricadute sul territorio di questa forte concentrazione di consumi nei centri abitati e alla possibilita' di come possono le Pubbliche Amministrazioni agevolare e prevedere un utilizzo sempre piu' consistente delle energie rinnovabili.
La Verità sull'Incerenitore di Acerra!!
In risposta alle dichiarazione fatte da Bertolaso il 28 marzo u.s. su Il Mattino di Napoli:
Non creda che diffamandolo o facendo illazioni gratuite su di esso il sottosegretario riesca a continuare ad avvelenarci tutti come se nulla fosse.
Il padre missionario comboniano, conosciuto molto bene da quella gran parte di persone che sta lanciando un grido d’allarme affinché si ritorni a vivere secondo scienza e coscienza, e affinché venga rispettato il diritto di tutti, in primis il diritto alla salute e alla democrazia, ormai ampiamente schiacciati da chi starebbe permettendo tutto questo.
Chi conosce bene la trasparenza e la posizione che da sempre Zanotelli ha avuto a difesa dei poveri di Korogocho ( Nairobi), come di tutta l’umanità , non è stato scalfito minimamente dalle parole di chi invece sta presntando il fianco a chi ha deciso autarchicamente sulla pelle dei campani, e non solo, il futuro buio e grigio dovuto alla mala gestione dei rifiuti.
A Napoli , quando si vuol offendere qualcuno gli si grida: “Munnezza!â€Meglio non farlo più. Sarebbe un complimento.La munnezza è ricchezza, è una risorsa che produce tanto danaro, lo dimostrano i miliardi che hanno intascato i gestori degli inceneritori, grazie ai Cip6, contributo che paghiamo sulla bolletta energetica.
A noi invece non resta che piangere, come direbbe il bravo nostro concittadino, l’attore Massimo Troisi, volato anzitempo alla casa del Padre. Egli è mancato prima che succedesse, ma per altri motivi più attuali e noti. Quanto sta accadendo ad altri (v. statistiche morti e malformazioni di coloro che abitano nei pressi di inceneritori e centrali nucleari; doc dei Medici per l’ambiente, di Medici democratici, e la trasmissione televisiva Report di ieri ,ecc.).
Bertolaso è medico ? Ricordi allora il giuramento d’Ippocrate (http://www.unicz.it/didattica/corsi/anatomia_umana/giuramento_di_ippocrate_testo.htm).
Si legga i documenti citati sopra e riveda le sue dichiarazioni, per cortesia.O è forse Bertolaso che ha cambiato la sua rotta? Si veda un esempio su questo video:
http://www.carminematuro.blogspot.com/2008/10/lettera-aperta-al-sottosegretario-di.html
La nostra bella terra chiede un po’ di giustizia!
Ce ne fossero di più di persone come Alex Zanotelli, certamente il mondo andrebbe meglio!!!
Ricordiamoci che CHI INQUINA IL SUOLO INQUINA LE FALDE ACQUIFERE!
San Giorgio a Cremano, 30 Marzo ‘09
Consiglia Salvio membro del Forum Italiao dei Movimenti per l’acqua
Referente Comitato Cittadino San Giorgio a Cremano ( Napoli)
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"TERREMO LA CAMORRA LONTANA DAACERRA"
Da "IL MATTINO" di sabato 28 marzo 2009
«Terremo la camorra . lontana da Acerra» Bertolaso: non lasceremo sola l`A2A, gli enti locali lo fecero con Impregno GERARDO AUSIELLO <>
Ospite di «Radio Anch`io», il sottosegretario risponde alle domande degli ascoltatori il giorno dopo l`inaugurazione del termovalorizzatore che in Campania rappresenta il primo tassello di un ciclo industriale di smaltirnento, «Abbiamo fatto di tutto - spiega - per evitare che al momento della gara per la gestione dell`impianto potesse arrivare qualcuno che non avesse le competenze adeguate. Ecco perché abbiamo convinto questa grande impresa della Lombardia, la A2A. Il pericolo era che il termovalorizzatore finisse nelle mani di persone senza esperienza, responsabilità morale e rischio d`impresa, com`è successo a Colleferro».
Poi il capo della Protezione civile difende l`efficienza e la sicurezza dell`inceneritore: «Le marmitte delle macchine, anche le Euro 5, emettono sostanze più dannose. Ci sono direttive europee sulle emissioni.
Non solo rispettiamo i limiti ma li abbiamo abbattuti del 50%». Quanto alla possibilità di bruciare il tal quale, Bertolaso chiarisce: «Lo prevede il decreto legge dei governo Berlusconi, che riprende un`ordinanza di Prodi. La stragrande maggioranza degli impianti di ultima generazione lo fa. Quando abbiamo riempito di spazzatura i treni per la Germania a 300 curo a tonnellata, negli inceneritori tedeschi si bruciava la spazzatura così come era e non mi pare che gli abitanti siano scesi in piazza a protestare. Sulle nanoparticelle, invece, la comunità scientifica è divisa. E comunque il danno alla salute è mille volte inferiore a quello già provocato in Campania da discariche abusive e rifiuti tossici fino a oggi». In-ogni caso, assicura, la trasparenza sarà massima: «Ad Acerra è stato istituito un osservatorio, di cui fanno parte esperti e abitanti del luogo, che potrà monitorare costantemente l`attività dell`impianto». Al tempo stesso «due display saranno installati nelle piazze principali di Acerra e San Felice a Cancello per controllare le emissioni. Invito il vescovo Rinaldi a visitare l`impianto per rendersi conto che non c`è alcun rischio».
Bertolaso considera le proteste «legittime ma - afferma - bisogna dire come stanno davvero le cose. Io sono innanzitutto un medico e ho dedicato gran parte della mia vita a Paesi come la Cambogia, la Somalia, il Kenya. Lì conobbi padre Zanotelli che si occupava di discariche nella zona di Nairobi.
All`epoca, però, parlava in modo molto diverso».
Nel corso della trasmissione - alla quale intervengono i parlamentari Ermete Realacci (Pd) e Italo Bocchino (Pdl) e il presidente di Legambiente Campania Michele Buonomo si affronta anche il nododelle bonifiche: «La Protezione civile ha stanziato risorse per il risanamento dei territori, gli interventi spettano al commissariato alle Bonifiche. La grande beffa dell`emergenza rifiuti dipende dal fatto che gli impianti di inizio anni 2000 sono stati costruiti in modo da impedire che potessero funzionare - attacca il sottosegretario - C`erano sei milioni di tonnellate di ecoballe accumulate di cui non si sapeva cosa fare».
In merito al palco tutto lombardo durante la cerimonia d`inaugurazione, Bertolaso risponde con una battuta: «Io sono romano, non milanese. E ho molti parenti a Napoli e in Campania...» . E la differenziata? «Un decreto legge, da poco entrato in vigore, prevede lo scioglimento dei Comuni che non la fanno:
sono 190 quelli che hanno già ricevuto un "cartellino giallo" per mettersi in regola. Hanno pochi mesi di tempo, non guardiamo in faccia a nessuno» avverte. Durissimo, infine, il commento sulla situazione debitoria: «Tutti gli italiani hanno pagato di tasca propria quest`incredibile scandalo, quindici anni di vergogna. Sono stati sperperati oltre 2 miliardi di curo con un buco nella gestione che varia da 400 a600 milioni».
a ro y > k^ - .,+.
La sfida della differenziata «I Comuni che non la fanno rischiano lo scioglimento Già 190 sono in bilico» L`invito al vescovo Rinaldi «Vorrei visitasse l`impianto non ci sono rischi» [.]
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Per chi non avesse leto quanto su cit
ASSOCIAZIONE ITALIANA MEDICI PERL’AMBIENTE
affiliataall’ISDE – International Society of Doctors for theEnvironment
sezione provincialediCaserta
Associazione affiliataOrdine dei Medici Caserta
Indirizzo sede Nazionale ISDE via della Fioraia 17/19 - 52100 Arezzo
tel. 0575.22256 - fax 0575.28676 isde@ats.it - www.isde.it
ISDE Caserta isdecaserta@gmail.com Presidente Dott. Gaetano Rivezzi via Pierantoni,7
81055 Santa Maria C.V. e- mail garivezzi@tin.it telef 330505548
Uff. Stampa Dott.ssa Mary Attento m.attent@tin.it -3407676184
Comunicato Stampa
Impegnati per la tutela dell’ Ambiente e della Salute riteniamo che la costruzione e la prossima accensione del megaimpianto di incenerimento di Acerra rappresenta un grave atto di irresponsabilità scientifica e sanitaria e un molto discutibile intervento industriale.Le nostre neomamme e i loro figli subiranno un molto probabile danno di salute irreversibile con l'accumulo degli invisibili contaminanti ambientali che si produrranno dall' incenerimento di ogni tipo di materiale, anche di plastiche,gomme,assemblaggio di sostanze chimiche.più o meno pericolose che si accumulano nel nostro organismo producendo danni al DNA.
Studi scientifici documentati e resi evidenti anche dal nostro comitato scientifico dell' International Society Doctors for Environment (isde.it) dimostrano il pericolo che l’ incenerimento industriale di questo livello arreca alla salute. Il controllo ambientale è mancato,a volte è stato nascosto oppure sottovalutato in questi anni nonostante i 15.000 animali abbattuti nel territorio acerra-nola-caserta,perché avvelenati da diossina nel 2003, il rilievo nelle erbe e nei terreni di furani,pcb e diossine e metalli pesanti come si vede dalle mappe dell’ arpac.e il riscontro di Diossina e PCB diossino-simili nel latte di 100 donne di Caserta e Napoli. Le corrette modalità di funzionamento dell’impianto e soprattutto il monitoraggio di salute che si prevede non sono state ben illustrate non consentendo ad esempio alla nostra associazione scientifica di partecipare alla fase di controllo.
Le innumerevoli risorse economiche impegnate in questa scellerata gestione,( si tratta di 1,5 miliardi di Euro di soldi pubblici! ) dovevano essere spesi per il benessere e la Salute dei cittadini della Campania evitandoci l’ umiliazione della spazzatura e la patologia ambientale che sta crescendo nella nostra popolazione con un netto aumento di malattie endocrine e tumorali.
Dr Gaetano Rivezzi
Vice presidente per il Sud-Italia
Medici per l’Ambiente
lunedì 30 marzo 2009
RISPARMIO ENERGETICO IN EDILIZIA

Edilizia e immobili, Urbanistica, Energia e risparmio energetico
RISPARMIO ENERGETICO NELL'EDILIZIA
Bonus volumetrico spessore muri e solai
Deroghe a distanze ed altezze massime
Semplificazione maggioranze condominiali
12/03/2008
Nella riunione dello scorso 27 febbraio il Consiglio dei Ministri ha approvato in prima lettura uno schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2006/32/CE in materia di incremento dell'efficienza energetica, di risparmio energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili. La bozza, sulla quale saranno ora acquisiti i prescritti pareri (Commissioni parlamentari, Consiglio di Stato e Conferenza Stato-Regioni), reca anche importanti disposizioni in materia di edilizia, di seguito brevemente sintetizzate.
Il provvedimento si propone di contribuire al miglioramento della sicurezza dell'approvvigionamento energetico ed alla tutela dell'ambiente, attraverso la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, ed a questo scopo stabilisce un quadro di misure volte al miglioramento dell'efficienza degli usi finali dell'energia sotto il profilo costi e benefici, definendo obiettivi , meccanismi ed incentivi necessari ad eliminare le barriere e le imperfezioni esistenti sul mercato che ostacolano un efficiente uso finale dell'energia.
Scomputo extra-spessore muri e solai da volumi e superfici
Tra le misure di maggiore interesse per il settore dell'edilizia e delle costruzioni si segnala in particolare il comma 1 dell'art. 11, il quale prevede che negli edifici di nuova costruzione lo spessore superiore ai 30 centimetri delle murature esterne, delle tamponature o dei muri portanti, nonché il maggior spessore dei solai e tutti i maggiori volumi e superfici necessari all'esclusivo miglioramento dei livelli di isolamento termico o di inerzia termica degli edifici, non sono considerati nei computi per la determinazioni dei volumi, delle superfici e dei rapporti di copertura, non conteggiando la parte eccedente i 30 centimetri, fino ad un massimo di ulteriori 25 cm per gli elementi verticali e di copertura e di 15 cm per quelli orizzontali intermedi.
Dunque in pratica viene liberalizzata la possibilità di aumentare lo spessore di murature portanti (fino ad un massimo di 30+25cm) e solai (fino ad un massimo di 30+15cm) senza incidere nel calcolo di volumi e superfici, rendendo in questo modo più semplice l'applicazione di nuove tecnologie per il risparmio energetico.
Deroga normative su distanze ed altezze massime
Il comma 2 del medesimo art. 11 prevede inoltre, in caso di interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti che comportino maggiori spessori nelle murature e nei solai, la possibilità di derogare alle normative nazionali, regionali o locali in materia di distanze minime tra gli edifici e dalle strade, fino ad un massimo di 20cm per il maggiore spessore delle pareti verticali esterne e di 25cm per il maggiore spessore degli elementi di copertura.
Impianti solari termici e fotovoltaici senza DIA
Il comma 3 dell'art. 11 prevede che gli interventi di installazione di impianti solari termici o fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti degli edifici con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda, ed i cui componenti non modificano la sagoma degli edifici stessi, sono considerati interventi di manutenzione ordinaria e non sono soggetti alla disciplina della denuncia di inizio attività. In pratica l'installazione di pannelli solari e fotovoltaici, nel rispetto delle condizioni sopra illustrate, ricade nel regime dell'attività edilizia libera. In pratica in questi casi, qualora i medesimi edifici non ricadano in centri storici, è sufficiente una comunicazione preventiva al Comune.
Risparmio energetico in nuovi edifici o complessi immobiliari
Il comma 4 dell'art. 11, in riferimento agli incentivi di cui al comma 351 della L. 296/2006 (finanziaria 2007 - Cfr BLT n. 1/2007), dispone che la data ultima di inizio lavori è prorogata al 31.12.2009 e quella di fine lavori da comprendersi entro i tre anni successivi. Si ricorda che il citato comma 351 dispone l'erogazione di un contributo pari al 55% delle spese extra, ivi comprese quelle per la progettazione, sostenute per il conseguimento, nell'ambito di lavori per la realizzazione di nuovi edifici o complessi di edifici di volumetria totale superiore a 10.000 mc (iniziati entro il 31.12.2007, salvo approvazione del nuovo decreto) e conclusi entro i tre anni successivi, di un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per mq di superficie utile dell'edificio inferiore di almeno il 50% rispetto ai valori riportati nell'allegato C, numero 1), tabella 1, annesso al D. Leg.vo 192/2005, nonché del fabbisogno di energia per il condizionamento estivo e l'illuminazione.
Maggioranze condominiali per interventi di risparmio energetico
Si segnala infine che il comma 5 dell'art. 11 della bozza di decreto in esame dispone che per gli interventi sugli edifici e sugli impianti volti al contenimento del consumo energetico ed all'utilizzo di fonti rinnovabili, individuati attraverso un attestato di certificazione energetica o una diagnosi energetica realizzata da un tecnico abilitato, le pertinenti decisioni condominiali sono valide anche se adottate con la maggioranza semplice delle quote millesimali degli intervenuti in assemblea.
In allegato alla notizia è consultabile lo schema di decreto legislativo approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri, ed il testo della direttiva 2006/32/CE. Ulteriori notizie sul prosieguo dell'iter di approvazione del decreto saranno fornite in questa stessa rubrica.
Progetto Nuova Energia

Progetto Nuova Energia
domenica 29 marzo 2009
ITALIA AL TOP NEL FOTOVOLTAICO
STUDIO KYOTO CLUB, ITALIA AL TOP NEL FOTOVOLTAICO''Nel 2010 l'Italia sara' il Paese leader del fotovoltaico''. Lo ha annunciato oggi il presidente del Kyoto Club Italia, Gianni Silvestrini, nel corso del convegno ''Gestire il boom fotovoltaico'' svoltosi a Napoli nell'ambito di Energymed, la mostra-convegno su fonti rinnovabili e efficienza energetica nel Mediterraneo. L'ex consulente dei ministri Bordon e Bersani ha indicato indicando il nostro Paese quale terza potenza mondiale nel settore, alle spalle di Germania e Spagna. ''Il prossimo biennio sara' incredibilmente positivo per il segmento delle fonti rinnovabili legato al fotovoltaico - ha detto Silvestrini - , basti pensare che dai 340 megawatt di istallazione si passera' ai circa 1.000 alla fine del 2009 e a 2.000 nell'anno 2010. In particolare il centro-sud registrera' un incremento che ridurra' l'attuale gap''. Ma il boom fotovoltaico va gestito al meglio: ''Si dovranno armonizzare le istallazioni con il territorio e ridurre gli incentivi statali man mano che le istallazioni aumenteranno, ma sara' necessario anche ottimizzare la produzione: oggi importiamo energia mentre alla fine del 2011 potremmo diventare esportatori''. Il segmento fotovoltaico produrra' anche posti di lavoro: circa 70.000 mila nel solo sud-Italia, nel prossimo triennio.
Pubblicato da Cesare Augusto a 21.18
Etichette: Energia Solare, Fotovoltaico, Italia
martedì 24 marzo 2009
BIO EDILIZIA SUL PROGETTO CASA
EDILIZIA ABITATIVA O MEGLIO BIO EDILIZIA UNA DELLE SVOLTE CHE PROIETTERANNO GLI ABITANTI DI QUESTO PIANETA DALL'ERA PREISTORICA DIRETTAMENTE NEL FUTURO, CON TECNICHE DI COSTRUZIONE IN ARMONIA E NEL RISPETTO DELL'AMBIENTE CHE CI CIRCONDA.
E L'ORA DEL CAMBIAMENTO.
FORSE NON TUTTI CONDIVIDONO MA LE CASE SONO INDISPENSABILI , INNOVAZIONE NON CEMENTIFICAZIONE , BASTA IMPORLO ALLE DITTE COSTRUTTRICI.
Il testo completo del progetto casa
INTERVENTO REGIONALE A SOSTEGNO DEL SETTORE EDILIZIO E PER PROMUOVERE L’UTILIZZO DI FONTI DI ENERGIA ALTERNATIVE E RINNOVABILI
ART . 1 — FlNALITA’ La Regione (indicare il nome) promuove misure per il sostegno del settore edilizio attraverso interventi finalizzati al miglioramento della qualità abitativa, per preservare, mantenere, ricostituire e rivitalizzare il patrimonio edilizio esistente.
ART . 2 —- AMPLIAMENTO DEGLI EDIFICI ESISTENTI Per le finalità di cui all’articolo 1 e nel rispetto di quanto stabilito dagli articoli seguenti, i comuni possono autorizzare, in deroga alle previsioni dei regolamenti e degli strumenti urbanistici locali, l’ampliamento degli edifici esistenti, nei limiti del 20% del volume se destinati ad uso residenziale o assimilate e del 20% della superficie coperta se adibiti ad uso diverso. * La parte in ampliamento deve essere realizzata in contiguità rispetto al fabbricate esistente, salvo che ciò non risulti materialmente e giuridicamente possibile, nel qual caso potrà anche concedersi la costruzione di un corpo edilizio separato, avente però carattere accessorio. In caso di edifici composti da più unità immobiliari, l’ampliamento potrà essere chiesto ed ottenuto anche separatamente per ciascuna di esse, compatibilmente con le norme che disciplinano il condominio negli edifici e fermo comunque restando il limite complessivo stabilito al comma 1.
ART . 3 — INTERVENTI PER FAVORIRE IL RINNOVAMENTO DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE La Regione promuove la sostituzione e il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente, mediante la demolizione e ricostruzione degli edifici realizzati anteriormente al 1989, che necessitano di essere adeguati agli odierni standard qualitativi, architettonici, energetici, tecnologici e di sicurezza e che, al tempo stesso, non siano soggetti a particolari forme di tutela, che ne impongano in tutto o in parte la conservazione. Per incentivare gli interventi di cui al comma l, i comuni possono autorizzare, in deroga alle previsioni dei regolamenti e degli strumenti urbanistici locali, interventi di integrale demolizione e ricostruzione, anche su area diversa purché a ciò destinata dagli strumenti urbanistici, che prevedano aumenti fino al 30% del volume esistente per gli edifici residenziali o assimilati e fino al 30% della superficie coperta per quelli adibiti ad uso diverso. La percentuale di cui al comma 2 può essere elevata fino al 35% in caso di utilizzo delle tecniche costruttive o della bioedilizia o che prevedano il ricorso alle energie rinnovabili. Nel caso di ricostruzione su area diversa, l’area originariamente occupata dal fabbricato demolito dovrà essere gravata da un vincolo di inedificabilità ovvero ceduta gratuitamente all’amministrazione comunale per essere adibita a verde pubblico e a servizi.
ART . 4 — AMBITO DI APPLICAZIONE DELLE MISURE PREVISTE Gli interventi di cui agli articoli 2 e 3 devono, in ogni caso, essere realizzati nel rispetto delle norme sulle distanze e di quelle poste a tutela dei beni culturali e paesaggistici. L’esecuzione degli interventi di cui agli articoli 2 e 3 é subordinata all’esistenza delle opere di urbanizzazione primaria ovvero al loro adeguamento in ragione del maggiore carico urbanistico connesso al previsto aumento di volume o di superficie degli edifici esistenti. L’istanza intesa ad ottenere il rilascio del permesso per eseguire gli interventi di cui agli artieoli 2 e 3, in deroga alle previsioni dei regolamenti e strumenti urbanistici locali, non può riguardare fabbricati ultimati dopo il 31 dicembre 2008 e deve comunque essere presentata entro il 31 dicembre 2010. Non può essere riconosciuto alcun aumento di volume o di superficie, ai sensi degli articoli 2 e 3, ai fabbricati abusivi soggetti all’obbligo della demolizione, cosi come agli edifici che sorgono su aree demaniali comunque vincolate ad uso pubblico o dichiarate inedificabili per legge, sentenza o atto amministrativo. I comuni possono, con deliberazione di consiglio comunale, da adottarsi nel termine perentorio di 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, escludere l’applicabilità delle norme di cui agli articoli 2 e 3 in relazione a specifici immobili o zone del proprio territorio, da individuarsi in base ad oggettive ragioni di carattere urbanistico, edilizio, paesaggistico, ambientale, come pure stabilire limiti differenziati in ordine alle possibilità di ampliamento accordate da detti articoli, in relazione alle caratteristiche proprie delle singole zone e del diverso loro grado di saturazione edilizia. L’applicazione della presente legge non può comunque essere invocata, con riguardo agli edifici aventi destinazione commerciale, per derogare alle disposizioni regionali in materia di programmazione,insediamento ed apertura di grandi strutture di vendita, centri commerciali e parchi commerciali.
ART . 5 — PROCEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE Gli interventi di cui agli articoli 2 e 3 sono subordinati al rilascio di permesso di costruire, ai sensi dell’art. 10 e ss. del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. La relativa istanza si intende accolta se, nel termine stabilito per la conclusione del procedimento dall’art. 20 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, l’autorità competente al rilascio del permesso non comunica all’istante la propria decisione negativa. L’ampliamento richiesto ai sensi degli art. 2 e 3 della presente legge può essere negato nei soli casi previsti dall’art 4. Resta comunque fermo quanto stabilito dal decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 e succ. mod. per gli immobili aventi valore culturale paesaggistico.
ART. 6 — MISURE DI CARATTERE FISCALE Il contributo di costruzione dovuto in base all’art. 16 e ss, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 é commisurato, per gli interventi di cui al1’articolo 2, al solo ampliamento ed è comunque ridotto del 20%. La riduzione é pari al 60% in caso di edificio od unità immobiliari destinati a prima abitazione del richiedente o di un parente o affine entro il terzo grado. Il contributo di costruzione dovuto per gli interventi di cui all’articolo 3 e determinato in ragione del1’80% per la parte eseguita in ampliamento e del 20% per la parte ricostruita ed é comunque ulteriormente ridotto del 50% in caso di edificio od unità destinati a prima abitazione del richiedente o di un suo parente o affine entro il terzo grado. I comuni possono stabilire ulteriori riduzioni del contributo di costruzione od incentivi di carattere economico in caso di utilizzo delle tecniche costruttive della bioedilizia o che prevedano il ricorso alle energie rinnovabili.
ART . 7 ELENCHI I comuni provvedono ad istituire ed aggiornare l’e1enco degli ampliamenti autorizzati ai sensi degli articoli 2 e 3, anche al fine di evitare che, attraverso interventi successivi, comunque arnmissibili, possano essere superati i limiti percentuali fissati da detti articoli e riferiti al volume o alla superficie coperta esistenti all’entrata in vigore della presente legge.
ART . 9 - DICHIARAZIONE D’URGENZA La presente legge é dichiarata urgente ai sensi dell’articolo dello Statuto ed entra in vigore il giorno succcssivo alla data della sua pubblicazione nel bollettino ufficiale della Regione.
LEGGE EDILIZIA Per consentire un adeguato rilancio dell’attività edilizia, nel rispetto dell’ambiente e del tessuto urbanistico esistente e, in particolare per addivenire ad una sostituzione rapida del patrimonio edilizio fatiscente, obsoleto e non rispondente alla nuova situazione tecnologica ed energetica, con contestuale massima protezione dei beni storici, culturali e paesaggistici, si è previsto di intervenire operando, contestualmente, mediante modifiche normative statali e regionali. Per quante attiene la potestà legislativa regionale si é approntato un testo base che sara propesto alle Regioni che intenderanno adottarlo. Ad oggi si e già preventivamente acquisita la disponibilità delle Regioni Veneto e Sardegna. Il testo di legge regionale, prevede, in sintesi, i seguenti punti:
A. Possibilità di ampliamente degli edifici residenziali o assimilati nei limiti del 20% del volume esistente; ampliamento nei limiti del 20% della superficie coperta esistente di tutti gli altri edifici. La richiesta di ampliamento dovrà essere presentato entro il 3 1/12/2010.
B. Possibilità per gli edifici realizzati anteriormente al 1989, che non siano adeguati rispetto gli attuali standard qualitativi, architettonici, energetici, tecnologici e di sicurezza e che non siano sottoposti a vincolo di conservazione, di chiederne l’abbattimento e la successiva ricostruzione con un aumento della cubatura, se residenziali, ovvero della superficie coperta, se destinati ad uso diverso, fine al 30% oppure fino al 35% ove si utilizzino tecniche di bioedilizia e di energie rinnovabili.
C. Rigoroso rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici e divieto assoluto di qualsiasi ampliamento per gli immobili abusivi.
D. Agevolazioni fiscali da parte dei Comuni per la realizzazione delle opere sopraindicate.
Per ciò che riguarda la normativa nazionale si é provveduto a modificare sia il Testo unico dell’edilizia, approvato con DPR n. 380/01, sia il Codice dei beni culturali e del paesaggio, approvato con Dlgs. n. 42 del 2004, limitatamente alla parte paesaggistica.
In grande sintesi le modifiche si possono evidenziare nei seguenti punti:
1. Abolizione del permesso di costruire, sostituito da una certificazione di conformità, asseverata e giurata, da parte del progettista.
2. Ampliamento dei casi di Denuncia di Inizio Attività (DIA).
3. Rimodulazione degli interventi di edilizia libera, degli interventi soggetti a DIA e di quelli soggetti a certificato di conformità.
4. Possibilità di valutare preventivamente gli interventi con gli uffici preposti e creazione di una camera di conciliazione presso i Comuni per risolvere le problematiche che dovessero insorgere nel corso dei lavori.
5. Ridefinizione del sistema sanzionatorio con previsione di sanzioni amministrative per i casi più lievi, definizione più puntuale delle fattispecie illecite e sanzioni differenziate se 1’intervento sia posto in essere su beni vincolati, con pene più gravi delle attuali in quest’ultimo caso.
6. Previsione del ravvedimento operoso, per indurre colui che ha violato la norma all’abbattimento o alla rimessione in pristino nonché alla eliminazione dei danni,con conseguente diminuzione della pena o, nei casi particolarmente lievi, con estinzione dell’illecito.
7. Maggiore flessibilità nel procedimento di accertamento di conformità.
8. Previsione che l’accertamento di conformità e l’espresso accertamento di compatibilità ambientale estinguano i reati edilizi ed ambientali.
9. Semplificazione delle procedure riguardanti il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica con indicazione di tempi più certi per la conclusione del procedimento.
11 marzo 2009
E L'ORA DEL CAMBIAMENTO.
FORSE NON TUTTI CONDIVIDONO MA LE CASE SONO INDISPENSABILI , INNOVAZIONE NON CEMENTIFICAZIONE , BASTA IMPORLO ALLE DITTE COSTRUTTRICI.
Il testo completo del progetto casa
INTERVENTO REGIONALE A SOSTEGNO DEL SETTORE EDILIZIO E PER PROMUOVERE L’UTILIZZO DI FONTI DI ENERGIA ALTERNATIVE E RINNOVABILI
ART . 1 — FlNALITA’ La Regione (indicare il nome) promuove misure per il sostegno del settore edilizio attraverso interventi finalizzati al miglioramento della qualità abitativa, per preservare, mantenere, ricostituire e rivitalizzare il patrimonio edilizio esistente.
ART . 2 —- AMPLIAMENTO DEGLI EDIFICI ESISTENTI Per le finalità di cui all’articolo 1 e nel rispetto di quanto stabilito dagli articoli seguenti, i comuni possono autorizzare, in deroga alle previsioni dei regolamenti e degli strumenti urbanistici locali, l’ampliamento degli edifici esistenti, nei limiti del 20% del volume se destinati ad uso residenziale o assimilate e del 20% della superficie coperta se adibiti ad uso diverso. * La parte in ampliamento deve essere realizzata in contiguità rispetto al fabbricate esistente, salvo che ciò non risulti materialmente e giuridicamente possibile, nel qual caso potrà anche concedersi la costruzione di un corpo edilizio separato, avente però carattere accessorio. In caso di edifici composti da più unità immobiliari, l’ampliamento potrà essere chiesto ed ottenuto anche separatamente per ciascuna di esse, compatibilmente con le norme che disciplinano il condominio negli edifici e fermo comunque restando il limite complessivo stabilito al comma 1.
ART . 3 — INTERVENTI PER FAVORIRE IL RINNOVAMENTO DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE La Regione promuove la sostituzione e il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente, mediante la demolizione e ricostruzione degli edifici realizzati anteriormente al 1989, che necessitano di essere adeguati agli odierni standard qualitativi, architettonici, energetici, tecnologici e di sicurezza e che, al tempo stesso, non siano soggetti a particolari forme di tutela, che ne impongano in tutto o in parte la conservazione. Per incentivare gli interventi di cui al comma l, i comuni possono autorizzare, in deroga alle previsioni dei regolamenti e degli strumenti urbanistici locali, interventi di integrale demolizione e ricostruzione, anche su area diversa purché a ciò destinata dagli strumenti urbanistici, che prevedano aumenti fino al 30% del volume esistente per gli edifici residenziali o assimilati e fino al 30% della superficie coperta per quelli adibiti ad uso diverso. La percentuale di cui al comma 2 può essere elevata fino al 35% in caso di utilizzo delle tecniche costruttive o della bioedilizia o che prevedano il ricorso alle energie rinnovabili. Nel caso di ricostruzione su area diversa, l’area originariamente occupata dal fabbricato demolito dovrà essere gravata da un vincolo di inedificabilità ovvero ceduta gratuitamente all’amministrazione comunale per essere adibita a verde pubblico e a servizi.
ART . 4 — AMBITO DI APPLICAZIONE DELLE MISURE PREVISTE Gli interventi di cui agli articoli 2 e 3 devono, in ogni caso, essere realizzati nel rispetto delle norme sulle distanze e di quelle poste a tutela dei beni culturali e paesaggistici. L’esecuzione degli interventi di cui agli articoli 2 e 3 é subordinata all’esistenza delle opere di urbanizzazione primaria ovvero al loro adeguamento in ragione del maggiore carico urbanistico connesso al previsto aumento di volume o di superficie degli edifici esistenti. L’istanza intesa ad ottenere il rilascio del permesso per eseguire gli interventi di cui agli artieoli 2 e 3, in deroga alle previsioni dei regolamenti e strumenti urbanistici locali, non può riguardare fabbricati ultimati dopo il 31 dicembre 2008 e deve comunque essere presentata entro il 31 dicembre 2010. Non può essere riconosciuto alcun aumento di volume o di superficie, ai sensi degli articoli 2 e 3, ai fabbricati abusivi soggetti all’obbligo della demolizione, cosi come agli edifici che sorgono su aree demaniali comunque vincolate ad uso pubblico o dichiarate inedificabili per legge, sentenza o atto amministrativo. I comuni possono, con deliberazione di consiglio comunale, da adottarsi nel termine perentorio di 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, escludere l’applicabilità delle norme di cui agli articoli 2 e 3 in relazione a specifici immobili o zone del proprio territorio, da individuarsi in base ad oggettive ragioni di carattere urbanistico, edilizio, paesaggistico, ambientale, come pure stabilire limiti differenziati in ordine alle possibilità di ampliamento accordate da detti articoli, in relazione alle caratteristiche proprie delle singole zone e del diverso loro grado di saturazione edilizia. L’applicazione della presente legge non può comunque essere invocata, con riguardo agli edifici aventi destinazione commerciale, per derogare alle disposizioni regionali in materia di programmazione,insediamento ed apertura di grandi strutture di vendita, centri commerciali e parchi commerciali.
ART . 5 — PROCEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE Gli interventi di cui agli articoli 2 e 3 sono subordinati al rilascio di permesso di costruire, ai sensi dell’art. 10 e ss. del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. La relativa istanza si intende accolta se, nel termine stabilito per la conclusione del procedimento dall’art. 20 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, l’autorità competente al rilascio del permesso non comunica all’istante la propria decisione negativa. L’ampliamento richiesto ai sensi degli art. 2 e 3 della presente legge può essere negato nei soli casi previsti dall’art 4. Resta comunque fermo quanto stabilito dal decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 e succ. mod. per gli immobili aventi valore culturale paesaggistico.
ART. 6 — MISURE DI CARATTERE FISCALE Il contributo di costruzione dovuto in base all’art. 16 e ss, del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 é commisurato, per gli interventi di cui al1’articolo 2, al solo ampliamento ed è comunque ridotto del 20%. La riduzione é pari al 60% in caso di edificio od unità immobiliari destinati a prima abitazione del richiedente o di un parente o affine entro il terzo grado. Il contributo di costruzione dovuto per gli interventi di cui all’articolo 3 e determinato in ragione del1’80% per la parte eseguita in ampliamento e del 20% per la parte ricostruita ed é comunque ulteriormente ridotto del 50% in caso di edificio od unità destinati a prima abitazione del richiedente o di un suo parente o affine entro il terzo grado. I comuni possono stabilire ulteriori riduzioni del contributo di costruzione od incentivi di carattere economico in caso di utilizzo delle tecniche costruttive della bioedilizia o che prevedano il ricorso alle energie rinnovabili.
ART . 7 ELENCHI I comuni provvedono ad istituire ed aggiornare l’e1enco degli ampliamenti autorizzati ai sensi degli articoli 2 e 3, anche al fine di evitare che, attraverso interventi successivi, comunque arnmissibili, possano essere superati i limiti percentuali fissati da detti articoli e riferiti al volume o alla superficie coperta esistenti all’entrata in vigore della presente legge.
ART . 9 - DICHIARAZIONE D’URGENZA La presente legge é dichiarata urgente ai sensi dell’articolo dello Statuto ed entra in vigore il giorno succcssivo alla data della sua pubblicazione nel bollettino ufficiale della Regione.
LEGGE EDILIZIA Per consentire un adeguato rilancio dell’attività edilizia, nel rispetto dell’ambiente e del tessuto urbanistico esistente e, in particolare per addivenire ad una sostituzione rapida del patrimonio edilizio fatiscente, obsoleto e non rispondente alla nuova situazione tecnologica ed energetica, con contestuale massima protezione dei beni storici, culturali e paesaggistici, si è previsto di intervenire operando, contestualmente, mediante modifiche normative statali e regionali. Per quante attiene la potestà legislativa regionale si é approntato un testo base che sara propesto alle Regioni che intenderanno adottarlo. Ad oggi si e già preventivamente acquisita la disponibilità delle Regioni Veneto e Sardegna. Il testo di legge regionale, prevede, in sintesi, i seguenti punti:
A. Possibilità di ampliamente degli edifici residenziali o assimilati nei limiti del 20% del volume esistente; ampliamento nei limiti del 20% della superficie coperta esistente di tutti gli altri edifici. La richiesta di ampliamento dovrà essere presentato entro il 3 1/12/2010.
B. Possibilità per gli edifici realizzati anteriormente al 1989, che non siano adeguati rispetto gli attuali standard qualitativi, architettonici, energetici, tecnologici e di sicurezza e che non siano sottoposti a vincolo di conservazione, di chiederne l’abbattimento e la successiva ricostruzione con un aumento della cubatura, se residenziali, ovvero della superficie coperta, se destinati ad uso diverso, fine al 30% oppure fino al 35% ove si utilizzino tecniche di bioedilizia e di energie rinnovabili.
C. Rigoroso rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici e divieto assoluto di qualsiasi ampliamento per gli immobili abusivi.
D. Agevolazioni fiscali da parte dei Comuni per la realizzazione delle opere sopraindicate.
Per ciò che riguarda la normativa nazionale si é provveduto a modificare sia il Testo unico dell’edilizia, approvato con DPR n. 380/01, sia il Codice dei beni culturali e del paesaggio, approvato con Dlgs. n. 42 del 2004, limitatamente alla parte paesaggistica.
In grande sintesi le modifiche si possono evidenziare nei seguenti punti:
1. Abolizione del permesso di costruire, sostituito da una certificazione di conformità, asseverata e giurata, da parte del progettista.
2. Ampliamento dei casi di Denuncia di Inizio Attività (DIA).
3. Rimodulazione degli interventi di edilizia libera, degli interventi soggetti a DIA e di quelli soggetti a certificato di conformità.
4. Possibilità di valutare preventivamente gli interventi con gli uffici preposti e creazione di una camera di conciliazione presso i Comuni per risolvere le problematiche che dovessero insorgere nel corso dei lavori.
5. Ridefinizione del sistema sanzionatorio con previsione di sanzioni amministrative per i casi più lievi, definizione più puntuale delle fattispecie illecite e sanzioni differenziate se 1’intervento sia posto in essere su beni vincolati, con pene più gravi delle attuali in quest’ultimo caso.
6. Previsione del ravvedimento operoso, per indurre colui che ha violato la norma all’abbattimento o alla rimessione in pristino nonché alla eliminazione dei danni,con conseguente diminuzione della pena o, nei casi particolarmente lievi, con estinzione dell’illecito.
7. Maggiore flessibilità nel procedimento di accertamento di conformità.
8. Previsione che l’accertamento di conformità e l’espresso accertamento di compatibilità ambientale estinguano i reati edilizi ed ambientali.
9. Semplificazione delle procedure riguardanti il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica con indicazione di tempi più certi per la conclusione del procedimento.
11 marzo 2009
sabato 21 marzo 2009
AIUTO.......... MIA FIGLIA NON MI CREDE
FACCIAMO TROVARE UN MONDO MIGLIORE ALLE GENERAZIONI FUTURE.
I CAVILLI BUROCRATICI NON DOVENO FAR SI CHE GLI ITALIANI MOLLINO LA PRESA AD AVERE SOLTANTO I PROPRI DIRITTI .
La Terra è molto grande, ma noi ce la siamo mangiata quasi tutta. Non ci siamo limitati a vincere la battaglia per l'egemonia sulle altre specie, no... Come il peggiore dei barbari, abbiamo deciso di non fare prigionieri. Stiamo sterminando ogni forma di vita. A parte, certo, quelle che ci servono. Quelle confinate in piccole gabbiette di pochi centimetri, in attesa di essere macellate e di finire sugli scaffali dei supermercati.
Abbiamo colonizzato ogni anfratto. Le isole selvagge e misteriose non esistono più. Robinson Crusoe oggi sarebbe ambientato nella casa del Grande Fratello. Tanto, in mezzo alle entità diversamente biologiche che la popolano, più solo di così non potrebbe sentirsi... Se prima potevamo sfruttare, desertificare, inaridire territori remoti e desolati, oggi l'infezione umana si è talmente estesa da costringerci a contaminare perfino il metro quadro di giardino dove i nostri figli sono confinati a giocare. Trivelliamo, estraiamo, inquiniamo e inaliamo. E ora vorremmo anche irradiare. Il bel paese diventerà presto la sala radiologia del laboratorio di analisi Berlusconi. Non ci sarà più bisogno di farsi una lastra ai polmoni. Macchè! Basterà un autoscatto con la webcam dopo la prima dispersione di materiale fissile da una delle quattro centrali EPR all'amatriciana.
Cosa sono quelle facce scure? Non temete! Con una parte dei fondi CIP6, almeno quel che ne resta dopo avere ingrassato i camini degli inceneritori - o nanoparticellizzatori - ci finanziamo qualche pala eolica, o un impianto geotermico, o... un tetto fotovoltaico. Tanto c'è il Conto Energia, ...o no?
No. Sentite questa bella storia di ordinaria italianità che arriva dalla provincia di Potenza.
"Mi chiamo Antonio Caputo,residente a Genzano di Lucania (PZ). Le scrivo dopo aver visionato il suo video con il Presidente di Greenpeace, e mi rivolgo a lei per raccontarle cosa succede ad un cittadino italiano, nel momento in cui decide di installare un impianto fotovoltaico.(contoenergia). Io ormai ho perso qualsiasi fiducia in tutto, ma le racconto in breve la storia. Ho deciso di realizzare un impianto fotovoltaico. Ho inviato a Enel Energia l'ultimazione dei lavori in un plico contenente i documenti richiesti, prima con Raccomandata A/R l'11 settembre 2008 e successivamente, dopo richiesta telefonica ad integrazione, tramite una nuova raccomandata A/R il 29 novembre. Tale documentazione, come richiesto, è stata inviata all'indirizzo Enel Energia - Gestione fonti rinnovabili, casella postale 8080 85100 Potenza. A decorrere da quest'ultima data, l'mpresa distributrice aveva l'obbligo di allacciare l'impianto alla rete elettrica entro 30 gg lavorativi. Invece niente. Il 6 febbraio ho inviato un fax di reclamo al numero 800046311 di Enel Energia e, per conoscenza, all'AEEG, al n. 0265565230. Ad oggi, 20 marzo, nessun incaricato è venuto a terminare l'allacciamento alla rete del mio impianto fotovoltaico. Per concludere, io sono solo un operaio della fiat di Melfi (Pz). Sono in cassa integrazione, e vivo una situazione veramente insopportabile. Sono arrivato alla conclusione che ci stanno togliendo giorno per giorno ogni dignità. Sto pagando le rate del'impianto senza percepire il contributo che la legge mi garantiva. Le chiedo scusa per questa lettera ma non so proprio a chi rivolgermi, e non posso andare da un avvocato perché non me lo posso permettere. Ero contento di fare questa scelta, poiché nel mio piccolo davo un contributo all'ambiente, e poi aveva anche un significato educativo per mia figlia, che a 8 anni sapeva già che con l'installazione di questi "specchi", come li chiama lei, non avremmo più inquinato. Cosa posso dire, Sig.Messora, noi ce la mettiamo tutta, abbiamo la volontà per cambiare ma c'è qualcuno che non vuole, e sono sempre più convinto che tutto questo sia stato fatto appositamente per scoraggiare le altre persone dall'installare un impianto fotovoltaico. Spero che lei con il suo blog possa fare qualcosa perché non so proprio a chi rivolgermi. Con stima, Antonio Caputo."
I CAVILLI BUROCRATICI NON DOVENO FAR SI CHE GLI ITALIANI MOLLINO LA PRESA AD AVERE SOLTANTO I PROPRI DIRITTI .
La Terra è molto grande, ma noi ce la siamo mangiata quasi tutta. Non ci siamo limitati a vincere la battaglia per l'egemonia sulle altre specie, no... Come il peggiore dei barbari, abbiamo deciso di non fare prigionieri. Stiamo sterminando ogni forma di vita. A parte, certo, quelle che ci servono. Quelle confinate in piccole gabbiette di pochi centimetri, in attesa di essere macellate e di finire sugli scaffali dei supermercati.
Abbiamo colonizzato ogni anfratto. Le isole selvagge e misteriose non esistono più. Robinson Crusoe oggi sarebbe ambientato nella casa del Grande Fratello. Tanto, in mezzo alle entità diversamente biologiche che la popolano, più solo di così non potrebbe sentirsi... Se prima potevamo sfruttare, desertificare, inaridire territori remoti e desolati, oggi l'infezione umana si è talmente estesa da costringerci a contaminare perfino il metro quadro di giardino dove i nostri figli sono confinati a giocare. Trivelliamo, estraiamo, inquiniamo e inaliamo. E ora vorremmo anche irradiare. Il bel paese diventerà presto la sala radiologia del laboratorio di analisi Berlusconi. Non ci sarà più bisogno di farsi una lastra ai polmoni. Macchè! Basterà un autoscatto con la webcam dopo la prima dispersione di materiale fissile da una delle quattro centrali EPR all'amatriciana.
Cosa sono quelle facce scure? Non temete! Con una parte dei fondi CIP6, almeno quel che ne resta dopo avere ingrassato i camini degli inceneritori - o nanoparticellizzatori - ci finanziamo qualche pala eolica, o un impianto geotermico, o... un tetto fotovoltaico. Tanto c'è il Conto Energia, ...o no?
No. Sentite questa bella storia di ordinaria italianità che arriva dalla provincia di Potenza.
"Mi chiamo Antonio Caputo,residente a Genzano di Lucania (PZ). Le scrivo dopo aver visionato il suo video con il Presidente di Greenpeace, e mi rivolgo a lei per raccontarle cosa succede ad un cittadino italiano, nel momento in cui decide di installare un impianto fotovoltaico.(contoenergia). Io ormai ho perso qualsiasi fiducia in tutto, ma le racconto in breve la storia. Ho deciso di realizzare un impianto fotovoltaico. Ho inviato a Enel Energia l'ultimazione dei lavori in un plico contenente i documenti richiesti, prima con Raccomandata A/R l'11 settembre 2008 e successivamente, dopo richiesta telefonica ad integrazione, tramite una nuova raccomandata A/R il 29 novembre. Tale documentazione, come richiesto, è stata inviata all'indirizzo Enel Energia - Gestione fonti rinnovabili, casella postale 8080 85100 Potenza. A decorrere da quest'ultima data, l'mpresa distributrice aveva l'obbligo di allacciare l'impianto alla rete elettrica entro 30 gg lavorativi. Invece niente. Il 6 febbraio ho inviato un fax di reclamo al numero 800046311 di Enel Energia e, per conoscenza, all'AEEG, al n. 0265565230. Ad oggi, 20 marzo, nessun incaricato è venuto a terminare l'allacciamento alla rete del mio impianto fotovoltaico. Per concludere, io sono solo un operaio della fiat di Melfi (Pz). Sono in cassa integrazione, e vivo una situazione veramente insopportabile. Sono arrivato alla conclusione che ci stanno togliendo giorno per giorno ogni dignità. Sto pagando le rate del'impianto senza percepire il contributo che la legge mi garantiva. Le chiedo scusa per questa lettera ma non so proprio a chi rivolgermi, e non posso andare da un avvocato perché non me lo posso permettere. Ero contento di fare questa scelta, poiché nel mio piccolo davo un contributo all'ambiente, e poi aveva anche un significato educativo per mia figlia, che a 8 anni sapeva già che con l'installazione di questi "specchi", come li chiama lei, non avremmo più inquinato. Cosa posso dire, Sig.Messora, noi ce la mettiamo tutta, abbiamo la volontà per cambiare ma c'è qualcuno che non vuole, e sono sempre più convinto che tutto questo sia stato fatto appositamente per scoraggiare le altre persone dall'installare un impianto fotovoltaico. Spero che lei con il suo blog possa fare qualcosa perché non so proprio a chi rivolgermi. Con stima, Antonio Caputo."
lunedì 16 marzo 2009
Il creato ritrovato

Fonti di energia rinnovabili.
Non solo il Papa Benedetto è stato il primo papa a commentare sull’"uso non equilibrato di energia nel mondo", ma adesso è davvero deciso a rendere il Vaticano ecosostenibile.
La Città del Vaticano ha terminato in questi giorni l’istallazione di 2.400 pannelli solari sui 5.000 metri quadrati del tetto della Sala Nervi dove il papa tiene le sue udienze generali al pubblico. Il sistema da 1.2 milioni di euro è stato terminato proprio prima che Papa Benedetto definisse la sua ultima apparizione nella sala come: “La prima udienza ecologica del Vaticano”.
Disegnata e realizzata dall’architetto Pier Luigi Nervi nel 1969, L’auditorium Paolo VI, chiamato anche Sala Nervi, aveva un tetto in cemento che necessitava di un adeguata ristrutturazione. Il nuovo sistema fotovoltaico, donato dall’azienda tedesca SolarWorld e SMA Solar Technology, sarà in grado di erogare 300 megawatt ora (MWh) di energia all’anno, abbastanza per illuminare, riscaldare o condizionare la Sala Nervi. Quando la sala non è in uso l’energia viene convogliata nel sistema elettrico del Vaticano.
“Con questo impianto, quando funzionerà a regime," afferma Andre Koekenhoff, uno dei realizzatori del progetto Nervi, "in circa due settimane eviteremo l’immissione nell’atmosfera di 200 tonnellate di diossido di carbonio, l’equivalente energetico di 70 tonnellate di petrolio”.
giovedì 12 marzo 2009
BOOM FOTOVOLTAICO - CRESCITA
Nel 2008 il giro d'affari dell'industria fotovoltaica italiana è stato di circa 800 milioni di euro con una potenza installata pari a 220 MW (+300% di potenza cumulata rispetto al 2007). Per il 2009, si prevede un'ulteriore crescita
Ecco i Comuni rinnovabili
Nel 2008 il giro d'affari dell'industria fotovoltaica italiana è stato di circa 800 milioni di euro con una potenza installata pari a 220 MW (+300% di potenza cumulata rispetto al 2007). Per il 2009, si prevede un'ulteriore crescita, con l'installazione di moduli fotovoltaici per almeno altri 250 MW. Il fatturato complessivo dovrebbe toccare quota 1 miliardo e 250 milioni di euro.
Scenario e prospettive del mercato del fotovoltaico sono stati illustrati stamani nel corso di un convegno promosso da Anie-Gifi (gruppo imprese fotovoltaiche italiane) nell'ambito di Energethica, il salone dell'energia rinnovabile e sostenibile inaugurato oggi alla Fiera di Genova. Nel corso del convegno è stato messo l'accento sui benefici che lo sviluppo del comparto potrebbe portare all'intero sistema Italia, anche in termini occupazionali.
Secondo uno studio condotto dalle aziende Anie/Gifi, solo in Italia al 2020 potrebbero essere installati ben 16 GW di impianti, che contribuirebbero alla creazione di circa 113.000 nuovi posti di lavoro, con una produzione di 20 TWh annui di energia elettrica e il risparmio delle emissioni in atmosfera di circa 10 milioni di tonnellate di CO2.
Per ogni kWh prodotto da un impianto fotovoltaico anziché da una fonte tradizionale viene risparmiata l'immissione in atmosfera di circa 540 grammi di anidride carbonica (un SUV produce in media 170gr di CO2 per ogni km percorso). Se è vero che al 1/o febbraio 2009 risultavano prodotti 209.162.045 kWh di energia elettrica da impianti fotovoltaici (fonte Gse), si è così evitata l'immissione in atmosfera di circa 113 tonnellate di CO2.
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Ecco i Comuni rinnovabili
Nel 2008 il giro d'affari dell'industria fotovoltaica italiana è stato di circa 800 milioni di euro con una potenza installata pari a 220 MW (+300% di potenza cumulata rispetto al 2007). Per il 2009, si prevede un'ulteriore crescita, con l'installazione di moduli fotovoltaici per almeno altri 250 MW. Il fatturato complessivo dovrebbe toccare quota 1 miliardo e 250 milioni di euro.
Scenario e prospettive del mercato del fotovoltaico sono stati illustrati stamani nel corso di un convegno promosso da Anie-Gifi (gruppo imprese fotovoltaiche italiane) nell'ambito di Energethica, il salone dell'energia rinnovabile e sostenibile inaugurato oggi alla Fiera di Genova. Nel corso del convegno è stato messo l'accento sui benefici che lo sviluppo del comparto potrebbe portare all'intero sistema Italia, anche in termini occupazionali.
Secondo uno studio condotto dalle aziende Anie/Gifi, solo in Italia al 2020 potrebbero essere installati ben 16 GW di impianti, che contribuirebbero alla creazione di circa 113.000 nuovi posti di lavoro, con una produzione di 20 TWh annui di energia elettrica e il risparmio delle emissioni in atmosfera di circa 10 milioni di tonnellate di CO2.
Per ogni kWh prodotto da un impianto fotovoltaico anziché da una fonte tradizionale viene risparmiata l'immissione in atmosfera di circa 540 grammi di anidride carbonica (un SUV produce in media 170gr di CO2 per ogni km percorso). Se è vero che al 1/o febbraio 2009 risultavano prodotti 209.162.045 kWh di energia elettrica da impianti fotovoltaici (fonte Gse), si è così evitata l'immissione in atmosfera di circa 113 tonnellate di CO2.
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martedì 10 marzo 2009
FUTURAMA
TANTE PERSONE NEL MONDO STANNO GUARDANDO AL FUTURO,COSTRUENDO QUEL GRANDE PONTE PER OLTREPASSARE IL BARATRO CHE LA NOSTRA CIVILTÀ SI TROVA D' AVANTI .
MOLTI STATI ANCHE I PIÙ OSTINATI NELLE PROPRIE IDEE es ( STATI UNITI )STANNO CAMBIANDO IDEA SULLO SFRUTTAMENTO DELLE RISORSE DEL PIANETA .
E L'ITALIA , TERRA FERTILE ,CON STORIA E PERSONE CHE IL MONDO INTERO APPREZZA E INVIDIA TERRA DI SANTI,POETI E NAVIGATORI CHE FA ?
RIPENSA AL NUCLEARE .
E ATTENTI CHE CE QUALCUNO CHE NE E SICURO NON LO PENSA E BASTA .
MA LA DOMANDA E A NOI TUTTO QUESTO INTERESSA ?
IL SOMMO DICE ...........
SE VUOI VIVERE LA TUA VITA STRISCIANDOMI D' AVANTI ........ FAMMI UN PIACERE ALZATI ....E MUORI......... HO COSE PIÙ UTILI DA FARE.


Con la vendita di quattro centrali nucleari all'Italia, il piazzista Sarkozy ha avuto la meglio sull'imbonitore Berlusconi. Tutte le falle della tecnologia Molti in Francia e in Finlandia ne sono certi. Parigi ha fatto l’affare del secolo. Il furbo presidente Nicolas Sarkozy è riuscito a vendere a Silvio Berlusconi addirittura quattro centrali nucleari EPR, cosiddette di terza generazione. Le ha spacciate per tecnologia nuova e appetita. In realtà sono impianti vecchi e costosi, che nessuno vuole.L’annuncio del ritorno al nucleare dell’Italia con l’accordo tra Sarkozy e Berlusconi per la costruzione di quattro centrali entro il 2020 è stato accolto da molte critiche. Alcune sono, per così dire, generali: di rifiuto della fonte nucleare in quanto tale. Altre sono invece puntuali: riguardano proprio la specifica tecnologia degli European pressurized water reactors, gli impianti EPR che la Francia, finora, era riuscita a vendere solo a se stessa e alla Finlandia, generando in entrambi i casi molte perplessità e qualche malumore persino nei più convinti sostenitori della fonte nucleare.Non ci poteva essere critica peggiore, per le centrali EPR. Perché sono state progettate e realizzate proprio con lo specifico scopo di vincere le resistenze degli antinucleari più scettici, promettendo altissima sicurezza ed efficienza e una produzione inferiore di scorie. Nessuno mette in dubbio che le centrali francesi siano tra le più sicure mai realizzate. Molti, invece, sostengono che hanno molti problemi sia in termini di efficienza che nella produzione di rifiuti. Vendiamo perché.Tutte le circa 400 centrali nucleari che operano nel mondo hanno un reattore a fissione: ovvero un nucleo dove con una reazione nucleare a catena avviene, in maniera controllata, la divisione (fissione) del nucleo di un atomo (di uranio o di plutonio), con enorme liberazione di energia. Per tenere sotto controllo la reazione e impedire che avvenga un’esplosione, il combustibile viene “refrigerato” e “moderato” con varie tecniche. Le centrali francesi EPR di terza generazione usano della normale acqua come refrigerante. Ciò consente di aumentare la sicurezza della reazione, perchè in queste centrali ci sono ben quattro sistemi indipendenti di refrigerazione ciascuno dei quali, in emergenza, basta da solo a “spegnere il nocciolo” in maniera passiva e a impedirne una disastrosa fusione con conseguente esplosione. La sicurezza, inoltre, è assicurata da contenitore metallico che contiene il reattore e da una doppia parete esterna in calcestruzzo armato ciascuna spessa 2,6 metri. Il tutto è progettato per resistere all’impatto di un grosso aereo di linea.Una centrale EPR, dunque, è stata progettata sia per impedire (o, almeno, in modo da rendere altamente improbabile) una disastrosa fusione del nocciolo, sia per contenere comunque all’interno delle sue pareti ogni eventuale fuoriuscita importante di materiale radioattivo e impedire un incidente come quello di Chernobyl. Questa promessa, a detta dei tecnici, è mantenuta dalle centrali EPR.Ma la storia dimostra che per mantenerla, questa promessa, il prezzo diventa piuttosto alto. La centrale EPR realizzata a Flamanville, in Francia, ha subito una costellazione di piccoli incidenti che, anche se non hanno messo a repentaglio la sicurezza ambientale e sanitaria, hanno ridotto l’efficienza del sistema, facendone lievitare i costi.
MOLTI STATI ANCHE I PIÙ OSTINATI NELLE PROPRIE IDEE es ( STATI UNITI )STANNO CAMBIANDO IDEA SULLO SFRUTTAMENTO DELLE RISORSE DEL PIANETA .
E L'ITALIA , TERRA FERTILE ,CON STORIA E PERSONE CHE IL MONDO INTERO APPREZZA E INVIDIA TERRA DI SANTI,POETI E NAVIGATORI CHE FA ?
RIPENSA AL NUCLEARE .
E ATTENTI CHE CE QUALCUNO CHE NE E SICURO NON LO PENSA E BASTA .
MA LA DOMANDA E A NOI TUTTO QUESTO INTERESSA ?
IL SOMMO DICE ...........
SE VUOI VIVERE LA TUA VITA STRISCIANDOMI D' AVANTI ........ FAMMI UN PIACERE ALZATI ....E MUORI......... HO COSE PIÙ UTILI DA FARE.


Con la vendita di quattro centrali nucleari all'Italia, il piazzista Sarkozy ha avuto la meglio sull'imbonitore Berlusconi. Tutte le falle della tecnologia Molti in Francia e in Finlandia ne sono certi. Parigi ha fatto l’affare del secolo. Il furbo presidente Nicolas Sarkozy è riuscito a vendere a Silvio Berlusconi addirittura quattro centrali nucleari EPR, cosiddette di terza generazione. Le ha spacciate per tecnologia nuova e appetita. In realtà sono impianti vecchi e costosi, che nessuno vuole.L’annuncio del ritorno al nucleare dell’Italia con l’accordo tra Sarkozy e Berlusconi per la costruzione di quattro centrali entro il 2020 è stato accolto da molte critiche. Alcune sono, per così dire, generali: di rifiuto della fonte nucleare in quanto tale. Altre sono invece puntuali: riguardano proprio la specifica tecnologia degli European pressurized water reactors, gli impianti EPR che la Francia, finora, era riuscita a vendere solo a se stessa e alla Finlandia, generando in entrambi i casi molte perplessità e qualche malumore persino nei più convinti sostenitori della fonte nucleare.Non ci poteva essere critica peggiore, per le centrali EPR. Perché sono state progettate e realizzate proprio con lo specifico scopo di vincere le resistenze degli antinucleari più scettici, promettendo altissima sicurezza ed efficienza e una produzione inferiore di scorie. Nessuno mette in dubbio che le centrali francesi siano tra le più sicure mai realizzate. Molti, invece, sostengono che hanno molti problemi sia in termini di efficienza che nella produzione di rifiuti. Vendiamo perché.Tutte le circa 400 centrali nucleari che operano nel mondo hanno un reattore a fissione: ovvero un nucleo dove con una reazione nucleare a catena avviene, in maniera controllata, la divisione (fissione) del nucleo di un atomo (di uranio o di plutonio), con enorme liberazione di energia. Per tenere sotto controllo la reazione e impedire che avvenga un’esplosione, il combustibile viene “refrigerato” e “moderato” con varie tecniche. Le centrali francesi EPR di terza generazione usano della normale acqua come refrigerante. Ciò consente di aumentare la sicurezza della reazione, perchè in queste centrali ci sono ben quattro sistemi indipendenti di refrigerazione ciascuno dei quali, in emergenza, basta da solo a “spegnere il nocciolo” in maniera passiva e a impedirne una disastrosa fusione con conseguente esplosione. La sicurezza, inoltre, è assicurata da contenitore metallico che contiene il reattore e da una doppia parete esterna in calcestruzzo armato ciascuna spessa 2,6 metri. Il tutto è progettato per resistere all’impatto di un grosso aereo di linea.Una centrale EPR, dunque, è stata progettata sia per impedire (o, almeno, in modo da rendere altamente improbabile) una disastrosa fusione del nocciolo, sia per contenere comunque all’interno delle sue pareti ogni eventuale fuoriuscita importante di materiale radioattivo e impedire un incidente come quello di Chernobyl. Questa promessa, a detta dei tecnici, è mantenuta dalle centrali EPR.Ma la storia dimostra che per mantenerla, questa promessa, il prezzo diventa piuttosto alto. La centrale EPR realizzata a Flamanville, in Francia, ha subito una costellazione di piccoli incidenti che, anche se non hanno messo a repentaglio la sicurezza ambientale e sanitaria, hanno ridotto l’efficienza del sistema, facendone lievitare i costi.
il pannello fotovoltaico
Il pannello fotovoltaico, chiamato anche modulo fotovoltaico è un particolare tipo di pannello solare che ha la capacità di generare corrente elettrica quando viene esposto alla luce del Sole.
Questa è anche la principale caratteristica che lo differenzia dal pannello solare termico che serve invece per produrre acqua calda a scopo sanitario ( igiene personale o lavaggio delle stoviglie ) o per il riscaldamento. la tecnologia attuale ci permette di convertire in energia elettrica l'energia solare che colpisce il pannello fotovoltaico, mentre i pannelli solari termici riescono a convertire l'energia del Sole in acqua calda
Queste doverose premesse sono state fatte per far capire fondamentalmente che , si può cambiare la tendenza ad usare combustibili fossili " per altro in via di esaurimento" sia per il riscaldamento dell' acqua che per la produzione di energia elettrica .
Per prima cosa è possiamo ipotizzare di installare un impianto solare per la produzione di acqua calda, e poi pensare anche all'eventuale impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, se non altro perchè per un impianto solare per acqua calda si spendono circa 1.500 - 3.000 Euro e si ricava energia dal sole pari a circa 1.500 - 3.500 Kwh all'anno di energia, mentre per un impianto a pannelli fotovoltaici si spendono 4.000 - 5.000 Euro e si ricavano 1.000 - 2.000 Kwh / anno.
Questi calcoli servono per dare un'idea generale dei costi , si ha la possibilità di ricevere degli incentivi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili , incentivi che si basano sulla mancata produzione di agenti inquinanti responsabili dell' effetto serra , allora il discorso della produzione di corrente elettrica con i moduli fotovoltaici diventa fattibile ed interessante!
Un impianto di tipo fotovoltaico esteticamente si presenta in maniera molto simile rispetto a quello a pannelli solari termici a circolazione forzata, in quanto, anche in questo caso i moduli fotovoltaici vengono adagiati comodamente sul tetto e, visivamente, solo questo apparirà all'esterno della propria abitazione.L'energia elettrica prodotta è normalmente a bassa tensione e a corrente continua, quindi per essere utilizzata nella nostra abitazione va trasformata in corrente alternata a 220 Volt: questo viene realizzato attraverso l'uso di uno strumento chiamato 'inverter'.
In estrema sintesi quindi un impianto a moduli fotovoltaici si compone di una serie di pannelli adagiati sul tetto, di un inverter e di un contatore fornito dall'ENEL che serve per immettere l'energia prodotta direttamente nella rete elettrica della nostra città.
Questo contatore funziona però al contrario di quello normalmente installato nelle abitazioni: conta l'energia prodotta dai nostri moduli fotovoltaici e praticamente comunica all'Enel quanta energia abbiamo prodotto7.
L'energia prodotta viene scalata da quella che consumiamo durante la notte o durante le giornate particolarmente nuvolose meccanismo chiamato " scambio sul posto "quindi pagheremo all'Enel la sola differenza, o addirittura se produciamo più energia di quella che consumiamo potremmo chiedere i soldi all'Enel.
Avremo quindi due contatori: uno che calcola i consumi, e uno che calcola l'energia prodotta dai moduli fotovoltaici, questa possibilità offerta dall'Enel ci permette di non dover investire in costose batterie, che altrimenti sarebbero necessarie per immagazzinare l'energia prodotta dai moduli fotovoltaici.
Di moduli fotovoltaici ne esistono principalmente di tre tipi, analizziamone le caratteristiche, i vantaggi e i difetti:
PANNELLI FOTOVOLTAICI IN SILICIO AMORFO:Il modulo fotovoltaico più economico, ma anche quello con il minor rendimento e, purtroppo, anche soggetto ad un degrado del rendimento nel tempo.Il lato trasparente è quello che si esporrà al Sole, mentre sullo strato opaco sono fissati dei profili di alluminio per il fissaggio al tetto.
Dallo stesso lato partono i due fili che portano la corrente generata dal pannello solare all'impianto di trasformazione.La tensione prodotta da ogni singolo modulo fotovoltaico è di circa 24 - 40 Volt e, una volta collegati in parallelo tra di loro, le varie correnti si sommano e vengono convogliate all'inverter, che è un apparecchio elettronico che trasforma la corrente continua generata dai pannelli, in corrente alternata a 220 Volt utilizzabile nell'impianto di casa o per l'immissione nella rete Enel per la compensazione.Il rendimento di questi pannelli fotovoltaici va dal 6 al 10 % circa, ma, nei primi due mesi di vita, il rendimento diminuisce di circa il 20 %, per poi rimanere stabile, con un degrado delle prestazioni che deve essere garantito, e non deve superare il 20 % nei primi 20 anni di funzionamento.
In ogni caso la potenza di questi moduli la si calcola proprio considerando immediatamente la perdita iniziale del 20 %, quindi, durante i primi mesi di vita, la resa di un pannello venduto con potenza di 40 Watt, in realtà è di 48 Watt, fino a stabilizzarsi effettivamente sui 40 W dopo i primi mesi di funzionamento.
Da un punto di vista di 'costo energetico per la natura' il pannello fotovoltaico in silicio amorfo è il prodotto che si difende meglio, in quanto, necessitando di un quantitativo abbastanza basso di energia per essere prodotto, riesce a restituire in pochi anni l'energia che è stata usata per produrlo, e riesce a generarne fino a 10-12 volte di più, nell'arco della sua vita.
Questo è un dato molto importante da un punto di vista prettamente 'ecologico', in quanto spesso si rischia di produrre e utilizzare dei prodotti che hanno consumato più energia per venire prodotti, di quanta ne riescano a restituire, e questo alla natura può anche non fare piacere....Il rovescio della medaglia è che purtroppo, avendo un basso rendimento rispetto agli altri modelli di pannelli fotovoltaici, occorre installarne un numero abbastanza alto ( questo ovviamente NON pregiudica il discorso di costo energetico appena fatto ), ma comunque, disponendo di un tetto abbastanza ampio, il problema è risolto, e comunque si risparmia anche economicamente, visto che in pratica il costo per ogni Watt producibile con questa tecnologia è del 25-40 % inferiore rispetto alle altre tecnologie fotovoltaiche.
Un altro vantaggio molto importante dei moduli a silicio amorfo è legato al fatto che, durante le giornate nuvolose, ombreggiate, o nelle ore serali e mattutine, si ottengono dei rendimenti superiori anche dell'8-15% rispetto alle tecnologie mono e poli-cristalline, in quanto questa tecnologia riesce a sfruttare anche questi momenti particolari.
Se ne deduce quindi che i pannelli solari a silicio amorfo sono particolarmente indicati per le zone dove spesso c'è la presenza di nuvole o ostacoli fisici che generano ombre.I pannelli fotovoltaici in silicio amorfo da noi commercializzati sono essenzialmente di due tipi, differiscono solo per le tensioni in uscita: una più adatta per generare corrente elettrica da reimmettere nella rete Enel, e l'altra invece più adatta per costruire un impianto laddove l'Enel invece non arriva ( o non lo si vuole più utilizzare ), ad esempio per case di campagnia o ad uso saltuario.In pratica i pannelli fotovoltaici per interscambio con l'Enel hanno tensioni in uscita elevate ( circa 42 Volt ), questo per diminuire le perdite di energia, in quanto tale perdita è inversamente proporzionale alla tensione, mentre è proporzionale alla corrente, quindi più alta è la tensione e più la corrente è bassa, per cui diminuisce anche la perdita energetica.Mentre i pannelli fotovoltaici per impianti stand-alone ( utenze isolate o non connesse all'Enel ) lavorano a tensioni più basse ( circa 12 Volt ) perchè le batterie normalmente lavorano su tali tensioni.
Questi accorgimenti tecnici aumentano la resa generale di un impianto solare a moduli fotovoltaici in silicio amorfo, rispetto agli impianti solari a pannelli fotovoltaici monocristallini o multicristallini, ma occorre tenere presente che normalmente il rendimento del pannello fotovoltaico in silicio amorfo diminuisce di circa l'1 % ogni anno, mentre il rendimento del pannello fotovoltaico in silicio monocristallino o multicristallino rimane costante anche per 25 anni.
I pannelli fotovoltaici in silicio amorfo possono essere forniti anche senza cornice di alluminio, opzione utile nel caso in cui si voglia fare una cornice esterna unica che inglobi tutti i pannelli, o semplicemente per risparmiare, visto che la presenza della cornice non pregiudica affatto sul rendimento o sull'isolamento elettrico del modulo stesso.L'attacco dei vari moduli al tetto avviene grazie a dei profili in alluminio presenti in ogni caso sul retro dei moduli: difatto la cornice in alluminio è utile quasi solo per estetica e per migliorare la maneggevolezza dei vari moduli.
PANNELLI FOTOVOLTAICI IN SILICIO MULTICRISTALLINO O MONOCRISTALLINO:Queste due tipologie di moduli fotovoltaici appaiono esteticamente come tante celle quadrate, o rettangolari, affiancate sotto una lastra di vetro in una cornice di alluminio.In pratica il modulo fotovoltaico è composto da circa 30-70 celle fotovoltaiche singole affiancate, elettricamente unite e fissate attraverso particolari materiali ad una o più lastre di vetro in una cornice normalmente in alluminio, al fine di dare al tutto una certa robustezza, maneggiabilità, ed ovviamente isolamento dagli agenti atmosferici.Il rendimento globale di un pannello solare in silicio monocristallino è di circa il 13-17 %, mentre quello di un pannello solare in silicio multicristallino è di circa il 12-14 %.Quindi, a parità di spazio, rispetto al modulo solare in silicio amorfo, si hanno dei rendimenti doppi, o quasi tripli, ma comunque il costo per ogni Watt producibile del mono-multicristallino rimane comunque superiore.
Oltre al fatto che, per produrre questi tipi di moduli fotovoltaici mono-multicristallini, viene spesa molta energia, e quindi ogni modulo impiega anche 3-6 anni ( contro i circa 2-3 anni del prodotto in silicio amorfo ) per restituire la sola energia che è stata impiegata per essere prodotto, mentre nell'arco della sua vita ne produrrà 4-8 volte di più, in particolare questo problema è il difetto maggiore del modulo monocristallino.Un altro difetto abbastanza fastidioso di questa ultima tecnologia fotovoltaica, è legata ad un sostanziale diminuzione, od anche abbattimento del rendimento, in caso di ombre particolari che coprono anche una piccola porzione del modulo, o nel caso di nuvole, o ancora durante le ore serale o della mattina presto.Fatto è che comunque questi due tipi di pannelli fotovoltaici rimangono ottimi prodotti di qualità e stabilità del rendimento, che appunto rimane costante e garantito nel tempo, anche per 25 anni e, producendo più energia a parità di spazio occupato ottimizzano lo spazio, magari non eccessivo della parte di tetto sfruttabile che è posta a Sud.
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI:Nella speranza di aver fatto chiarezza sulle differenze delle diverse teconologie fotovoltaiche, ci permettiamo di dare i seguenti consigli:consigliamo l'acquisto di moduli fotovoltaici multicristallino o monocristallino nel caso si disponga di Contributi Regionali o Statali per la realizzazione dei tetti fotovoltaici , anche perchè normalmente vengono proprio richiesti determinati parametri di stabilità del rendimento per un periodo di 20-25 anni, e questo è garantibile praticamente solo dai moduli monocristallini o multicristallini.Questo consiglio è valido anche nel caso si disponga di un tetto non eccessivamente ampio, oppure si voglia limitare al minimo l'impatto visivo nei confronti dell'impianto solare all'esterno dell'abitazione, o ci si voglia affidare ad una tecnologia di ottima qualità e durevole nel tempo.consigliamo l'acquisto di moduli fotovoltaici in silicio amorfo nel caso invece vogliamo creare il minore impatto ambientale nei confronti della Natura, quindi cercando di sprecare meno energia possibile anche per la produzione dei moduli fotovoltaici.
A tal proposito ricordiamo che sono necessari anni di funzionamento affinchè un modulo fotovoltaico generi corrente sufficiente a compensare quella che è stata impiegata per venire prodotto.
Questa scelta è anche indicata se si abita in zone dove spesso sono presenti nubi, foschie, o sono presenti alberi o edifici che creano ombre durante la giornata: in questo caso la resa globale è sicuramente migliore con questo tipo di impianto solare.
La scelta del pannello fotovoltaico in silicio amorfo secondo noi è valida anche se si vuole ragionare sotto quest'ottica: costruendo un impianto solare con moduli di silicio amorfo otteniamo ottimi risultati per i primi 20 anni d'esercizio: abbiamo quindi un buon servizio con minori costi rispetto alla scelta del pannello fotovoltaico mono-mutlicristallino. Tra 20 anni la tecnologia del solare fotovoltaico sarà molto avanzata, matura e soprattutto molto più economica ( ci impegneremo per renderla tale ! ) e quindi consideriamo che nel momento in cui l'impianto diminuirà il suo rendimento avremo delle alternative economiche che lo sostituiranno con rendimenti molto maggiori.In ultimo citiamo comunque un'osservazione importantissima secondo noi, e cioè che comunque la teconologia degli elettrodomestici porta a prodotti per la casa con consumi sempre più oculati, e quindi anche se il nostro impianto renderà il 20 % in meno tra 20 anni, sarà anche vero che i nostri elettrodomestici consumeranno anch'essi molto meno di ora, e quindi riusciremo a coprire il nostro fabbisgno elettrico comunque con il nostro impianto solare.
Nel futuro, che personalmente immagino, tra 20 anni ci saranno molte macchine elettriche o ad idrogeno, e si spera che le stesse ( se non prevarranno gli interessi delle compagnie petrolifere ) saranno caricabili da 'casa' con energia autoprodotta dal Sole, e quindi, se credi anche tu in questo, dobbiamo anche essere convinti che tra 20 anni l'impianto solare fotovoltaico di casa lo cambieremo comunque con queste interessanti prospettive, e credo che cambiarlo potrà rendere molto felice chi ora spende, poco o tanto che sia, in benzina per muoversi, o chi rimane fermo e si deve sorbire gli scarichi altrui ...
lunedì 9 marzo 2009
vendesi raggi solari
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Sta nascendo in questo periodo il più grande impianto ad energia solare del Nord America. Produrrà qualcosa come 30 milioni di KW/h di energia elettrica all'anno.
Farà risparmiare qualcosa come $ 1 milione di dollari all'anno e ridurrà 24000 tonnellate di CO2 emessa nell'atmosfera ogni anno.
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L'impianto ad energia solare, il cui costo di costruzione si aggirà intorno ai $ 100 milioni, ricopre una superficie di 140 ettari di terra in affitto al Nellis Air Force Base nel sud del Nevada ed è composto da 72000 pannelli solari e provvede di rifornire il 30% del fabbisogno energetico della base, dove ogni giorno lavorano 12000 persone fra militari e civili di cui 7215 vi abitano
E' l' esempio da tenere in considerazione , perche il mondo cambia , sta cambiando .
Anche chi aveva determinate idee sta cambiando rotta .
Siamo ad una svolta , le nostre coscienze si stanno svegliando è la notizia piu bella di questa storia
e che ogn' uno di noi puo collabborare in maniera significativa per far si che le generazioni future
abbiano un maggior rispetto per l' ambiente che ci cironda .
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