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giovedì 30 aprile 2009

L'uomo che portò l'Italia nel boom

Enrico Mattei
L'uomo che portò l'Italia nel boom


Il racconto delle straordinarie avventure occorse a D´Artagnan e ai tre moschettieri sotto il regno di Luigi XIII rappresenta probabilmente la più affascinante fiction che sia mai stata scritta, ma nessun lettore immagina, lasciandosi trascinare dall´opera di Dumas, di esser di fronte a un´autentica storia della Francia all´epoca di Richelieu. Non così per una fiction, come l´ultima su Enrico Mattei, L´uomo che guardava al futuro, che si richiama a eventi reali dei giorni nostri, a un pezzo di storia d´Italia attorno al quale restano molte zone oscure, per cui varie interpretazioni sono sempre lecite, a condizione che le premesse siano il più veritiere possibili. Almeno così è portato a ritenere uno spettatore, che forse ha visto, a suo tempo, lo straordinario film di Francesco Rosi, Il caso Mattei, dove la drammaticità palpitante della storia non viene certo annebbiata dalla scrupolosa aderenza alla cronaca accertata dei fatti narrati. Per non parlare della incredibile clonazione fisica e psicologica del personaggio operata da Gian Maria Volonté, un exploit non ripetibile del più grande attore italiano. Anche se a proposito va subito detto che Massimo Ghini ha fatto davvero del suo meglio, salvo un tono e un atteggiarsi un po´ «romanesco», tipico di tanti sceneggiati odierni. La mia critica verte, peraltro, sui codici che una fiction di questo genere dovrebbe sforzarsi di osservare. Non averli osservati rischia di far sì che finiscano per essere oscurati da una scelta troppo semplificatrice anche gli aspetti ben realizzati come la rappresentazione riuscita dell´avventuroso spirito d´impresa che animò la fase pionieristica dell´Eni o la drammaticità coinvolgente di un episodio clou come l´incendio del pozzo di Caviaga. Certo, ci si può appigliare al termine fiction che nel dizionario inglese suona con diversi significati: novellistica, narrativa, finzione, fantasia, invenzione, fandonia, bugia. Ma è un alibi che non regge perché lo spettatore si attende che qui, a differenza di una cronaca documentaristica con filmati e brani d´epoca, ci si trovi di fronte a quel medesimo evento, egualmente autentico, ma recitato da attori e sceneggiato con ambientazione, dialoghi e, soprattutto, personaggi collimanti con la cronaca reale. In questo sceneggiato è stata, per contro, seguita la strada di mescolare personaggi esistiti - appunto Mattei, la moglie Greta, De Gasperi, l´ing. Zanmatti - con altri, totalmente di fantasia, anche se ricoprono ruoli di primo piano.
Così, a un certo punto, la fiction rievoca l´arresto di Mattei da parte delle Brigate nere, le torture subite assieme a un giovane di nome Attilio, la cui caratteristica è di sognare l´America, e infine, visto che né Attilio né Enrico confessano il nome dei loro compagni, la loro fucilazione nel cortile del carcere. Solo che la fucilazione è a salve, eseguita come ultima pressione psicologica, prima di passare a quella vera, la mattina seguente. Nella notte, però, i due evadono con facilità, ognuno va per la sua strada e si rincontrano a guerra finita, allorché Mattei sta cercando di rilanciare l´Agip e invita Attilio a lavorare con lui, ne fa il suo braccio destro (foto), gli dichiara che se occorra sarà lui a prendere il suo posto. Quando l´Eni ha già decollato, i due litigano: Attilio rimprovera Enrico di aver venduto 8 navi ai russi, in cambio di gas e petrolio, irritando così gli americani, e se ne va sbattendo la porta ed esclamando: «Non è un addio. Tornerò!». Nello sceneggiato non compare più. Ma chi sarebbe l´Attilio? Intuisco per la mia personale esperienza, come dirigente dell´Eni ai tempi di Mattei, che voglia trattarsi di Eugenio Cefis, suo successore dopo la tragedia di Bascapé. Più tardi alla testa della Montedison, uno dei capitani d´industria più potenti e discussi d´Italia. Perché presentarlo come una figura di fantasia? E perché inventarsi una finta fucilazione mai avvenuta, dato che nessuna biografia del Nostro ne parla mai, pur raccontando l´arresto, nel corso del quale egli, peraltro, non venne riconosciuto. Ma, soprattutto allora Cefis in carcere non c´era e, comunque, non era affatto un ragazzo ma un ufficiale dei granatieri in forza al Sim (i Servizi del Regio Esercito) e incontrerà Mattei in un appuntamento clandestino. E poi, perché inventarsi un contrasto per lo scambio petrolio-navi, quando di navi mai si parlò e ai russi vennero, invece, forniti solo tubi per oleodotti e metanodotti? Ancor più inesatto è il rapporto con De Gasperi che, secondo lo sceneggiato, avrebbe nominato personalmente Mattei. Non andò così: egli venne designato commissario dell´Agip nei giorni della Liberazione, da Cesare Merzagora che presiedeva la commissione economica del CLN Alta Italia. Ivanoe Bonomi, presidente del Consiglio e Gronchi, ministro dell´Industria, avallarono l´iniziativa. Poi andrà al governo Ferruccio Parri, che sosterrà il commilitone della guerra partigiana. De Gasperi verrà dopo, ma solo a partire dal 1948, grazie all´intervento e alla protezione di Ezio Vanoni, Mattei riuscirà a condurre avanti la sua grande avventura. Ma non è stata una specie di Opera dei Pupi, con il prode Orlando in guerra col Saracino. .

mercoledì 29 aprile 2009

Svolta Verde Americana

ECO-ENERGIA: LA SVOLTA VERDE DEGLI AMERICANI

(ANSA) - ROMA - Da quando e' arrivato Obama sembra che gli americani siano sempre piu' convinti che le fonti rinnovabili siano diventate indispensabili per l'ambiente e per uscire dalla crisi occupazionale che li attanaglia. L'82 per cento degli Americani si e' detto favorevole ad un impianto eolico nella propria citta' mentre il 79% non lo ritiene nocivo alla propria salute nelle vicinanze della propria abitazione. A rivelarlo e' il Rapporto appena pubblicato da The Saint Consulting Group. La ricerca ha utilizzato un campione di 1.000 cittadini adulti in tutto il Paese con un incremento netto del 6 per cento rispetto all'anno 2008, mentre decresce sensibilmente la percentuale degli oppositori (15%). Particolarmente significativa la percentuale di intervistati (43%) che dichiara di sostenere la scelta di costruire un impianto eolico nelle vicinanze della propria abitazione; il dato si incrementa nettamente rispetto all'anno 2006 (23%) e al 2008 (38%). Y72

martedì 28 aprile 2009

Rinascimento Ambientale

PRINCIPE CARLO: SERVE RINASCIMENTO AMBIENTALE


CITTA' DEL VATICANO - "Alcuni temi di interesse comune, tra cui la promozione umana e lo sviluppo dei popoli, la difesa dell'ambiente e l'importanza del dialogo interculturale e interreligioso per la promozione della pace e della giustizia nel mondo" sono stati al centro dei colloqui del principe Carlo d'Inghilterra e della consorte Camilla, in Vaticano, con il papa e con il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone. Dei contenuti dei "cordiali colloqui" dà notizia un comunicato della sala stampa vaticana.Incontrando i deputati riuniti alla Camera il principe Carlo invoca un "rinascimento ambientale" per risolvere i cambiamenti climatici e chiede di fare in fretta perché "rimangono solo 99 mesi prima di raggiungere il punto di non ritorno", poi - avverte allarmato - "la storia ci giudicherà " per come il mondo avrà affrontato questa sfida. Quindi, con la consorte Camilla, duchessa di Cornovaglia, il principe si trasferisce - scortato da un imponente corteo di macchine scure - in Vaticano per la sua prima udienza con Benedetto XVI. Comincia così la giornata romana dell'erede al trono d'Inghilterra, giunto ieri a Roma con la consorte su invito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ospita la coppia reale negli Appartamenti imperiali del Quirinale. Calorosa l'accoglienza riservatagli dal presidente della Camera Gianfranco Fini che si è rivolto al principe del Galles definendolo "un alfiere" della cultura ambientale ed ha anche definito un "elemento di grande interesse" il rifiuto degli Ogm del principe Carlo. Rivolgendosi ai parlamentari riuniti nella sala della Lupa - il discorso, lungamente applaudito, è durato oltre 30 minuti - il principe Carlo ha sottolineato come l'Italia, in qualità di presidente di turno del G8, si trova "nella condizione ideale per dare prova di leadership a livello mondiale" nella lotta ai cambiamenti climatici e "per contribuire a porre le fondamenta per un accordo storico" in vista della Conferenza sul clima di Copenaghen a dicembre. Il principe ha anche colto l'occasione per rivolgere a nome dei britannici un pensiero e una preghiera per il popolo dell'Aquila sconvolto dal terremoto. Camilla ha assistito all'intervento del marito seduta con uno speciale 'supporto lombare' dietro la schiena: un cuscino rivestito di tartan (la tradizionale fantasia di colori scozzese) di quelli utilizzati da chi soffre di mal di schiena. Il cuscinetto è stato posto all'ultimo minuto sulla sedia destinata alla Duchessa di Cornovaglia al tavolo della presidenza, e tolto da un addetto non appena lei si si è alzata. La coppia reale sarà a pranzo a Villa Wolkonsky, residenza dell'ambasciatore britannico a Roma. Un pranzo in omaggio all"organic-food' di cui il principe è un convinto sostenitore".

venerdì 24 aprile 2009

G 8. Ambiente ; Clima / Conclusione

G8 AMBIENTE: AZIONI URGENTI PER IL CLIMA

SIRACUSA - Si è concluso il vertice G8 Ambiente di Siracusa presieduto dal ministro italiano Stefania Prestigiacomo. Un appello per la salute dei bambini ma anche un passo avanti per la conferenza Onu sul clima a Copenaghen il prossimo dicembre. Questi i contenuti principali del 'sommario', cioé il documento del G8 Ambiente che si è chiuso oggi a Siracusa. A quanto si è appreso, si tratta di un sommario di sette pagine, preparato per il G8 di luglio.PRESTIGIACOMO, AZIONI URGENTI PER IL CLIMA Servono "azioni urgenti" sulla questione clima. Lo ha detto il ministro Stefania Prestigiacomo nella conferenza stampa conclusiva del G8 ambiente di Siracusa. "Abbiamo definito in maniera franca e chiara i principi sui quali i capi di stato dovranno spendere tutta la loro leadership al G8 di luglio".'GARANTIRLO PER FUTURO BIMBI' IN DOCUMENTO FINALE Il G8 e gli altri Paesi partecipanti hanno discusso sulla necessità di rinnovare attenzione verso la tutela della salute umana come obiettivo fondamentale per la protezione dell'ambiente e lo sviluppo sostenibile. In particolare, l'aspetto centrale su cui ci si è soffermati è quello di garantire ai bambini "la nascita, la crescita, lo sviluppo e la prosperità in un ambiente con aria e acqua pulita, alimenti sicuri, e esposizione minima a agenti chimici nocivi". Questo il contenuto di uno dei quattro punti del 'sommario generale' che il G8 Ambiente di Siracusa intende portare all'attenzione del G8 di luglio. A introdurre il capitolo sulla salute dei bambini e l'ambiente sono stati il capo dell'Agenzia per la protezione ambientale Lisa Jackson e il ministro giapponese Testo Saito. Diverse le azioni appropriate identificate: eliminare il piombo dalla vernice e completamente dalla benzina, collaborare a ricerche e studi sulla salute dei bambini e l'ambiente inclusi gli impatti degli agenti chimici e dei metalli pesanti, dei cambiamenti climatici, e migliorare la conoscenza e costruire la capacità professionali che coinvolgono le tematiche sulla salute dei bambini. Un lavoro, questo, che ha suscitato l'interesse di alcuni ministri.

CENSURA

http://vimeo.com/4286596
IL video di messora censurato da YOUTUBE , perche ?
Una persona che mette la propri facia ed il proprio nome per il bene dell' informazione almeno deve essere ascoltata ?
Se è vero quello che dice ?
Decidetelo voi , non fatelo decidere agli altri .
In qualsiasi altro paese del mondo, Giuliani sarebbe un eroe e le sue ricerche sarebbero state immediatamente recuperate dalla scaffalatura polverosa dove Bertolaso e la Regione Abruzzo l'avevano archiviata. Con tante scuse, con una laurea ad honorem e con un ruolo di rilievo nella ricerca sulla prevenzione dei sismi. Bertolaso dice che non sapeva, ma sapeva fin dal 15 maggio 2006. E insieme a lui sapevano gli oltre cento partecipanti del seminario pubblico tenutosi il 13 luglio 2005 presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso.«I sistemi per prevedere un terremoto già esistono — dice Francesco Biagi, docente di Fisica all'Università di Bari —, è che mancano i soldi per perfe­zionarli. [...] Fu proprio Boschi, oggi nemico dei precursori, a fa­re la previsione del 1985. Nel 2005 abbiamo presentato un progetto al­la Regione per l’installazione di 25 cen­traline per il rilevamento di radon e sta­zioni radio a bassa frequenza (alcune an­che nel Gran Sasso). Per un punto siamo stati esclusi dalla graduatoria e le prime centraline sono state disattivate»A qualcuno conviene sostenere che nessuno può prevedere i terremoti. Anche se il Giappone ci si mette di impegno, anche se gli scienziati russi confermano esattamente il contrario. E accusano i sismologi di non collaborare.Perchè i sismologi non collaborano? Perchè Enzo Boschi, Presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sostiene che è impossibile prevedere un sisma, quando guardando i grafici online di Giuliani ci riesce perfino un bambino?Chi produce sismografi in Italia? Di chi sono quelli acquistati dall'INFV? A cosa servono, se la notte tra il 5 e il 6 aprile la protezione civile, dopo l'ennesima scossa di mezzanotte, invitava tutti a tornare tranquilli a casa, perchè non c'era nessun problema? A cosa serve l'informazione, se la televisione e i giornali hanno invitato tutti a non credere ai ciarlatani? Chi, alla RAI, ha censurato un'intervista a Giuliani realizzata pochissimi giorni prima del terremoto? Un'informazione omertosa diventa un'informazione assassina.Nessuno può prevedere un terremoto, è vero. I terremoti non si prevedono perchè non c'è n'è bisogno: si vedono benissimo così. Su un monitor. Ha funzionato per mesi, anni, con un'accuratezza nella previsione che supera l'80%.Chi ha dato retta a Enzo Boschi e alla protezione civile adesso è morto. Chi ha ascoltato Giuliani è vivo. E ci racconta la sua storia.Intervista a Stefania PaceClaudio Messora: «Stefania Pace, residente a Poggio Picense (AQ) e reduce dal grande disastro nella notte tra il 5 e il 6 di aprile. Stefania, tu conoscevi Giampaolo Giuliani. Puoi raccontarci la catena di eventi che ha condotto a quella tragica notte e come è accaduto che tu ti sia salvata?»Stefania Pace: «Ho conosciuto Giampaolo Giuliani qualche mese fa, tramite un amico comune che lavora presso il laboratorio di fisica nucleare del Gran Sasso. Ci siamo tenuti in contatto nei giorni successivi e lui mi spiegava, a spanne, guardando i grafici, come fare per prevedere 6, 12 o addirittura anche 24 ore prima un evento sismico, addirittura sia come intensità sia a livello di localizzazione dell'epicentro. Ogni volta che successivamente si sono verificate delle scosse, io lo sapevo in anticipo perchè Giuliani mi ha sempre avvertito telefonicamente. Io guardavo il grafico, chiedevo e lui mi spiegava per esempio che ci sarebbe stata una scossa di magnitudo 2.5, e puntuale la scossa si verificava. Quella sera, la sera del 5 aprile, verso le 20.30 ci siamo messi a cena ed è arrivata una scossa di terremoto. Ho acceso il computer, ho guardato il grafico e mi sembrava fuori da ogni ragionevole parametro, perchè raggiungeva picchi altissimi e ho addirittura ipotizzato che fosse rotto il rivelatore. Ho chiamato Giuliani, che al momento non era davanti al computer, e che dopo avere controllato mi ha confermato che la concentrazione di Radon era molto alta, e che avremmo dovuto aspettarci una scossa. Alle 23.00 si è verificata una scossa di magnitudo 4.5, se non ricordo male, al ché sono uscita di casa con mio figlio più piccolo - mio marito e l'altro figlio non erano in casa - e ho chiamato nuovamente Giuliani. Giuliani mi ha detto di non poter parlare più di tanto, purtroppo, perchè aveva il telefono sotto controllo e una denuncia a carico. Mi ha comunque rilevato che per mezzanotte attendeva una nuova scossa. Anche quella si è verificata puntualmente. Dopo la scossa di mezzanotte c'erano tante persone che si apprestavano a trascorrere la notte in macchina. E' arrivata una persona della protezione civile di Paganica è ha detto a tutti di rientrare in casa, perchè non c'era pericolo, di stare tranquilli. La protezione civile assicurava che era tutto sotto controllo, la situazione era normale, non c'erano allarmi. Al chè la maggior parte delle persone che erano lì fuori sono rientrate, perchè la gente si fida della protezione civile. Io invece ho richiamato Giuliani, prima dell'una, e lui mi ha detto che ci sarebbe stata una scossa più forte. Mi ha detto che avrei dovuto restare in macchina, di non rientrare. Io e la mia amica Patrizia abbiamo pensato che era il caso di avvertire tutte le persone che erano rientrate. Anche perchè ci trovavamo in località Il Colle di Paganica, un posto dove ci sono tutte case vecchie, in pietra, magari mai ristrutturate, per cui si sarebbero sbriciolate come poi è avvenuto. La mia amica e suo marito hanno cominciato a fare su e giù per i vicoli, cercando di tirare fuori le persone dalle case, suonando tutti i campanelli. Molte di loro si sono ancha arrabbiate, perchè dicevano "Ma come! La protezione civile ci ha detto di rientrare, e tu adesso ci chiami e ci fai uscire di nuovo di casa?". Con vari escamotage Antonio, Patrizia e io siamo riusciti a farle uscire di casa, almeno quelle che ci hanno dato retta, tra cui tre o quattro famiglie macedoni con bambini piccoli. La mia amica ha inviato messaggi anche ai residenti delle località Sant'Antonio, una parte molto vecchia di Paganica. Le persone sono uscite di casa anche da lì. Alle tre c'è stata la scossa. Abbiamo visto le case che ci si sbriciolavano davanti agli occhi, i fili della corrente prendere fuoco. Un inferno, ma le persone che erano lì con noi erano vive. Giuliani, indirettamente, ha salvato molte vite. Anche se lo hanno messo a tacere in questo caso è riuscito a dare un allarme e a salvare tantissime persone. Tutte quelle persone gliene sono grate, compresa me. Eravamo disperati perchè non arrivava un'ambulanza, non arrivava una macchina dei Vigili del Fuoco. Non arrivava nulla. Cercavamo di chiamare i Vigili del Fuoco, le ambulanze, ma le linee erano intasate. L'unica telefonata che siamo riusciti a fare è stata al 118, ma ci hanno detto di non avere macchine, mezzi nè uomini e che appena si fosse liberato qualcuno l'avrebbero mandato. La protezione civile ha sempre cercato di non creare allarme, ma in realtà l'allarme c'era. Bastava soltanto far uscire le persone di casa almeno dai centri storici per non causare tutte quelle vittime. Poggio Picense è un paese di circa 700/800 abitanti. Ci sono stati cinque morti, tutti nel centro storico cioè vicino casa mia, tra cui tre bambini. Quello poteva essere evitato! Avevo parlato, un paio di giorni prima dell'evento sismico catastrofico, con l'Assessore all'Ambiente di Poggio Picense, che tra l'altro fa parte della protezione civile di Poggio Picense, e gli ho detto che avremmo dovuto montare qualche gazebo, che avremmo dovuto iniziare a preoccuparci perchè quegli eventi sismici avrebbero potuto essere preludio di qualcosa di più grande. Lui lo sapeva che io ero in contatto con Giuliani, ma non mi hanno mai chiesto nulla. Per tutta risposta, si è messo a ridere e mi ha detto: "I terremoti non si possono prevedere! Nessuno è in grado di farlo.". Ci sono state persone che comunque si erano preoccupate di avvisare le istituzioni e la popolazione che qualcosa stava succedendo. Nessuno ha dato loro retta. Io mi chiedo a questo punto chi pagherà per tutte quelle vite che sono state perse?Claudio Messora: «Invece, nei giorni precedenti all'evento catastrofico addirittura sui TG regionali e sui quotidiani passava un messaggio...»Stefania Pace: «Sì, passava il messaggio: "Non date retta ai ciarlatani! I ciarlatani dicono che prevedono i terremoti, e invece i terremoti non si possono prevedere". Questo ci fa capire quanto l'informazione sia stata in qualche modo complice di tutte queste morti. Un'informazione che dice state tranquilli, ci sta dicendo che pure se c'è un terremoto del quarto grado non c'è bisogno di uscire di casa tanto non c'è nessun pericolo. Io mi ricordo di quando ero bambina e c'erano terremoti - nel nostro territorio ce ne sono sempre stati -, beh: appena si sentiva la scossa di terremoto si usciva in strada, si dormiva nelle macchine. E nessuno ti veniva a dire Dormite nella case perchè non c'è pericolo. La gente si è fidata. Sbagliando, si è fidata!Claudio Messora: «Tu hai seguito gli eventi del caso di Sulmona per i quali Giuliani ha ricevuto l'avviso di garanzia? Sai com'è andata?»Stefania Pace: «In quei giorni ci siamo sentiti spessissimo. Io so che lui non ha mai detto che ci sarebbe stato un terremoto fortissimo a Sulmona. C'era stato un sisma, mi sembra alle 11 o alle 13 di due domeniche precedenti al nostro, e Giuliani mi aveva detto per telefono che se ci fosse mai stato un altro evento, ma doveva ancora verificarlo, sarebbe stato di minore o di pari intensità. Stiamo parlando di magnitudo 4.3. Quindi non ha procurato nessun allarme perchè un terremoto di magnitudo 4.3 può causare qualche lesione ma nessun danno grave.»Claudio Messora: «Sai se Giuliani ha benificato di fondi, per le sue ricerche?»Stefania Pace: «Non ha beneficiato assolutamente di nulla, anzi io so addirittura che ha acceso dei mutui anche contro il parere dei suoi familiari. E' una persona assolutamente in buona fede, che agisce per il bene della collettività e non per interessi personalistici, a differenza di molti altri invece, tra politici e non.»Claudio Messora: «Quindi se tanta gente, la notte tra il 5 e il 6, all'Aquila e dintorni si è salvata, lo si deve anche a Giuliani.»Stefania Pace: «Credo proprio di sì... Credo proprio di sì!»

mercoledì 22 aprile 2009

L'inganno(Nucleare) Livello di rischio (in)accettabile

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L'inganno nucleare
L'inganno(Nucleare) 1-9 Introduzione al nucleare
di Michele Buono, Piero Riccardi
Report 29/03/09 Rai 3
Alla fine si tratta solo di riscaldare acqua per far girare delle turbine che devono produrre elettricità. Ma non è che è esagerato mettere in moto una reazione nucleare per fare lacqua calda? E pericoloso? Conviene realmente? Si può fare diversamente? La Storia comincia nel 1953 e le intenzioni erano ottime: atomi per la pace diceva Eisenhower sottrarre latomo al controllo militare e usarlo per fare lelettricità. Andò tutto bene per molti anni, poi successe quello che non doveva succedere: gli incidenti. Sellafield, Three Miles Islands, Chernobyl. E fu così che cominciò un lento declino del sistema. Nel 2002 lultima punta massima di produzione elettronucleare. Nel mondo i reattori sono 436: 8 in meno rispetto al 2002. Stanno invecchiando e nessuno si affretta a rimpiazzarli. Dal 1979 negli Usa non sono state più costruite centrali nucleari. Bush aveva promesso u... altro

UNA TEMPESTA SOLARE CI RIPORTERA'....

UNA TEMPESTA SOLARE CI RIPORTERA' AL MEDIOEVO..


Tra circa tre anni la Terra potrebbe essere investita da una tempesta solare potentissima, in grado di distruggere le reti elettriche e di riportare il mondo, almeno per una ventina d'anni, all'età del Medio Evo. Secondo quanto riporta il settimanale britannico New Scientist, un rapporto finanziato dalla Nasa e pubblicato dalla National Academy of Sciences (Nas) americana a gennaio conclude che una tempesta solare potrebbe verificarsi a breve e avere gravi conseguenze per la società umana, totalmente dipendente dall'elettricità e dalla tecnologia. «Ci stiamo avvicinando sempre più ad un possibile disastro», ha dichiarato alla rivista britannica Daniel Baker, esperto di meteorologia spaziale dell'università del Colorado e presidente della commissione della Nas che ha redatto il rapporto. Secondo gli scienziati, in un anno di intensa attività del Sole, come si prevede potrà essere il 2012, potrebbero avvenire violente esplosioni della corona solare e la Terra potrebbe essere investita da un'ondata particolarmente violenta di vento solare. A contatto con la magnetosfera terrestre, il vento solare potrebbe causare una perturbazione geomagnetica tale, secondo l'esperto, da far saltare le linee elettriche.L'ultima volta che si era verificata una tempesta solare particolarmente violenta, nel 1859, una gigante aurora boreale aveva investito la Terra fino ai Tropici. In California, un gruppo di minatori si era svegliato pensando fosse giorno ed invece erano le due del mattino. Ma il mondo non era ancora così industrializzato e dipendente dalla tecnologia e, a parte alcuni danni alle linee del telegrafo, le conseguenze di quella tempesta, chiamata perturbazione di Carrington, non erano state particolarmente gravi. Oggi invece le cose andrebbero in maniera molto diversa. Secondo il rapporto della Nas telefoni cellulari e internet potrebbero avere problemi di collegamento, così come la radio e potrebbero esserci problemi di approvvigionamento elettrico e di acqua. Senza elettricità le pompe di benzina non funzionerebbero così come le centrali nucleari e a carbone, e l'intero pianeta potrebbe trovarsi senza energia. Gli esperti hanno calcolato che per far ripartire il sistema sarebbero necessari almeno una ventina d'anni.

GIOCHI NUCLEARI

I BAMBINI , IL NOSTRO FUTURO GLI UOMINI E LE DONNE DI DOMANI , QUANDO NOI NON CI SAREMO PIU .
COME CI GIUCHERANNO ?
E’ successo nella notte, quando in un deposito destinato a raccogliere scorie nucleari, Greenpeace ha montato un piccolo parco giochi per bambini. L’iniziativa della famosa associazione ambientalista ha colpito un futuro sito di stoccaggio di scorie nucleari, in località Scanzano Ionico, in Basilicata. Alle soglie dell’apertura del G8 ambiente che si terrà a Siracusa, è stato lo stesso Greenpeace con un comunicato a rendere nota la strana protesta, che stanotte ha visto sorgere un piccolo parco giochi.
Nel comunicato e tramite anche Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace, l’associazione ambientalista ha prima chiesto alla regione Basilicata di negare la disponibilità per l’apertura del sito di stoccaggio nucleare, poi ha invitato ad abbandonare la gestione militare del nucleare in Italia e infine ha auspicato l’apertura di un dialogo democratico che affronti il tema del futuro energetico del nostro paese, con particolare riferimento all’uso di fonti rinnovabili. Su quest’ultimo tema non ha fatto mancare la sua opinione anche Francesco Tedesco, responsabile delle campagna Energia e Clima di Greenpeace, il quale ha aspramente criticato la politica energetica italiana che si pone, a suo dire, in controtendenza rispetto agli impegni di riduzione delle emissioni di gas serra e di sviluppo delle fonti rinnovabili.

martedì 21 aprile 2009

G8: AMBIENTE; CLIMA, TECNOLOGIA, NATURA

G8: AMBIENTE; CLIMA, TECNOLOGIA, NATURA

Clima e biodiversità al centro del G8 Ambiente, a Siracusa, dal 22 al 24 aprile. Obiettivo: far partire un messaggio politico sulla biodiversità e facilitare il dialogo sul tema dei cambiamenti climatici nella prospettiva di Copenaghen 2009. Padrona di casa il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Ad affrontare le due più importanti questioni ambientali dell'agenda politica internazionale, anche i ministri dell'Ambiente di Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Canada, Russia, Cina, India, Brasile, Messico, Indonesia, Sudafrica, Australia, Repubblica di Corea, Egitto, con la partecipazione della Repubblica Ceca, Presidenza di turno dell'Unione Europea, della Commissione Europea, della Danimarca in qualita' di Presidenza della prossima Conferenza Onu sul clima e di alcune Organizzazioni Internazionali.
G8 Environment - English version

No! Nucleare !!

NUCLEARE: BLITZ GREENPEACE A SCANZANO, CHIUDERE POZZI


POTENZA - A Scanzano Jonico (Matera), lì dove doveva - secondo un decreto del Governo del 2003, poi cancellato dopo 15 giorni di protesta popolare - nascere il sito unico nazionale delle scorie nucleari, la notte scorsa una quindicina di attivisti di Greenpeace hanno fatto un blitz, chiudendo con del cemento tre pozzi di salgemma e creando un piccolo parco giochi. Dalla località "Terza Cavone", dove sono arrivati anche il sindaco, Salvatore Iacobellis, e i rappresentanti dell'associazione "Scanziamo le scorie", tra i promotori della protesta del 2003, Greenpeace ha lanciato un messaggio a Governo e Regione Basilicata: "Dopo quello del 2003, per evitare un nuovo tentativo di portare qui le scorie radioattive italiane, bisogna chiudere definitivamente i pozzi". In realtà, il 27 novembre 2003 il Consiglio dei Ministri approvò un emendamento al decreto sulle scorie nucleari, togliendo il nome di Scanzano Jonico dal provvedimento. "Ma oggi - hanno ribattuto gli attivisti - crediamo che il pericolo sia ancora vivo poiché, sul nucleare, il Governo sta portando avanti una politica 'militare' con una strategia di stampo sovietico, basata su un approccio autoritario alle scelte di localizzazione, in spregio delle direttive europee e delle prassi internazionali". E così Greenpeace ha deciso di fare il blitz "a pochi giorni dal 23/0 anniversario del disastro di Cernobyl, e alla vigilia dell'apertura del G8 Ambiente di Siracusa". Su uno dei tre pozzi chiusi con il cemento, Greenpeace ha creato un piccolo parco giochi, con uno scivolo e un'altalena perché - come è scritto su uno degli striscioni esposti - non si può "giocare con il futuro dei nostri figli". Ecco perché gli attivisti chiedono al Governo che "i pozzi vengano chiusi al più presto" e alla regione Basilicata "di annunciare pubblicamente che non è disponibile a subire nessun deposito nucleare sul proprio territorio".

lunedì 20 aprile 2009

Parco Eolico _Svezia_

GIGANTESCO PARCO EOLICO IN SVEZIA


- ROMA - Le comunita' locali svedesi hanno approvato un mega progetto eolico da realizzarsi sul sito di Markbygden, nella contea di Norrbotten, nell'estremo nord del Paese. Al termine dei lavori, che potrebbero iniziare entro due anni e terminare entro i prossimi 12 anni, la centrale sara' la piu' grande d'Europa e molto probabilmente anche del mondo. Con un investimento di 50-55 miliardi di corone svedesi (oltre 5 miliardi di euro) il progetto prospettato dall'ente locale prevede 1.101 aerogeneratori di grande taglia da installare su un'area di oltre 450 kmq (10 km di larghezza per quasi 50 km di lunghezza) a ovest della citta' di Piteea. Per l'approvazione definitiva e' ora atteso il parere del Governo di Stoccolma, che dovra' pronunciarsi entro l'anno. tuttavia previsto un parere sicuramente positivo, anche perche' l'area interessata dal progetto ha una scarsissima densita' abitativa e, quindi, le uniche opposizioni locali potrebbero venire solo dagli enti che lo hanno gia' approvato. Non ci sono ancora dettagli sulla potenza unitaria dei singoli aerogeneratori, di cui e' stata pero' fissata l'altezza massima: non superiore a 200 metri. stato invece reso noto che la nuova centrale (la cui potenza e' prevista in 3.000 - 3.500 MW) potra' da sola soddisfare l'obiettivo del Piano nazionale svedese che prevede, a partire dal 2015, di coprire con l'eolico l'8% della produzione elettrica nazionale. Per soddisfare questo requisito, la nuova centrale dovrebbe generare non meno di 10 miliardi di kWh l'anno. Nella delibera di approvazione, il Consiglio del Nord raccomanda che il progetto sia affidato alla societa' Markbygden Vind AB, affiliata della svedese Svevind AB, con la quale nel luglio 2008 la tedesca Enercon ha stipulato un accordo di cooperazione acquisendo il 25% di Markbygden Vind AB.

G 8. Ambiente ; Clima

G8: AMBIENTE; CLIMA, TECNOLOGIA, NATURA

Siracusa 22 - 24 Aprile.



Clima e biodiversità al centro del G8 Ambiente, a Siracusa, dal 22 al 24 aprile. Obiettivo: far partire un messaggio politico sulla biodiversità e facilitare il dialogo sul tema dei cambiamenti climatici nella prospettiva di Copenaghen 2009. Padrona di casa il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Ad affrontare le due più importanti questioni ambientali dell'agenda politica internazionale, anche i ministri dell'Ambiente di Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Canada, Russia, Cina, India, Brasile, Messico, Indonesia, Sudafrica, Australia, Repubblica di Corea, Egitto, con la partecipazione della Repubblica Ceca, Presidenza di turno dell'Unione Europea, della Commissione Europea, della Danimarca in qualita' di Presidenza della prossima Conferenza Onu sul clima e di alcune Organizzazioni Internazionali.

domenica 19 aprile 2009

IL SOLE : istruzioni per l' uso parte 1

Modulo fotovoltaico


Due pannelli formati ognuno da 12 moduli fotovoltaici montati su supporti a inseguimento solare.
Un modulo fotovoltaico è un dispositivo in grado di convertire l'
energia solare direttamente in energia elettrica mediante effetto fotovoltaico ed è impiegato come generatore di corrente quasi puro in un impianto fotovoltaico. Può essere meccanicamente preassemblato a formare un pannello fotovoltaico, pratica caduta in disuso con il progressivo aumento delle dimensioni dei moduli, che ne hanno quindi incorporato le finalità. Può essere esteticamente simile al pannello solare termico, ma ha scopo e funzionamento profondamente differenti.

Tecnologie a confronto
Di molti materiali impiegabili per la costruzione dei moduli fotovoltaici, il
silicio è in assoluto il più utilizzato. Le tecnologie di realizzazione più comuni sono:

Moduli cristallini Silicio monocristallino, in cui ogni cella è realizzata a partire da un wafer la cui struttura cristallina è omogenea (monocristallo), opportunamente drogato in modo da realizzare una giunzione p-n;
Silicio policristallino, in cui il wafer di cui sopra non è strutturalmente omogeneo ma organizzato in grani localmente ordinati.

Moduli a film sottile


Silicio microsferico montato su modulo flessibile
Silicio amorfo, in cui gli atomi silicei vengono deposti chimicamente in forma amorfa, ovvero strutturalmente disorganizzata, sulla superficie di sostegno. Questa tecnologia impiega quantità molto esigue di silicio (spessori dell'ordine del micron). I moduli in silicio amorfo dimostrano in genere di una efficienza meno costante delle altre tecnologie rispetto ai valori nominali, pur avendo garanzie in linea con il mercato. Il dato più interessante riguarda l'EROEI, che fornisce valori molto alti (in alcuni casi arrivano anche a 9), il che attesta l'economicità di questa tecnologia.
Tellururo di cadmio (CdTe)
Solfuro di cadmio (CdS) microcristallino, che presenta costi di produzione molto bassi in quanto la tecnologia impiegata per la sua produzione non richiede il raggiungimento delle temperature elevatissime necessarie invece alla fusione e purificazione del silicio. Esso viene applicato ad un supporto metallico per spray-coating, cioè viene letteralmente spruzzato come una vernice. Tra gli svantaggi legati alla produzione di questo genere di celle fotovoltaiche vi è la tossicità del cadmio ed il basso rendimento del dispositivo.
Arseniuro di gallio (GaAs), una lega binaria con proprietà semiconduttive, in grado di assicurare rendimenti elevatissimi, dovuti alla proprietà di avere un gap diretto (a differenza del silicio). Viene impiegata soprattutto per applicazioni militari o scientifiche avanzate (come missioni automatizzate di esplorazione planetaria o fotorivelatori particolarmente sensibili). Tuttavia il costo proibitivo del materiale monocristallino a partire dal quale sono realizzate le celle, lo ha destinato ad un impiego di nicchia.
Diseleniuro di indio rame (CIS), con opacità variabile dal 100% al 70% ottenuta mediante fori ricavati direttamente nel film.
Diseleniuro di indio rame gallio (CIGS)

Varianti proprietarie

Eterogiunzione, letteralmente giunzione tra sostanze diverse, in cui viene impiegato uno strato di silicio cristallino come superficie di sostegno di uno o più strati amorfi o cristallini, ognuno dei quali ottimizzato per una specifica sotto-banda di radiazioni;
Silicio microsferico, in cui si impiega silicio policristallino ridotto in sfere del diametro di circa 0,75 mm ingabbiate in un substrato di
alluminio;
Delle tecnologie citate, soltanto l'amorfo e il microsferico permettono la
flessione del modulo: nel caso dell'amorfo non vi è la struttura cristallina del materiale ad impedirne la flessione, nel caso del microsferico non è la cella (sfera) a flettersi, ma la griglia a nido d'ape su cui è disposta.

Composizione

I moduli in silicio mono o policristallini rappresentano a loro volta la maggior parte del mercato. Entrambe queste tecnologie sono costruttivamente simili, e prevedono che ogni cella fotovoltaica sia cablata in superficie con una griglia di materiale conduttore che ne canalizzi gli elettroni. Ogni singola cella viene connessa alle altre mediante ribbon metallici, in modo da formare opportune serie e paralleli elettrici.
Sopra una superficie posteriore di supporto, in genere realizzata in un materiale isolante con scarsa
dilatazione termica, come il vetro temperato o un polimero come il tedlar, vengono appoggiati un sottile strato di acetato di vinile (spesso indicato con la sigla EVA), la matrice di moduli preconnessi mediante i già citati ribbon, un secondo strato di acetato e un materiale trasparente che funge da protezione meccanica anteriore per le celle fotovoltaiche, in genere vetro temperato. Dopo il procedimento di pressofusione, che trasforma l'EVA in mero collante inerte, le terminazioni elettriche dei ribbon vengono chiuse in una morsettiera stagna generalmente fissata alla superficie di sostegno posteriore, e il "sandwich" ottenuto viene fissato ad una cornice in alluminio, che sarà utile al fissaggio del pannello alle strutture di sostegno atte a sostenerlo e orientarlo opportunamente verso il sole.



Cella fotovoltaica



Una comune cella fotovoltaica in silicio policristallino
La cella fotovoltaica è l'elemento base nella costruzione di un modulo fotovoltaico, La versione più diffusa di cella fotovoltaica, quella in materiale cristallino, è costituita da una lamina di materiale
semiconduttore, il più diffuso dei quali è il silicio, e si presenta in genere di colore nero o blu e con dimensioni variabili dai 4 ai 6 pollici. Piccoli esemplari di celle fotovoltaiche in materiale amorfo sono in grado di alimentare autonomamente dispositivi elettronici di consumo, quali calcolatrici, orologi e simili. Analogamente al modulo, il rendimento della cella fotovoltaica si ottiene valutando il rapporto tra l'energia prodotta dalla cella e l'energia luminosa che investe l'intera sua superficie. Valori tipici per gli esemplari in silicio cristallino comunemente disponibili sul mercato si attestano attorno al 18%.

Cella solare di silicio monocristallino



Le prestazioni dei moduli fotovoltaici sono suscettibili di variazioni anche sostanziose in base:
al
rendimento dei materiali;
alla
tolleranza di fabbricazione percentuale rispetto ai valori di targa;
all'
irraggiamento a cui le sue celle sono esposte;
all'angolazione con cui questa giunge rispetto alla sua superficie;
alla
temperatura di esercizio dei materiali, che tendono ad "affaticarsi" in ambienti caldi;
alla composizione dello
spettro di luce.
Per motivi costruttivi, il rendimento dei moduli fotovoltaici è in genere inferiore o uguale al rendimento della loro peggior cella. Con rendimento si intende la percentuale di energia captata e trasformata rispetto a quella totale giunta sulla superficie del modulo, e può essere considerato un indice di correlazione tra
watt erogati e superficie occupata, ferme restando tutte le altre condizioni. Alcuni pannelli, per uso aerospaziale, hanno rendimenti nominali che raggiungono anche il 40%, e sono prodotti con materiali rari e costosi ed altamente tossici; valori tipici riscontrabili nei prodotti commerciali a base silicea si attestano intorno al:
15% nei moduli in silicio monocristallino;
13% nei moduli in silicio policristallino;
6% nei moduli in silicio amorfo.
Ne consegue che ad esempio a parità di produzione elettrica richiesta, la superficie occupata da un campo fotovoltaico amorfo sarà più che doppia rispetto ad un equivalente campo fotovoltaico cristallino. A causa del naturale affaticamento dei materiali, le prestazioni di un pannello fotovoltaico comune diminuiscono di circa un punto percentuale su base annua. Per garantire la qualità dei materiali impiegati, la normativa obbliga una garanzia di minimo due anni sui difetti di fabbricazione anche sul calo di rendimento del silicio nel tempo, questa arriva minimo 20 anni. La garanzia oggi nei moduli di buona qualità è del 90% sul nominale per 10 anni e dell'80% sul nominale per 25 anni.
I moduli fotovoltaici odierni hanno una vita stimata di 80 anni circa, anche se è plausibile ipotizzare che vengano dismessi dopo un ciclo di vita di 35-40 anni, a causa della perdita di potenza dei moduli.

Dati tecnici dichiarati Tolleranza

Una simulazione con tolleranza ±3%. Non sono presenti aree di sovrapposizione.

Una simulazione con tolleranza ±5%. Sono presenti evidenti aree di sovrapposizione tra moduli diversi.

Una simulazione con tolleranza ±10%. Sovrapposizione quasi totale delle aree di tolleranza, probabile indice di scarsa qualità.
La tolleranza di fabbricazione è un dato percentuale (generalmente variabile dal ±3% al ±10%) che ogni produttore dichiara in relazione ai propri standard qualitativi di produzione. Tanto minore è la tolleranza dichiarata, tanto più stabili e predicibili saranno le prestazioni elettriche del modulo, a pari condizioni di utilizzo.
Nella maggior parte dei casi, i produttori realizzano più versioni dello stesso modulo, distinte in base alla potenza nominale, pur realizzandoli con le medesime celle, che vengono preventivamente raggruppate in famiglie prestazionalmente simili. L'obiettivo dell'operazione è gestire in modo più accorto possibile le celle elettricamente peggiori, che potrebbero inficiare le prestazioni dell'intero modulo.
In quest'ottica quindi, tanto più numerose sono le famiglie di celle uniformi, tanto minore potrebbe essere la tolleranza di fabbricazione
garantita. Nella realtà di mercato, tuttavia, data la curva di Gauss che descrive la distribuzione statistica della qualità di tutte le celle fotovoltaiche di una data partita produttiva, le linee di separazione tra gruppi di moduli simili si ampliano a volte fino a costituire fasce piuttosto ampie.
Il produttore può così gestire la parte di produzione all'interno di queste fasce:
declassando il prodotto in questione, per considerarlo entro la tolleranza positiva del modulo inferiore, con il risultato di perdere
profitto;
innalzando il prodotto, per considerarlo entro la tolleranza negativa del modulo superiore, con il risultato di marginalizzare di più a discapito della qualità effettiva del prodotto.
Dal punto di vista
commerciale, il produttore si garantisce la liceità dell'operazione dichiarando una tolleranza di fabbricazione più ampia del necessario rispetto alle potenze nominali dei vari moduli realizzati. L'immediato effetto che questa pratica comporta è la ricaduta di cospicue quantità di moduli all'interno delle citate fasce a cavallo di due o più tolleranze di fabbricazione.
Alla luce di ciò, i moduli fotovoltaici qualitativamente migliori sono da ricercarsi tra quelli che combinano:
una tolleranza negativa stretta (quella positiva può considerarsi trascurabile);
una nulla o limitata area di sovrapposizione tra le fasce di tolleranza delle varie potenze dello stesso modulo.
L'artifizio della tolleranza più ampia del necessario è una tecnica impiegata solo da produttori minori, a causa della sua facile individuazione (basta una
brochure con la lista dei prodotti trattati e una calcolatrice) e del sospetto che inevitabilmente farebbe sorgere nei confronti del produttore.

Tensione

Il circuito equivalente di una cella fotovoltaica
I moduli fotovoltaici sono accomunati dal comportamento elettrico simile a quello di un
generatore di corrente quasi puro, ovvero erogano energia con differenza di potenziale quasi costante anche al variare delle condizioni atmosferiche o del grado di incidenza dei raggi solari. La pratica comune di classificare i prodotti in commercio in 12, 18 o 24 V non deriva dalla tensione al suo punto di massima efficienza, ma dalla possibilità di collegarvi una batteria ricaricabile con analoga tensione nominale.

Certificazioni

I moduli fotovoltaici, se impiegati in un impianto fotovoltaico connesso alla rete all'interno dell'Unione Europea, devono obbligatoriamente essere certificati in base alla normativa IEC 61215, che ne determina le caratteristiche sia elettriche che meccaniche. Tra i test più importanti si cita quello per determinarne la potenza in condizioni di insolazione standard, espressa in watt picco (Wp).

I prodotti in commercio


Un comune modulo fotovoltaico in silicio monocristallino
I moduli fotovoltaici in silicio cristallino più comuni hanno dimensioni variabili da 0,5 m² a 1,5 m², con punte di 2,5 m² in esemplari per grandi impianti. Non vi è comunque particolare interesse a costruire moduli di grandi dimensioni, a causa delle grosse perdite di prestazioni che l'intero modulo subisce all'ombreggiamento (o malfunzionamento) di una sua singola cella.
La potenza più comune si aggira intorno ai 200 Wp a 32 V, raggiunti in genere impiegando 54/60 celle fotovoltaiche. La superficie occupata dai modelli commerciali si aggira in genere intorno ai 7,2 m²/kWp, ovvero sono necessari circa 7,2 metri quadrati di superficie per ospitare pannelli per un totale nominale di 1.000 Wp. I moduli in commercio più prestanti raggiungono un'efficienza del 19.6% e richiedono quindi una superficie di 5,147 metri quadrati per 1.000 Wp.
Dopo un biennio di instabilità, i costi al cliente finale si sono stabilizzati nella fascia 4,50/6,00
/Wp (a gennaio 2009). Va evidenziato che questo valore è suscettibile di scostamenti sostanziali a seconda del punto di rilevazione all'interno della filiera del prodotto. La generale instabilità dei prezzi del biennio 2004/2005 era stata causata dall'improvviso squilibrio tra domanda e offerta conseguente al lancio contemporaneo delle politiche di incentivazione delle fonti rinnovabili da parte dei paesi ratificanti il Protocollo di Kyōto.

sabato 18 aprile 2009

IL SOLE :isruzioni d' uso parte 2

Pannello solare termico

Schema di un pannello solare:1)Valvola2)Serbatoio di accumulo3)Condotto di inserimento4)Pannello di assorbimento5)Condotto di inserimento dell'acqua fredda
Il pannello solare termico (detto anche collettore solare) è un dispositivo atto alla conversione della radiazione solare in energia termica e al suo trasferimento, per esempio, verso un accumulatore per un uso successivo; questa tecnologia, cioè l'insieme dei componenti che oltre al pannello solare costituiscono l'impianto, viene detta nel suo complesso
solare termico.
Non va confuso con il
pannello solare fotovoltaico che serve per la produzione di corrente elettrica.


Tecnologia .


Un sistema solare termico normalmente è composto da un pannello che riceve l'energia solare, da uno scambiatore dove circola il fluido utilizzato per trasferirla al serbatoio utilizzato per immagazzinare l'energia accumulata. Il sistema può avere due tipi di circolazione, naturale o forzata.

Circolazione naturale


Nel caso della circolazione naturale a termosifone, per far circolare il fluido vettore nel sistema solare, si sfrutta la convezione. Il liquido vettore riscaldandosi nel pannello solare si dilata e galleggia rispetto a quello più freddo presente nello scambiatore del serbatoio di accumulo spostandosi, quindi, nello scambiatore posto più alto rispetto al pannello solare cedendo il suo calore all'acqua sanitaria del secondario. Questa tipologia è più semplice ed economica di quella a circolazione forzata. Non esiste consumo elettrico dovuto alla pompa di circolazione e alla centralina solare differenziale presente nel sistema a circolazione forzata. Il fluido vettore usato nel circuito primario è glicole propilenico atossico (comunemente conosciuto come antigelo) miscelato con acqua in una percentuale tale da garantire una adeguata resistenza al gelo. Il serbatoio viene disposto ad un'altezza maggiore di quella dei pannelli solari a cui è collegato e per ragioni estetiche è del tipo orizzontale ad intercapedine. La disposizione più funzionale sarebbe verticale per favorire la stratificazione del calore accumulato ma sarebbe decisamente antiestetica. La circolazione naturale, rispetto a quella forzata, risulta essere più sensibile alle perdite di carico del circuito primario e vengono, quindi, realizzati sistemi kit compatti ove il serbatoio di accumulo è sito molto vicino al pannello solare. Il serbatoio di accumulo coibentato è posto all'esterno e si ha comunque una inevitabile dispersione termica del calore raccolto ed è poco adottato in regioni fredde e nevose quali quelle montane. Un impianto a circolazione naturale con serbatoio esterno è adatto in regioni con temperature notturne non rigide. Attualmente viene fatta molta attenzione all'impatto visivo di tali sistemi colorando i serbatoi di color tegola oppure disponendoli direttamente a terra.

Circolazione forzata

Schema di un impianto a circolazione forzata:1) Pannello solare;2) regolatore3) Pompa4) Pressostato5) Serbatoio d'acqua6) Altra fonte di calore (caldaia, pompa di calore ecc.)
La circolazione del liquido avviene con l'aiuto di
pompe solo quando nei pannelli il fluido vettore si trova ad una temperatura più elevata rispetto a quella dell'acqua contenuta nei serbatoi di accumulo. Per regolare la circolazione ci si avvale di sensori che confrontano la temperatura del fluido vettore nel collettore con quella nel serbatoio di accumulo (termocoppia). In tali impianti ci sono meno vincoli per l'ubicazione dei serbatoi di accumulo. La maggiore velocità del fluido vettore permette un maggiore scambio termico e quindi il rendimento del pannello è leggermente superiore, anche perché si possono utilizzare proficua mente tecnologie e materiali il cui costo non sarebbe giustificato in un impianto a circolazione naturale per i motivi sopra descritti. Normalmente, il circuito idraulico collegato al pannello è chiuso e separato da quello dell'acqua che riscalda, posizionando una serpentina nel serbatoio come scambiatore di calore. Le serpentine possono anche essere due nel caso si voglia anche preriscaldare il fluido dell'impianto di riscaldamento tramite l'acqua del serbatoio. Si può anche integrare una resistenza elettrica per riscaldare l'acqua in caso di insufficiente o assente (nelle ore notturne) irradiazione solare.

Componenti

Pannello solare
Quasi tutti i pannelli solari implementano in vario modo questi componenti:
copertura trasparente
assorbitore
isolamento
collegamenti
contenitore

Componenti opzionali
Accumulo
L'accumulo talvolta è parte integrante del pannello solare e in questi casi spesso è in vista immediatamente sopra ad esso o nelle immediate vicinanze. Molto spesso l'accumulo non fa parte del pannello ma dell'impianto termico.

Tipologie
I pannelli solari si possono suddividere in alcune tipologie costruttive:
piani non vetrati
piani vetrati
piani vetrati non selettivi
piani vetrati selettivi
sottovuoto
vetrati con aria calda
scoperti
Il collettore piano è il sistema più utilizzato per ottenere le basse temperature, cioè comprese fra i 50 °C e i 90 °C, che si ottengono facilmente facendo riscaldare al
Sole superfici piane.
Un collettore piano è costituito da:
Una lastra trasparente di
vetro, che fa passare le radiazioni in arrivo e blocca quelle in uscita
Un assorbitore di
rame, che è un buon conduttore di calore, in esso sono ricavati molti canali dove circola acqua o aria. Il Sole scalda la piastra, che a sua volta scalda l'acqua o l'aria.
Isolante termico, che impedisce la dispersione di calore.
I pannelli solari piani non vetrati hanno il vantaggio di essere poco costosi e di avere un ottimo rendimento in condizioni ottimali di irraggiamento quando la temperatura esterna è alta. A causa della mancanza dell'isolamento il loro rendimento diminuisce rapidamente all'allontanarsi dalle condizioni ottimali. Sono adatti perciò al solo uso stagionale ed esclusivamente per la produzione di acqua calda sanitaria, sono spesso impiegati nel riscaldamento delle piscine.
I pannelli solari vetrati hanno una struttura attorno all'assorbitore che ne limita le dispersioni sia per convezione con l'aria che per
irraggiamento dato che il vetro che ricopre la parte superiore dell'assorbitore è progettato per questa funzione. Hanno un rendimento leggermente inferiore ai non vetrati in condizioni ottimali ma in condizioni meno favorevoli hanno un rendimento decisamente più alto arrivando a produrre acqua calda per uso sanitario circa dal marzo a ottobre.
I pannelli solari sottovuoto sono in grado di garantire un maggiore apporto energetico anche in condizioni di basso irraggiamento o basse temperature esterne.
I pannelli solari vetrati con aria calda all'interno dei quali circola aria anziché acqua. L’aria viene fatta circolare tra vetro e assorbitore o, in alcuni casi, in una intercapedine ricavata tra l’assorbitore ed il fondo di poliuretano isolante.
I pannelli scoperti sono privi di vetro e l’acqua passa direttamente all’interno dei tubi del pannello dove viene riscaldata dai raggi solari ed è pronta per essere usata. Il limite di questi pannelli è che, non essendo coibentati, funzionano con una temperatura ambiente di almeno 20 °C (al di sotto il bilancio tra energia accumulata ed energia dispersa è sfavorevole), e la temperatura massima dell’acqua non supera i 40 °C.
Il collettore solare maggiormente prodotto è costituito da una serie di tubi in vetro boro silicato a doppia intercapedine, saldati all'estremità, al cui interno è provocato il vuoto. L'intercapedine interna è resa selettiva per l'assorbimento della radiazione elettromagnetica solare per mezzo di una verniciatura metallica speciale multi strato, creata utilizzando prodotti completamente riciclabili, denominata CERMET (CERamico-METallica). Laminato riflettente a bassa iridescenza (normative EN 573/3 - EN 485/2 - EN 485/4 e test standard per ossidazione anodica DIN 50943) appositamente realizzato per riflettere con percentuale superiori al 90% della luce totale, sfruttando il sistema CPC (Compound Parabolic Concentrator).
Grazie a queste caratteristiche il campo di applicazioni risulta molto eterogeneo (produzione acqua sanitaria, integrazione agli impianti di riscaldamento, riscaldamento piscine ed altro).

Utilizzi
I pannelli solari possono essere utilizzati per fornire acqua calda e riscaldamento o per generare energia elettrica.
Nel primo caso il serbatoio provvede a immagazzinare l'acqua domestica che viene messa a contatto con il fluido tramite una serpentina. La serpentina consente al fluido di trasferire all'acqua l'energia immagazzinata senza contaminare l'acqua. Questa acqua può essere utilizzata come acqua calda nelle abitazioni o può essere utilizzata per riscaldare gli ambienti. I pannelli solari sono in grado di fornire acqua calda e riscaldamento in buone quantità ma non possono sostituire completamente gli usuali metodi di riscaldamento per via dell'incostanza dell'energia solare.
Il secondo utilizzo prevede che lo scambiatore di calore sia riscaldato fino ad essere portato in ebollizione. Una volta che il liquido sia passato in fase gassosa lo si invia in una
turbina termoelettrica che convertirà il movimento del gas in energia elettrica. Questo tipo di centrale elettrica richiede ampi spazi per l'installazione dei pannelli solari e una presenza di sole costante. Esempi di queste centrali sono state installate nei deserti e una centrale di questo tipo è stata progettata ed è in attesa di avvio della realizzazione in Sicilia (vedi progetto Archimede). Questi esperimenti non hanno avuto molto successo per via degli alti costi di realizzazione e di mantenimento rapportati alla bassa potenza elettrica generata.

Considerazioni economiche
In Italia un impianto in base all'ubicazione e all'utilizzo, si
ammortizza nel giro di 3-8 anni e poiché la durata minima di questi impianti è di 15-20 anni ne consegue che è un buon investimento a medio termine, escludendo eventuali sgravi fiscali o altre forme di agevolazione che rendano l'ammortamento più rapido.

Considerazioni ecologiche
L'utilizzo dei pannelli solari ha come diretta conseguenza il risparmio di idrocarburi e di energia elettrica che per l'80% in Italia deriva dagli idrocarburi.
I benefici sono molteplici:
mancata emissione di CO2
minore necessità di infrastrutture per il trasporto dell'energia da grandi distanze
mancata emissione di ossidi di zolfo, di azoto, e di pm10
indirettamente la diminuzione dei disastri ambientali
mancata immissione nell'ambiente di calore

Integrazione nell'impianto idraulico

Un edificio ricoperto di pannelli solari termici.
L'integrazione di un pannello solare in un impianto idraulico per la produzione di acqua calda sanitaria avviene solitamente secondo il seguente schema.
Il tubo di uscita del serbatoio è collegato a poca distanza ad una valvola termostatica che si occupa di miscelare l'acqua calda dell'accumulo con l'acqua fredda dell'impianto mantenendo in uscita acqua a temperatura costante (40-50 °C). Tale valvola è necessaria per tre motivi:
pericolo di ustioni;
dispersione di calore nelle tubature data l'elevata temperatura (per questo motivo la valvola non dovrebbe essere posta troppo distante dall'accumulo);
danneggiamento di una eventuale caldaia posta in serie al pannello solare.
L'uscita della valvola termostatica è poi collegata ad una valvola deviatrice detta anche valvola a tre vie. Questa valvola ha un ingresso e due possibili uscite. A seconda della temperatura di ingresso si attiva l'una o l'altra uscita, ma mai contemporaneamente. Si adotta questa soluzione per far in modo che quando la temperatura è di circa 40 °C o superiore l'acqua venga direttamente immessa nel circuito dell'acqua calda sanitaria; in caso contrario viene inviata all'ingresso di una caldaia istantanea che la scalda fino alla temperatura desiderata prima di essere immessa nel circuito. La suddetta valvola deviatrice può essere azionata manualmente (valvola manuale) (periodo invernale, lunghi periodi di scarso irraggiamento, ecc...) oppure può essere controllata meccanicamente da un piccolo motore azionato da un sensore di temperatura (solitamente una termocoppia) posto all'interno dell'accumulo (valvola elettronica). Questa seconda possibilità è chiaramente da preferirsi.
Da notare che la caldaia per la produzione di acqua calda, da mettere in serie al pannello, deve essere di tipo istantaneo, cioè senza accumulo. Inoltre la regolazione della fiamma e la sua accensione devono essere pilotate da un sensore di temperatura. (Questa seconda condizione è soddisfatta praticamente da tutte le moderne caldaie)

Curiosità
Il comune di
Selva di Val Gardena vanta la più elevata diffusione di pannelli solari termici in Italia. Nel territorio del comune sono installati 2000 m2 di pannelli con una media di quasi 800 m2 per mille abitanti .

IL SOLE : istruzioni d' uso parte 3





Il solare termodinamico o solare a concentrazione è una tecnologia per lo sfruttamento dell'energia solare per generare energia elettrica dal calore del Sole per applicazioni pratiche. I comuni pannelli solari termici sono comunemente usati per generare acqua calda a bassa temperatura per usi domestici



Funzionamento

Degli specchi parabolici concentrano la luce diretta del sole su un tubo ricevitore. Dentro il tubo scorre un fluido (detto fluido termovettore perché è adatto a trasportare calore), che assorbe l'energia e la trasporta in un serbatoio di accumulo, necessario se si vuole supplire ai momenti di scarsa o nulla insolazione (come la notte). L'accumulo è in contatto termico con uno scambiatore di calore, che genera vapore; questo viene utilizzato per muovere delle turbine collegate a degli alternatori per produrre corrente elettrica.

Nel Mondo



Questa tipologia di centrali è utilizzata da anni negli S

tati Uniti. Il Solar-1 fu un progetto pilota, costruito nel deserto del Mojave, a est di Barstow in California. Solar 1 fu completato nel 1981 e fu operativo dal 1982 sino al 1986. Fu distrutto da un incendio che mandò a fuoco l'olio su cui i raggi del sole venivano concentrati . Seguì un Solar 2 sempre in California. Dal 1985 , il cosiddetto SEGS è operativo in California; è costituito da 9 impianti per una capacità totale di 350 MW. Un nuovo impianto è il Nevada Solar One con una capacità di 64 MW.;

Negli ultimi anni in Spagna si sono autorizzate la costruzioni di alcune centrali di questo tipo. Sono in costruzione le centrali Andasol 1 e Andasol 2 entrambe con una capacità di 50 MW.



In Italia


Nel 2005, Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica, lasciò la presidenza dell'ENEA, in un periodo di contrasti con quanti non erano disposti a finanziare il solare termodinamico a concentrazione .

Nel dicembre 2007, il governo italiano ha approvato un piano industriale per costruire dieci centrali da 50 MW nel sud Italia.

Nell'aprile 2008, il secondo Governo Prodi ha ricevuto il parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni per avviare questa tecnologia anche in Italia.

Nel progetto Archimede dell'ENEA, sviluppato in collaborazione con l'ENEL e fortemente sponsorizzato dal premio Nobel Carlo Rubbia , come fluido termovettore venne usato una miscela di sali fusi (60% di nitrato di sodio e 40% di nitrato di potassio) che permette un accumulo in grandi serbatoi di calore e una temperatura di esercizio molto elevata (fino a 550 °C) Per inciso, l'uso di sali fusi come fluido di scambio termico compare anche nel progetto di nuovi sistemi che condividono la necessità di liquidi di conduzione ad alta temperatura come i reattori a fissione di IV Generazione ed i reattori nucleari a fusione



Vantaggi

Secondo il già citato fisico italiano Carlo Rubbia un ipotetico quadrato di specchi di 40mila km² (200km per ogni lato) basterebbe per alimentare tutto il pianeta, mentre per alimentare un terzo dell'Italia basterebbe un'area equivalente a 15 centrali nucleari: vasta, in pratica, quanto il grande raccordo anulare.

Questa tecnologia dovrebbe inoltre essere facilmente sfruttabile con impianti piuttosto semplici ed economici, alla portata dunque di qualunque paese del mondo.

giovedì 16 aprile 2009

Il pensiero libero nell 'informazione libera

Questo articolo è stato scritto dal nostro amico CLAUDIO MESSORA , giornalista web , uomo libero , con pensieri liberi.
Quella libertà che tutti noi dovremmo avere , senza far sistema , senza sottostare a determinate .
Il mondo sta cambiando siate consapevoli che sta accadendo .
Un mondo migliore che fate ..........................................ci state.....?


Ogni decisione che prendiamo dipende da ciò che sappiamo. Quello che sappiamo si basa sulle informazioni che abbiamo.
L'informazione ha smesso di essere diretta molto tempo fa. L'informazione è mediata.
I media sono una lente deformante che concentra l'attenzione sulle notizie.

Alcune vengono nascoste. Alcune esaltate. Spesso vengono storpiate.
Chi controlla l'informazione, controlla le nostre decisioni. Chi controlla le nostre decisioni, controlla il mondo.
Una volta era più semplice. Ciò che accadeva nelle tribù, nei villaggi, nei feudi non aveva bisogno di giornalisti per essere raccontato. Tra la fonte e l'informazione c'era una corrispondenza diretta che non lasciava spazio alle strumentalizzazione. Oggi non sappiamo più niente. Crediamo di sapere. In realtà conosciamo solo illusioni, prodotti finali frutto di reinterpretazioni a cascata che orientano il senso delle cose. San Tommaso aveva ragione. Aveva capito tutto. Aveva capito che se voleva essere sicuro di qualcosa, doveva metterci il naso. Poi l'hanno convinto a credere. Senza riflettere. E l'hanno fregato. La televisione americana è stata pensata per rivolgersi a un pubblico di dodicenni. E noi dietro. Fate fatica a crederci? Guardatevi un qualsiasi estratto di una puntata del Grande Fratello. Vedrete uomini e donne comportarsi come preadolescenti sotto l'effetto di psicotici. L'educazione non è un'attività racchiusa tra le pareti di un'aula scolastica. Tutto ciò che vediamo ed ascoltiamo ci educa. Quando le immagini non erano ancora scollegate dal fluire del contesto reale, eravamo educati alla vita dalla vita stessa. Guardavamo il mondo davanti ai nostri occhi per come era, e imparavamo. Oggi guardiamo il mondo per come viene rappresentato. E impariamo non ciò che è ma ciò che appare. Ma l'apparenza inganna. E' il mito della caverna di Platone. Non fate guardare la televisione ai vostri figli. Non guardatela neppure voi. Togliete alla struttura delta il più grande strumento di ipnosi collettiva mai concepito a memoria d'uomo.«La realtà è che in questo Paese ha operato e probabilmente sta operando da anni una vera e propria intelligenza privata dell'informazione che non ha uguali in Occidente, un misto di titanismo primitivo e modernità, come spesso accade nelle tentazioni berlusconiane. Potremmo chiamarla, da Conrad, "struttura delta". Un'interposizione arbitraria e sofisticatissima, onnipotente perché occulta come la P2, capace di realizzare un'azione di "spin" su scala spettacolare, offuscando le notizie sgradite, enfatizzando quelle favorevoli, ruotando la giornata nel senso positivo per il Cavaliere.» [Ezio Mauro - La Struttura Delta - La Repubblica - 22 novembre 2007] Non comprate televisori. Non fatevi ingannare dalle pareti dei centri commerciali addobbate di monitor LCD sgargianti e luminosi, dalle caratteristiche tecniche di schermi al plasma sempre più definiti e piatti. Farete un mutuo per acquistarli e non potranno mai mostrarvi quello che non viene trasmesso. Pagare per essere manipolati è il colmo. Comprate e regalate computer, connessioni alla rete, create consapevolezza. Risvegliate tutti.