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UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO

Che cosa è un impianto fotovoltaico?

Un impianto fotovoltaico trasforma direttamente l’energia solare in

energia elettrica.

Esso è composto essenzialmente da:

• moduli o pannelli fotovoltaici;

• inverter, che trasforma la corrente continua generata dai moduli in

corrente alternata;

• quadri elettrici e cavi di collegamento.

• I moduli sono costituiti da celle in materiale semiconduttore, il più

utilizzato dei quali è il silicio cristallino. Essi rappresentano la parte

attiva del sistema perché convertono la radiazione solare in energia

elettrica.

Gli impianti fotovoltaici possono essere connessi alla rete elettrica di

distribuzione (grid-connected) o direttamente a utenze isolate (standalone),

tipicamente per assicurare la disponibilità di energia elettrica in zone isolate.

Quanto tempo può durare un impianto fotovoltaico?

Nelle analisi tecniche ed economiche si usa fare riferimento

ad una vita utile complessiva di 25 anni (garanzia

produttori)

Di fatto la vita di un impianto fotovoltaico può arrivare a 40-

50anni.

Quanto spazio occupa un impianto fotovoltaico?

Un valore indicativo di occupazione di superficie è di circa

8-10 mq per kW di potenza nominale installata su copertura

a falda, 14-16mq per kW su copertura piana.

Quanta elettricità produce un impianto fotovoltaico?

La produzione elettrica annua di un impianto fotovoltaico dipende da

diversi fattori:

• radiazione solare incidente sul sito d’installazione;

• orientamento ed inclinazione della superficie dei moduli;

• assenza/presenza di ombreggiamenti;

• prestazioni tecniche dei componenti dell’impianto (moduli, inverter ed

altre apparecchiature).

Prendendo come riferimento un impianto da 1 kW di potenza nominale,

con orientamento ed inclinazione ottimali ed assenza di

ombreggiamento, non dotato di dispositivo di “inseguimento” del sole,

in Italia è possibile stimare le seguenti producibilità annue massime:

• regioni settentrionali 1.000 – 1.100 kWh/anno

• regioni centrali 1.200 – 1.300 kWh/anno

• regioni meridionali 1.400 – 1.500 kWh/anno


AUTOPRODURSI L' ENERGIA ELETTRICA

Energia dal Sole LA TECNOLOGIA FOTOVOLTAICA. La tecnologia fotovoltaica permette di convertire la radiazione solare in energia elettrica senza alcun impatto ambientale e sopratutto da una fonte gratuita e illimitata, pulita e totalmente rinnovabile: IL SOLE . Ora grazie al CONTO ENERGIA il fotovoltaico è alla portata di tutti,, I VANTAGGI che diamo : Finanziamenti , Installazione Manutenzione semplice ed economica . Affidabilità garantita dal produttore per almeno 20 anniVita media utile dell’impianto: 30-40 anni e piùRisparmio garantito in bolletta Incentivo in “ CONTO ENERGIA” . Integrazione architettonica Iter attuativo GSE e Ente gestore Supporto assicurativo. Esempio di media abitazione Regione Settentrionale energia consumata annua pari a 3.500 kWh, necessità di impianto fotovoltaico di 3,5 kWp, produrrà ogni anno €2.100 e per venti anni Esempio di media abitazione Regione Centrali energia consumata annua pari a 3500 kw/h, necessità di un impianto fotovoltaico di 2,9 Kwp , produrrà ogni anno 2.100 € e per venti anni Esempio di media abitazione Regione Meridionale energia consumata annua pari a 3500 kw/h , necessità di un impianto fotovoltaico di 2,5 Kwp , l’impianto produrrà ogni anno 2.100 € e per venti anni dati di producibilità economica fanno riferimento alle tariffe 2008: per il 2009 e 2010 riduzione 2% della sola tariffa incentivataCosto impianto fotovoltaico... CONTATTACI TRAMITE E MAIL PER MAGGIORI INFORMAZIONI

giovedì 5 maggio 2011

IL FURURO DELLA MOBILITA'

Il futuro non sarà oggi  ma ci vogliamo chiedere se sarà domani ?
L'uomo ,almeno alcuni uomini stanno tentando di cambiare le cose con la loro conoscenza e fantasia , con fatti .
Molti di noi gia stanno o pensano di acqiustare un veicolo ibrido e questo è un notevole passo avanti ma spingendoci oltre potremmo arrivare a rivoluzionare totalmente la concezione di auto per una mobilità più armoniosa , più rispettosa , verso di noi e l'ambiente che ci circonda , verso una nuova generazione di uomini che giudichera il nostro operato e il rispetto che abbiamo avuto verso il loro futuro .

IL MONDO NON CI E' STATO LASCIATO DAI NOSTRI PADRI CI VIENE DATO IN PRESTITO DAI NOSTRI FIGLI

Buona lettura a tutti.

Questa voce è l'ultima in un blog Worldwatch serie sulle innovazioni nel mondo dell'energia e del clima.
Presto per essere obsoleti?
La Leaf Nissan annuncia con orgoglio che può andare 100 miglia con una singola carica. Chevrolet, Toyota e altre case automobilistiche hanno promosso i loro plug-in ibridi gas-elettrici come l'alternativa più razionale, dal momento che si può passare l'opzione di benzina quando hai bisogno di extra gamma. Ma cosa succede se la ricarica la tua auto elettriche sono stati così facile come riempire il vostro serbatoio di benzina?
Per i veicoli elettrici a diventare il modo dominante di trasporto personale, il processo di carica dovrà evolversi: si dovrà essere molto più veloce, o molto meno frequenti. In un recente articolo su Nature Nanotechnology , scienziato Paul Braun ed il suo team di ricerca presso la University of Illinois a Urbana-Champaign descrivono il loro progetto per una nuova batteria con un tempo di carica ridotta notevolmente. Il loro successo agli ioni di litio prototipo raggiunge un più 90 per cento di carica in appena due minuti.
Tutte le batterie hanno la stessa struttura di base. Se la batteria è collegata a un computer, telefono cellulare, o altri "carico", le reazioni chimiche produrre elettroni che fluiscono dal polo negativo della batteria attraverso un filo, scaricando la loro energia nel carico e poi tornare al terminale positivo per formare un ciclo completo. Il processo viene attivato da due elettrodi metallici (l'anodo e catodo), collegati da un elettricamente conduttivo "elettroliti", di solito un liquido. Il flusso di elettroni dall'anodo attraverso il filo al carico e nuovamente dentro il catodo, nel frattempo, positivo flusso di ioni dal catodo attraverso l'elettrolita verso l'anodo per compensare il movimento degli elettroni. La ricarica di una batteria richiede questo circuito costringendo a correre in senso inverso.
La ricarica di una batteria, ovviamente, richiede energia, ma attualmente richiede tempi significativi, come bene. In molti casi, i telefoni cellulari e fotocamere devono essere ricaricate durante la notte per raggiungere la piena capacità. E Nissan stima il tempo di ricarica del Foglia a sette ore su un 220/240 volt stazione di ricarica (la maggior parte degli Stati Uniti sono prese standard 120 volt). Si tratta chiaramente di un settore maturo di miglioramento, e molti ricercatori hanno tentato di affrontare il problema.
Opzioni per accelerare il processo di carica esempio aumentando la velocità con cui gli ioni migrano, e diminuendo la distanza che gli ioni ed elettroni bisogno di viaggiare. La seconda è più efficace, in quanto il tempo di carica è proporzionale al quadrato della distanza media percorsa. Diminuendo la distanza media che gli ioni devono viaggiare da diradamento della struttura batteria, tuttavia, limita il volume complessivo degli elettrodi e quindi limita la portata della carica. squadra Braun ha proposto una soluzione a questo problema, una nuova architettura per il catodo che crea ampie zone di contatto tra il catodo e l'elettrolita (che consente ioni in qualsiasi parte del catodo per raggiungere l'elettrolito rapidamente) senza perdere di volume catodo molto rispetto agli attuali batterie.
Hanno iniziato da auto-assemblaggio sfere di polistirolo, un materiale plastico onnipresente e poco costoso, in una struttura a traliccio stretto con i piccoli spazi ma completamente collegato. Hanno poi riempito questi spazi con nichel attraverso un processo noto come elettrodeposizione, mettendo una carica negativa sul polistirolo e immergendo in una soluzione salina a base di nichel. Quando gli ioni carichi positivamente dal sale entrare in contatto con il polistirolo, che ricevono elettroni e sono ridotti al nichel.
Il materiale viene quindi fuso per rimuovere il polistirolo, lasciando solo il nichel circostanti vuoti sferici. Molto piccoli passaggi tra i vuoti restano nei punti in cui il polistirolo sfere, una volta toccato. Il catodo (un composto di metallo che varia a seconda del tipo di batteria) viene poi placcato sul nichel, l'ispessimento della struttura metallica, ma lasciando comunque piccoli vuoti per consentire un percorso continuo di ioni attraverso l'elettrolita, che finirà per allagare la struttura. Senza questo percorso, la carica complessiva della batteria si riduce e il tempo di ricarica maggiore, in quanto l'elettrolita non sarà in grado di permeare l'intera struttura. Per evitare di collegare le lacune, la squadra di Braun ha usato un processo noto come elettrolucidatura per rimuovere lo strato superiore di nickel e le lacune in modo da allargare il catodo possono essere depositati.
La chimica del catodo dipende dal tipo di batteria. Il team di Braun creati dei prototipi per entrambi nickel-idruro metallico (NiMH) e batterie al litio-ione, usando catodi di oxyhydroxide nichel (NiOOH) e lithiated biossido di manganese (MnO 2 ), rispettivamente. Un elettrolita riempie i buchi rimasti. Questo disegno fornisce ampie zone di contatto tra il, catodo di nichel, e senza sacrificare elettrodo catodico volume molto.
Che cosa portare in tavola?
Potenzialmente cambiando il nostro modo di pensare le batterie.
Braun dice che queste batterie possono caricare 10 a 100 volte più veloce di batterie commerciali di oggi. A tali tassi, piccoli apparecchi elettronici potrebbero potenzialmente carica in pochi secondi, e dispositivi più grandi, anche auto, in pochi minuti. Un miglioramento di questo genere modificano sostanzialmente il nostro modo di interagire con l'elettronica. Portatili e compresse diventerebbe quasi all'infinito portatile, e la portata massima di un veicolo elettrico non sarebbe diventata più importante che le dimensioni del serbatoio del gas un'altra vettura. Braun è ora cercando di vedere se una simile strategia può essere utilizzata per migliorare l'anodo. Se è così, i tassi di ricarica potrebbe salire ancora di più.
Il progetto che Braun ha creato è anche sufficientemente flessibile per lavorare con molti chimici delle batterie differenti. Le lunghezze di diffusione a breve, Braun ipotizza, potrebbe anche consentire di riesame di materiali anodo e catodo che sono attualmente impraticabile a causa della loro scarsa conducibilità.
Quanto è vicina alla commercializzazione?
Non quanto si potrebbe pensare.
Nel parlare di The Economist , Braun stima che l'aumento dei costi della produzione che supera le batterie attuali, una volta che il processo raggiunge su scala commerciale, sarebbe stato 20-30 per cento. Questa tecnologia potrebbe essere già ricercato per alcune applicazioni di tale premio, e se i costi di cadere oltre, altre applicazioni possono anche diventare redditizia. Per le auto elettriche, il beneficio della riduzione del tempo di ricarica è particolarmente preziosa, ma i costi sono già elevati rispetto ad altri veicoli. L'utilizzo di questo tipo di batterie potrebbe rendere i veicoli elettrici ancora più di un prodotto di lusso, almeno per qualche tempo.
Come è scalabile?
All'infinito.
Se queste batterie decollare, potrebbero finalmente trovare la loro strada in tutto, dai telefonini ai mezzi pubblici, e diventare grande come una parte della nostra vita quotidiana come le altre batterie sono al momento.
Qual è il più grande ostacolo per il successo?
Aumento amperaggio.
Oltre al premio di costo, il maggior ostacolo alla diffusione di queste batterie è la più grande corrente necessaria per ricaricare le batterie così in fretta. I veicoli elettrici, in particolare, avrebbe bisogno di essere adattato a gestire correttamente il rapido movimento degli elettroni tanti.
L'ultima parola (s):
Un potenziale game-changer.
legato alla diffusione di veicoli elettrici, se associato a produzione di elettricità a basso tenore di carbonio, potrebbe andare un lungo cammino verso la riduzione delle emissioni di gas serra per il punto necessario per evitare gli effetti peggiori del cambiamento climatico. Una batteria carica rapida di questo genere certamente non è sufficiente per raggiungere un tale obiettivo, ma è assolutamente necessario.

mercoledì 30 marzo 2011

UNA PICCOLA LUCE ILLUMINERA IL BUIO

Lampade LED a luce bianca e colorata


La rivoluzione dei sistemi di illuminazione, tanta luminosità a bassissimo consumo di corrente.



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Lampade LED a luce bianca: la rivoluzione dei sistemi di illuminazione tanta luminosità a bassissimo consumo di corrente. I LED: Light-Emitting Diode (diodi ad emissione di luce) sono dei componenti elettronici che sfruttano la capacità di alcuni semiconduttori, in particolari condizioni, di emettere fotoni e quindi di produrre luce;

sono, giusto per capirci, quelle lucine: le cosiddette spie, in genere verdi, rosse, o blu che si trovano sulle automobili e su tutte le apparecchiature elettroniche di cui ci serviamo ogni giorno. I LED a luce bianca sono apparsi sul mercato in tempi recenti, con costi piuttosto elevati e di conseguenza con applicazioni marginali e riservate ad attrezzature particolari:

torce portatili, portachiavi, luci da giardino e qualche altro uso industriale.

Oggi però la loro produzione si avvantaggia di una maggiore diffusione e, sia benvenuta, anche e soprattutto della fornitura proveniente dei paesi dell’estremo oriente, con prezzi molto interessanti ed in rapidissima discesa.

Non semplicissime da reperire in Italia, su altri mercati internazionali hanno da tempo fatto la loro comparsa le lampadine con LED a luce bianca, sia per uso domestico, che per l’utilizzazione sui veicoli:

sono quelle formate da tante piccole luci raggruppate. Rispetto alle sorgenti luminose convenzionali questi dispositivi offrono molti vantaggi:

- Dimensioni ridotte;

- Funzionamento a basso voltaggio;

- Modestissima dissipazione di calore;

- Regolabilità in modo continuo;

- Durata estremamente lunga, fino ad oltre 100.000 ore;

- Grande risparmio di energia;

- Possibilità di variare il colore agendo sull’intensità dei tre colori primari;

- Facilità di riparazione in caso di guasto.

Probabilmente nel futuro più immediato la tecnologia di illuminazione con LED soppianterà quelle tradizionali ed alcune semplici considerazioni di carattere economico ce ne forniscono la plausibile ragione:

malgrado il costo iniziale più elevato, nel lungo periodo il risparmio ottenuto compenserà abbondantemente l’investimento effettuato.

Una lampada LED con attacco Edison 27 (uguale a quello delle lampadine normali) e funzionante con gli stessi portalampade a 220 Volt (possiede un trasformatore interno) con una potenza luminosa equivalente a quella di una lampadina ad incandescenza da 40 W, costa mediamente 20/25 euro, ma:

- ma avrà durata 50 volte superiore alla normale lampada ad incandescenza e consumerà 20 volte meno energia;

- avrà durata 10 volte superiore alla lampada a risparmio energetico e consumerà 7/8 volte meno energia di questa.

Il mercato è ancora agli albori e le variabili si presentano ancora consistenti, quindi ogni valutazione deve essere considerata solamente quale ordine di grandezza orientativo, ma, tenendo in debito conto il maggior esborso iniziale, ma anche la più lunga durata ed il risparmio di corrente, possiamo stimare i costi annui totali in:

- Euro 15,00 per la lampada normale ad incandescenza;

- Euro 6,00 per la lampadina a risparmio energetico;

- Euro 1,50 per la lampada a LED

L’indubbio vantaggio, non solamente per il nostro portafoglio, ma anche e soprattutto per l’intero ambiente, dovrebbe incentivarci ad acquistare subito questi nuovi strumenti di luce.

tecnologia - estetica - funzionalità



Una normativa della Comunità Europea prevede nell'arco di 7 anni, a partire dal 1-9-2009, il divieto di vendita in tutti i paesi della Comunità, delle lampade ad incandescenza, graduandone annualmente il divieto in base alla potenza in watt.



Un’azienda attenta alle moderne esigenze di risparmio energetico come N.T., non poteva che allargare i suoi orizzonti verso soluzioni per l’illuminazione che garantiscano una riduzione dei costi dell’energia migliorando al contempo la qualità della luce.



L’elevatissima efficienza nel trasformare la corrente elettrica in luce, con conseguente bassissimo consumo in rapporto alla luce emessa, fa dei LED il futuro dell’illuminazione.


Caratteristiche dei led:

1. Dal punto di vista energetico, i LED sono molto più efficienti delle lampadine a filamento poiché il 50% dell'energia assorbita produce illuminazione e pertanto la quantità di energia sprecata sotto forma di radiazione infrarossa e di calore rilasciato nell'ambiente sono molto ridotti rispetto alle tecnologie di illuminazione tradizionali (nelle lampadine ad incandescenza solo il 5% dell’energia immessa diventa luce).

2. L’efficienza luminosa può arrivare fino a 189 lm/W (una lampada ad incandescenza arriva a circa 20 lm/W, un’alogena a 30/40 lm/W, una fluorescente compatta a 60/70 lm/W).

3. La durata di funzionamento si aggira intorno alle 50.000 – 80.000 ore (quella di una lampadina ad incandescenza è di circa 1.000 ore, di un'alogena 2.000 ore, di una fluorescente compatta 10.000 ore).

4. Diversamente dalle lampadine a incandescenza che terminano la loro vita con la bruciatura del filamento, i LED degradano lentamente con una perdita della luminosità che scende al 20-30%.

5. I LED non richiedono circuiti di alimentazione complessi (devono essere alimentati a corrente costante e polarizzata) e possiedono alta velocità di commutazione.

6. Risentono poco delle variazioni di temperatura: si accendono al freddo (fino a -40°C) senza problemi e non soffrono il caldo (+50°C), inoltre sono insensibili all'umidità e alle vibrazioni.

7. La loro durata non è influenzata dal numero di accensioni/spegnimenti.

8. Lo spettro luminoso è sfruttabile al 100%.





Ne consegue che:

1. L’elevato rendimento consente un grosso risparmio dal punto di vista energetico, portando beneficio all'ambiente e al portafogli. Inoltre il funzionamento è in massima sicurezza grazie all'alimentazione a bassissima tensione (normalmente tra i 3 e i 24 Vdc).

2. Da un punto di vista economico i LED rappresentano un buon investimento anche perchè la durata di funzionamento di un LED, è ben superiore alla vita di una lampadina tradizionale, e la sua resistenza ad agenti meteorologici e usura sono molto maggiori, eliminando così ogni costo di manutenzione.

3. La sfruttabilità dello spettro luminoso consente una scelta fra diverse gradazioni di bianco molto varia, una luce pulita perché priva di componenti IR e U e colori saturi.


Il nuovo “conto energia” 2011

E’ stato approvato il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che definisce gli incentivi per la produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici che entrano in esercizio in data successiva al 31-12-2010. Al momento è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. In questo post si espongono i punti più salienti del decreto che aggiorna il noto “conto energia”.

Obbiettivi

L’obbiettivo nazionale è quello di raggiungere una potenza nominale cumulata di 8000 MW entro l’anno 2020, mentre le tariffe incentivanti sono limitate ad una potenza cumulativa che è in funzione della tipologia di installazione:

- 3000 MW di cui al Titolo II del decreto;

- 200 MW per quelli integrati di cui al Titolo III del decreto;

- 150 MW per gli impianti fotovoltaici a concentrazione di cui al Titolo IV

Le tariffe incentivanti possono essere cumulabili con dei benefici e contributi pubblici finalizzati alla realizzazione dell’impianto come stabilito nell’art. 5 del decreto.

Tariffe incentivanti per impianti fotovoltaici

Gli impianti fotovoltaici che entreranno in funzione dopo il 31-12-2010 potranno godere delle tariffe incentivanti riportate nella sottostante Tabella A per un periodo di vent’anni e ne possono beneficiare le persone fisiche, le persone giuridiche, i soggetti pubblici, i condomini.

I requisiti per accedere agli incentivi sono:



- potenza nominale non inferiore a 1 kW

- conformità alle pertinenti norme tecniche richiamate nell’Allegato 1

- realizzati con nuovi materiali o comunque non già impiegati in altri impianti

- collegati alla rete elettrica o a piccole reti isolate, in modo tale che ogni singolo impianto sia caratterizzato da un solo punto di connessione alla rete, non condiviso da altri impianti fotovoltaici.

Per gli impianti che entreranno in funzione nel 2012 e 2013, verrà applicata la tariffa della Tabella A alla colonna C decurtata del 6% all’anno.





Gli impianti fotovoltaici che operano in regime di scambio sul posto e realizzati sugli edifici possono beneficiare di un premio aggiuntivo rispetto alle tariffe riportate nella Tabella A, qualora abbinate ad un uso efficiente dell’energia. Per fare questo bisogna:

- dotarsi di un attestato di certificazione energetica sull’edificio o unità immobiliare su cui è installato l’impianto fotovoltaico

- intervenire sull’involucro ed ottenere una riduzione di almeno il 10% degli indici di prestazione energetica invernale ed estiva

- dotarsi di un nuovo attestato di certificazione energetica per dimostrare i miglioramenti ottenuti sull’edificio.

Impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative

Per beneficiare delle tariffe previste alla Tabella B (valide per un periodo di vent’anni), oltre a rispettare i requisiti già esposti precedentemente, bisogna che i moduli e i componenti installati rispondano ai requisiti costruttivi e alle modalità di installazione indicate in Allegato 4 (il soggetto attuatore predisporrà entro il 1 gennaio 2011 una guida sugli impianti fotovolatici integrati con caratteristiche innovative). Per gli impianti che entreranno in funzione nel 2012 e 2013, verrà applicata la tariffa della Tabella B, decurtata del 2% all’anno.

Impianti a concentrazione

Si premette che un impianto solare fotovoltaico a concentrazione è un impianto di produzione dell’energia elettrica composto principalmente da un insieme di moduli in cui la luce solare viene concentrata, tramite sistemi ottici, su celle fotovoltaiche, da uno o più gruppi di conversione della corrente continua in corrente alternata e da altri componenti elettrici minori.

Possono beneficiare delle tariffe incentivanti di cui alla Tabella C (valido per un periodo di vent’anni) solo le persone giuridiche e i soggetti pubblici.

Per gli impianti che entreranno in funzione nel 2012 e 2013, verrà applicata la tariffa della Tabella C, decurtata del 2% all’anno.

domenica 27 marzo 2011

LA NUOVA MOBILITA DELL’ AUTO


                           Il futuro ? Se non adesso quando ?





                                   Il Nuovo piacere di guida                    
L'auto elettrica è una rivoluzione, ma una rivoluzione "dolce".
I veicoli a motore termico riversano sostanze nocive nell'aria a ogni accelerazione o, ad esempio, in salita.
Un'auto elettrica, invece, non produce CO2 durante la guida e non emette inquinanti cancerogeni né gas responsabili delle piogge acide.

Ma non è tutto: in discesa e in fase di decelerazione, l'impianto frenante rigenerativo trasforma l'energia cinetica in energia elettrica e ricarica la batteria.
La coppia costante offre un'erogazione di potenza immediatamente disponibile, ottimizzando la qualità di marcia e la fluidità delle riprese durante le accelerazioni.


                                                                      Viaggiare tranquilli

Sui veicoli elettrici la tranquillità si abbina a una gestione razionale dell'energia grazie al navigatore intelligente, i veicoli elettrici permettono di ottimizzare i percorsi e i consumi energetici.

Il sistema indica in tempo reale: - autonomia chilometrica residua - ottimizzazione del percorso in base all'autonomia residua e all'ubicazione dei punti di ricarica - ubicazione delle colonnine e delle stazioni di ricarica più vicine - la possibilità di controllare lo stato di carica delle batterie dal telefono cellulare, per gestire più flessibilmente gli spostamenti e il proprio tempo.

Ricarica standard: un pieno di energia durante la notte

                                                                         Da quale presa?

Una presa domestica standard a 220 V - 16 A o 10 A.

Tutti gli i veicoli possono essere collegati a una "Wall Box", ovvero una presa di ricarica a parete, intelligente e sicura, da mettere ad esempio in garage.
Più comodo di cosi                         
                                                                          In quanto tempo?
Alcune marche permettono di ricarica 3h30 per da 6-8 h per una ricarica completa degli altri veicoli.

                                                                               Quando?
Durante la notte in garage, o di giorno, ad esempio nel parcheggio aziendale, mentre sei al lavoro.


                                                                 Dove si installa la presa?
Nel garage privato o nei box condominiali. Le prese di corrente sono protette da una serratura di sicurezza, per evitare atti di vandalismo o impedire che altri si colleghino illecitamente alla rete di alimentazione.

La ricarica standard: corrente elettrica e non solo , tra la colonnina di ricarica e il veicolo elettrico: si chiama "Power line communication" e permette uno scambio di dati sicuro tra infrastruttura di ricarica e auto. Il punto di ricarica riconosce il veicolo e invia direttamente al proprietario la fatturazione dei consumi. Semplice e comodo.

A casa, con la Wall Box (presa di ricarica domestica)
La Wall Box è una presa a parete da installare a casa, ad esempio in garage, per ricaricare l'auto in 6-8 ore, meglio se durante la notte, quando l'elettricità costa meno!

La Wall Box è facile da usare e può essere montata senza problemi da un elettricista qualificato. La serratura di sicurezza la protegge da collegamenti illeciti e atti di vandalismo.

La ricarica rapida, un pieno di energia in pochi minuti
Da quale presa?
Una colonnina di ricarica specifica, ad alta potenza (400 V - 63 A).
 In quanto tempo?
10 minuti sono sufficienti per avere 50 km di autonomia!
Quando?
In città, prima di un appuntamento, in pausa pranzo o durante gli spostamenti, per prolungare l'autonomia della batteria. 
I punti di ricarica  installati in prossimità di abitazioni private, uffici e negozi, per essere facilmente raggiungibili da tutti.
Per favorire la diffusione dei veicoli elettrici, una ventina di Case automobilistiche sono impegnate nella realizzazione di una presa ad alta potenza standard a livello europeo.

Questa tecnologia, sviluppata in collaborazione con il gruppo tedesco RWE, permetterà di uniformare le infrastrutture di ricarica in Europa, rispettando le capacità delle reti nazionali e dei veicoli elettrici. Presentata lo scorso aprile ad Hannover, servirà ad alimentare i veicoli elettrici del futuro
Una batteria nuova in 3 minuti come funziona?

Sostituendo il pacco batterie esausto con un altro carico.
Bastano 3 minuti per montare una batteria a piena carica. E in tutta sicurezza: l'operazione è automatica e il conducente non deve fare assolutamente nulla.




mercoledì 9 giugno 2010

QUANDO I SOGNI VANNO IN FUMO

QUANDO I SOGNI VANNO IN FUMO

di Stefano Montanari


Una crisi economica senza precedenti, peraltro prevedibilissima da chi aveva occhi per vedere, sta travolgendo la società globale e decine di guerre, molte delle quali sconosciute ai più, insanguinano il Pianeta.



Tutto gravissimo, non c’è nessun dubbio. Ma, ad un’occhiata in prospettiva storica un po’ meno superficiale rispetto a quella istintiva, è impossibile non accorgesi che si tratta di bufere che non dureranno. Ripartiremo tutti più poveri e le guerre finiranno, certo per lasciare il posto ad altre guerre, ma nulla di tutto ciò durerà più di un lampo nella storia dell’Uomo.



C’è qualcosa, però, che non passerà. Anzi, qualcosa che continuerà ad aggravarsi generazione dopo generazione senza possibilità di scampo. E questo è l’avvelenamento che stiamo somministrando al Pianeta, un luogo da cui nessuno di noi può evadere e che, lo vogliamo o no, condividiamo tutti.



Inutile cercare di nasconderlo come ingenuamente fanno coloro che noi ci ostiniamo a definire “politici”, il tutto con la complicità di professori disponibili a prostituirsi in cambio di quattro soldi o di un avanzamento di carriera.



Basterebbe ricordare le leggi elementari della fisica e della chimica e confrontarle con i dati che risultano lampanti dalle ricerche non di regime ma indipendenti che si occupano d’inquinamento ambientale. E basterebbe ricordare che molti dei veleni che scarichiamo in modo sconsiderato nell’ambiente non sono degradabili e, quindi, sono destinati ad accumularsi per passare in eredità ai nostri figli e ai figli dei nostri figli in una catena che non potrà interrompersi.



Non c’è che un modo per uscirne, e quel modo è la conoscenza cui dovrà necessariamente seguire il recupero delle chiavi di casa nostra, vale a dire una conduzione della società che sia davvero politica, cioè virtuosa.



Ma è proprio la conoscenza a mancare. È l’informazione oggettiva ad essere latitante, perché chi tira i fili della società, dimenticando di farne parte e dimenticando di non potersene dimettere, l’informazione la distorce, la falsifica o la nasconde del tutto in un silenzio definibile, con una frase fatta che diventa ironia, “di tomba”.



Io ci sto provando da anni, anni di ricerca di prima mano, centinaia di conferenze su e giù per l’Italia, articoli che sono pubblicati in maniera più o meno carbonara su Internet, partecipazioni a TV e radio indipendenti che mi concedono qualche spazio. Ed è proprio con una di queste radio, con David Gramiccioli, conduttore della fortunata trasmissione mattutina Ouverture sull’emittente romana Tele Radio Stereo, che si è pensato di affrontare il problema dell’informazione in una maniera diversa e più attraente: mettiamo in scena un pezzo di teatro – ci siamo detti – e con quello mostriamo sulla scena qual è la condizione freddamente obiettiva dell’ambiente in cui ci troviamo a vivere. O a sopravvivere. Con quello – ci siamo detti ancora - mostriamo sulla scena casi che non sono certo freddi di esseri umani, non di rado di bambini, nei quali ci siamo imbattuti nel corso delle nostre ricerche, osteggiate e imbavagliate come sono oltre ogni possibile immaginazione, spesso da personaggi insospettabili.



Così, alle 21 del 25 giugno David ed io, insieme con gli attori professionisti che saranno con noi, saremo a Roma al Teatro Tendastrisce in Via Perlasca e daremo vita a “Quando i Sogni Vanno in Fumo”, due ore di recitazione e d’informazione vera, un aggettivo solo apparentemente inutile apposto alla parola informazione.



La serata sarà sotto osservazione da parte del mondo politico e - se ne può stare certi - non saranno pochi i politici che si augureranno un fiasco. La speranza, la loro, sarà quella che non ci sia partecipazione, che sia testimoniata una disattenzione per il problema che si andrà a toccare per poter continuare indisturbati ad appropriarsi della nostra terra, della nostra acqua, della nostra aria vendendo tutto al migliore offerente.



E, invece, noi li dobbiamo deludere. Dobbiamo riempire i 3.000 posti del Teatro e dobbiamo farci vedere con gli striscioni che ricordino gli scempi che sono perpetrati nelle nostre città, nelle nostre campagne, nei nostri boschi a danno non soltanto di chi è adulto ora ma, quel che conta di più, a danno della generazione che seguirà la quale, per riprendere le parole del più grande oncologo italiano di tutti i tempi, il prof. Lorenzo Tomatis, non ci potrà perdonare per quello che stiamo facendo contro di lei.



Dunque, se siamo capaci di riempire gli stadi per una squadra di calcio o per un cantante o se siamo capaci di affollare un palasport per un comico, riempiamo i 3.000 posti del Teatro Tendastrice per far vedere che ci siamo, che non ci si può rapinare e uccidere impunemente fidando sulla pigrizia e, chissà, sulla rassegnazione che ci tentano ogni giorno di più. David ed io vi aspettiamo.

martedì 4 maggio 2010

Alcool: un sostituto ecologico alla benzina.

Da alcuni anni ormai il settore trasporti è diventato la prima causa di inquinamento dell’aria. Più delle industrie e di qualsiasi attività produttiva.

Per cercare di limitare gli enormi danni alla salute dell’uomo e del pianeta sono state pensate ed attuate piccole azioni che non hanno sfiorato il problema di fondo: l’uso degli idrocarburi fossili.

Io vi voglio portare a conoscenza di alcuni semplici metodi e moderne tecnologie che sono di immediata applicazione ma che rimangono a tutt’oggi in assoluta sordina. Forse non sono la soluzione finale ma vi permetteranno di agire concretamente affinché l’aria che noi tutti respiriamo migliori già da oggi e non investendo soldi… ma risparmiandone!

Probabilmente già sapete che il motore a combustione, che sia diesel o benzina, necessita di tre elementi base per il suo funzionamento: un combustibile, un comburente e la giusta miscela di entrambi nella camera di scoppio. Ciò vuol dire che per far andare la vostra auto non necessitate obbligatoriamente della benzina o del gasolio ma di un combustibile che abbia caratteristiche simili. Tali prodotti esistono e sono, principalmente, di origine vegetale. Parlo in particolare del biodiesel, o semplicemente degli olii vegetali, quali sostituti del gasolio, e dell’etanolo o metanolo in sostituzione alla benzina.

Non vi spaventate, nulla di folle o illegale.

Provate a pensare alla benzina: conoscete la sua formula chimica? Cos’è, di cosa è composta? Essendo un idrocarburo contiene atomi di idrogeno e carbonio ma non è un composto sempre uguale, non contiene sempre lo stesso tipo di molecole, non ha una sua formula chimica. Possiede piuttosto una serie di caratteristiche chimico-fisiche che vengono decise per legge. E’ un bel miscuglio a cui si aggiungono inoltre vari additivi quali coloranti, antidetonanti, antiruggine e spesso anche un gocciolino di acqua. Eppure viene sempre chiamata benzina ed il vostro motore la brucia senza problemi. Questo già vi fa capire che la vostra auto per funzionare non ha bisogno di un liquido particolare ma piuttosto che rispetti dei parametri di fondo. Questo è difficile che qualcuno ve lo dica ma, di fatto, è così. Dimostrazione di ciò è la semplicità con cui si può alimentare un motore benzina con GPL o metano (di fatto a parte il serbatoio separato è solo un problema di carburazione, la giusta miscela aria-combustibile).

Assodato ciò possiamo entrare nel vivo dell’articolo, alle informazioni pratiche per poter far funzionare la vostra auto o moto con carburanti vegetali.

Alcool etilico come carburante nei motori benzina

Valori di etanolo testato positivamente su vari modelli di auto.

Anche se precedentemente ho menzionato l’alcool metilico come potenziale sostituto alla benzina, di fatto ne sconsiglio l’uso per il suo alto potere corrosivo e la sua tossicità. Il miglior carburante risulta essere l’alcool etilico (CH3CH2OH) che potete tranquillamente trovare nei supermercati, discount e negozi tipo drogherie ad un prezzo che oscilla tra i 70 centesimi e 1,10 euro al litro. Questo per quanto riguarda quello denaturato, di colore rossastro e a 90° (possibilmente acquistate quello di origine agricola!). Quest’ultimo dato, la gradazione, è fondamentale per il nostro lavoro e apre due grandi categorie: l’alcool a 90°, e quello con gradazione superiore a 95° . La percentuale che rimane al 100% è sempre composta da acqua con la minima presenza del denaturante (per l’uso nel motore è consigliabile eliminare il colorante immergendo dell’alluminio nell’alcool per alcuni giorni o filtrandolo con dei carboni attivi, comunque più avanti vedremo che è possibile acquistare alcool denaturato con benzina e quindi perfetto al nostro scopo!).

La quantità di acqua presente nell’alcool è la discriminante delle 2 categorie poiché essa non si miscela nella benzina, se non in minima parte, e richiede perciò due tipi di approcci diversi.



Usare alcol 90°



La condizione principale per utilizzare l’alcool 90° è quello di usarlo puro, ovvero senza miscelarlo alla benzina proprio perché l’alta percentuale di acqua va a stratificarsi nel serbatoio ingolfando ad un certo punto la carburazione o facendo comunque “saltellare” il motore fino alla sua eliminazione. Usato tal quale invece non provoca problemi particolari e può essere utilizzato su tutte le auto che montano una centralina ECU a tre vie (praticamente tutte le catalizzate), o sonda Lambda che rilevando il quantitativo di ossigeno nei gas di scarico vanno a correggere in automatico i parametri di carburazione settando al meglio la combustione.

Nonostante l’ottimo lavoro eseguito dalla centralina potreste riscontrare una non perfetta carburazione specialmente quando l’auto è fredda ed ai bassi regimi. Per eliminare tali inconvenienti basterà sostituire le candele con altre di tipo più caldo (per maggiori dettagli potete visionare il seguente link: http://www.ngkntk.it). Questa necessità è dovuta alle proprietà dell’alcool (calore latente di vaporizzazione superiore a quello della benzina), che sommate all’acqua presente, producono un raffreddamento interno del motore che deve essere compensato da candele con grado termico maggiore. Questa bassa temperatura contribuisce inoltre a ridurre i già bassi inquinanti che scaturiscono dalla combustione. Infatti, avendo l’etilico un’unica e semplice formula chimica che comprende anche l’ossigeno, la combustione è molto più pulita e completa rendendo gli scarichi ricchi di vapore acqueo con bassissima presenza di monossido di carbonio. Da considerare anche che se l’alcool che utilizzate è di origine vegetale il bilancio dell’anidride carbonica, fra quella emessa dal vostro veicolo e quella imprigionata dalla pianta durante la sua crescita, è nullo e quindi non contribuirete all’effetto serra!

Un’ultima attenzione va riservata, nel primo periodo di sostituzione del carburante, ai filtri dove passa-va la benzina. Infatti l’alcool ha un buon potere detergente e tenderà ad asportare lo sporco presente nel carburatore ed i residui carboniosi depositati all’interno del motore. Per cui dopo un centinaio di chilometri effettuati ad alcool è bene pulire i filtri ed eventualmente sostituirli.



Vi ricordo che tutto questo funziona grazie al lavoro di ricarburazione effettuato dalla centralina ECU ma se la vostra auto, o più facilmente moto, non montassero tale chicca tecnologica, potrete ugualmente andare ad alcool agendo voi stessi, o il vostro meccanico, sul carburatore, cambiando i getti e facendo un po’ di prove. Su internet trovate tabelle comparative benzina-etanolo che vi potranno aiutare in questo lavoro.



Usare alcool a gradazione maggiore di 95°



Per adesso in Italia non trovate distributori di etanolo per cui il suo utilizzo tal quale può risultare in alcuni casi eccessivamente difficoltoso. Ma se si vuole comunque risparmiare qualcosa e inquinare molto meno, un buon compromesso lo si può ritrovare nell’uso di alcool etilico a 95° (o superiore). Infatti da tale gradazione la quantità di acqua presente riesce a miscelarsi nella benzina, e questo mix può alimentare tranquillamente il vostro motore senza modifica alcuna; fino ad una certa percentuale di alcool.

Dovete sapere che spesso si fa uso di un 5% di etanolo o metanolo nelle benzine per aumentare il numero di ottano. In effetti in Italia questa pratica non è seguita ma in moltissimi paesi europei lo è. E per legge tutte le auto immatricolate dopo il 1998 devono essere predisposte (come materiali) all’uso di alcoli in tale percentuale. Inoltre moltissime case automobilistiche dichiarano di sostenere valori anche più alti, che arrivano fino al 20%. Una tabella parziale la potete trovare qui di lato. Di fatto la presenza della benzina (come anche l’acqua nel 90°), rende quasi innocuo il potere leggermente corrosivo dell’etanolo e l’invecchiamento dei componenti diventa così paragonabile alla normale usura. Assicuratevi però di non avere parti in magnesio poiché tale metallo è particolarmente sensibile agli alcoli.

In definitiva il consiglio è quello di procedere a gradi testando da prima una percentuale del 5% (ad es. un litro di etanolo 95° su 20 litri di verde), per passare ad un 10, 12, 15% e così via. Se possedete la sonda lambda è molto probabile che fino ad un 20% non abbiate alcun problema di carburazione (eventualmente cambiate le candele) e questo sarà già un ottimo obbiettivo poiché avrete la certezza di aver abbattuto in maniera veramente significativa gli inquinanti della vostra auto. Per averne una riprova vi consiglio vivamente di fare il test dei gas di scarico prima di iniziare ad usare alcool e dopo che siete arrivati ad un 15%. I risultati vi faranno dormire sonni più tranquilli!



I motori Flex Fuel



Fino ad ora abbiamo parlato di Fai Da Te. Ma se tale tecnologia è valida, possibile che nessuno abbia già pensato di svilupparla a livello industriale?

Certamente. Sia all’estero che… in Italia! La nostra industria, sotto il nome di Magneti Marelli vende un motore chiamato Flex Fuel che può funzionare totalmente ad alcool, a benzina o con qualsiasi miscela di questi due carburanti! Mai sentito parlarne? Vi dirò di più. Tale motore viene montato su varie marche di automobili tra cui la FIAT. Ma non in Italia. Motore italiano, auto italiana, venduti in Brasile o in Svezia (date un occhio al sito Fiat ufficiale brasiliano: http://www.fiat.com.br e cliccate su “novo Palio”).

E noi? Ho pensato che nel Bel Paese ci fossero problemi di leggi ma dopo una ricerca un po’ difficoltosa, scopro che, a seguito di direttive europee, è stato emanato un regolamento, il 96 del 20 febbraio 2004, che addirittura reca agevolazioni fiscali per il bioetanolo di origine agricola (triennio 2003-2005). Per cui, oltre a non essere vietato, è addirittura incentivato! Ma allora perché non se ne fa uso e nessuno ne sa niente?

A tal proposito sarebbe il caso di disturbare i nostri parlamentari per richiedere la vendita, presso alcuni distributori, di bioetanolo puro o in miscela con la benzina (come già accade in Brasile ed in Svezia!). Questo sicuramente sarà da molla per il lancio sul mercato italiano di motori Flex Fuel e tutti, Fiat compresa, ne gioveranno sicuramente.

Intanto che qualcosa si muova a livello macroscopico, non vi consiglio di stare con le mani in mano. Infatti l’acquisto del bioetanolo agevolato è possibile anche ad “utenti extrarete”, come cita testualmente la legge, per cui tutti noi possiamo rivolgerci ad un deposito fiscale per acquistare questo carburante ecologico. Inoltre, e con ciò vi do l’ultima dritta di tipo Fai Da Te, se volete modificare la vostra auto in maniera che si comporti come una Flex Fuel, potete ricorrere al seguente sito brasiliano che vende Kit completi: http://www.jpinjection.com.br. Con poche centinaia di euro, riceverete a casa tutto il necessario per spostarvi un po’ più liberi, più puliti e non finanziando i soliti noti.

Ma una domanda è d' obbligo : è giusto togliere una materia prima che destinata ad un uso alimentare  per muovere un motore ?

lunedì 3 maggio 2010

AUTO ELETTRICHE :COSA FACCIAMO E COSA VOGLIAMO OTTENERE ?

La sfida di produrre una gamma di auto elettriche con emissioni di CO2 pari a Zero. Il primo passo di questa “avventura” ha portato ad uno studio per il potenziamento delle batterie agli ioni di litio.

Grazie a questo si potrà godere di una guida pulita, silenziosa, fluida e che non danneggi l’ambiente. Poiché utilizzando tecnologie rinnovabili per lo sviluppo, la produzione e il riciclaggio delle auto elettriche, la sostenibilità del nostro impegno sarà sempre maggiore.

La tecnologia si è perfezionata al punto che le auto elettriche sono ora più pratiche, più potenti, più veloci e più rapide da ricaricare che mai. Ciò le rende più accessibili e più piacevoli da guidare e da vedere.



Seguono alcuni componenti chiave delle auto elettriche (e la relativa terminologia):

• Scatola connettore – dove la spina è connessa alla presa di corrente

• Invertitore potenza - cambia DC in CA (batteria = DC, motore =AC)

• Trasformatore – convertitore DC-DC che cambia 400V (del motore) in 12V (per l’ausiliario,

ad esempio CA, luci, ecc.)

• Caricatore batteria – dispositivo che converte AC 220V in DC 400V per caricare la batteria

• Motore elettrico

• Riduttore – Riduttore della velocità di trasmissione (come una scatola di trasmissione).

Il rapporto di trasmissione è fisso, sia nella marcia in avanti che in retromarcia.
auto più efficienti dal punto di vista energetico. Ma ora questa stessa strategia è stata portata ad un livello più elevato.

In prima linea nell’industria automobilistica globale nello sviluppo di auto ‘zero-emissioni’ per tutti, contribuendo alla presa di coscienza del riscaldamento globale della Terra. Le nostre batterie agli ioni di litio, compatte e avanzate, sono tra le più performanti del settore e le nostre partnership con i governi e le organizzazioni di tutto il mondo stanno facilitando l’accesso alle nostre auto elettriche.

Nell’estate 2009, sarà presentata la prima di queste auto.

E dopo? Nuovi modelli, maggiore scelta, più divertimento... Il tutto sviluppato, prodotto e riciclato grazie a un livello superiore di fonti rinnovabili. Naturalmente, senza emissioni di CO2.


COME TI PORTIAMO AL FUTURO




Come sarà la nostra prima auto elettrica? Le linee esterne, gli interni, la vettura in sé ancora non te l’abbiamo mostrati, ma siamo qui per darti un’anteprima su quello che è in grado di offrirvi.

Il suo design unico sarà costruito intorno a una piattaforma progettata esclusivamente per l’auto elettrica. Potrà trasportare cinque persone e i loro bagagli e avrà un’autonomia di oltre 150 km. La manutenzione sarà semplice; sarà equipaggiata con batteria agli ioni di litio di ultima generazione. E non vi saranno compromessi sulle prestazioni.

La nuova auto elettrica , che sarà introdotta in Giappone e in Nord America nel 2010, avrà uno stile unico.. Avrà le prestazioni di una tipica auto a benzina con motorizzazione 1.6 e l’80% della batteria potrà essere ricaricata in circa 25 minuti.

BATTERIA AGLI IONI DI LITIO

Le batterie agli ioni di litio sviluppate per le auto elettriche sono più efficienti, più potenti e più rapide da ricaricare di tutte quelle prodotte finora. Hanno una densità doppia rispetto alle batterie convenzionali, raddoppiando l’autonomia chilometrica dell’auto. La loro sottile struttura occupa uno spazio ridotto all’interno dell’auto. La potenza generata garantisce una migliore accelerazione, mentre le capacità di ricarica sono state incrementate grazie a un sistema di recupero dell'energia in frenata.



Punti chiave:

• Le batterie agli ioni di litio sono il componente chiave in un’auto elettrica

• Hanno una capacità doppia, sono grandi la metà e forniscono più del 50% della potenza utile

rispetto alle batterie convenzionali dello stesso peso

• Il loro design compatto consente di sfruttare meglio gli spazi interni, poichè le batterie sarano installate sotto il pianale dell'auto, non alterando di fatto lo spazio dell'abitacolo e del portabagagli.

• La loro struttura laminata offre migliori capacità di raffreddamento ed una migliore affidabilità

• Gli ioni di litio non presentano "l'effetto memoria" che si verifica quando cicli incompleti di carica conducono a un drastico calo dell’autonomia chilometrica

• Ogni batteria al litio è costruita per mantenere l’80% delle sue capacità, anche dopo cinqueanni di utilizzo

• Una batteria è costituita da un certo numero di moduli e ogni modulo di batteria da quattro celle

Detrazioni fiscali risparmio energetico




La legge finanziaria 2007 e precisamente la legge27 dicembre 2006, n. 292, pubblicata sul supplemento ordinario n. 244 alla Gazzetta ufficiale n. 299 del 27 dicembre 2006, ai commi dal 344 al 350 dell’articolo 1, prevede alcune agevolazioni tributarie per alcuni tipi di interventi per il risparmio energetico negli edifici, tra i quali:



riqualificazione energetica di edifici esistenti,

miglioramento dell’isolamento di strutture opache e trasparenti,

installazione di pannelli solari, sostituzione di impianti.

L’agevolazione consiste in una detrazione d’imposta lorda pari al 55% degli importi rimasti a carico del contribuente, comprese le spese per la certificazione energetica o per l’attestato di qualificazione energetica dell’edificio, delle spese documentate sostenute entro il 31 dicembre 2007, da ripartire in tre quote annuali di pari importo, per un valore massimo variabile in funzione del tipo di intervento.



Le tipologie di intervento previste sono:

riqualificazione energetica di edifici esistenti che conseguano un fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori prescritti nell’allegato C, numero 1), tabella 1) del Decreto Legislativo n. 192/2005 con un valore massimo della detrazione non superiore a 100.000 euro;

interventi su edifici esistenti, loro parti, o su unità immobiliari, che riguardino il miglioramento delle caratteristiche termiche delle strutture opache verticali, delle strutture opache orizzontali superiori ed inferiori, delle finestre comprensive di infissi, a condizione di conseguire i requisiti di trasmittana termica U riportati nella tabella di cui alla tabella 3 della legge n. 292/2006 con un valore massimo della detrazione non superiore a 60.000 euro;

interventi di installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici, per usi industriali o per copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università con un valore massimo della detrazione non superiore a 60.000 euro;

interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaia a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione con un valore massimo della detrazione non superiore a 30.000 euro.

Modalità di accesso alla detrazione

Alla detrazione d’imposta è possibile accedere nel rispetto:



dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 1997 n. 449, e successive modificazioni;

del regolamento di cui al Decreto Ministeriale 18 febbraio 1998 n. 41, e successive modificazioni;

del decreto che i Ministeri, dell’economia e delle finanze di concerto con lo sviluppo economico, emaneranno entro il 28 febbraio 2007, ed a condizione che:

un tecnico abilitato asseveri la rispondenza dell’intervento ai requisiti previsti;

il contribuente acquisisca la certificazione energetica dell’edificio o l’attestato di qualificazione energetica con la precisazione che l’acquisizione della certificazione energetica dell’edificio, di cui all’articolo 6 del Decreto Legislativo n. 192/2005, può essere acquisita soltanto se la stessa se la stessa è stata introdotta dalla regione o dall’ente locale mentre negli altri casi basta un attestato di qualificazione energetica, predisposto ed asseverato da un professionista abilitato, che riporti per l’edificio o per l’unità immobiliare i valori di fabbisogno di energia primaria di calcolo, i corrispondenti valori massimi ammissibili fissati dalla normativa in vigore per lo specifico caso o, se assenti tali limiti, quelli previsti per edifici di nuova costruzione.

L’attestato di qualificazione energetica deve comprendere, anche, la indicazione di possibili interventi migliorativi delle prestazioni energetiche.

venerdì 16 aprile 2010

Cos'è risparmio energetico ?

E utilizzo razionale dell'energia


Per risparmio energetico, in senso stretto, si intende il risparmio di fonti energetiche altrimenti utilizzabili, quindi, in concreto, si intende il risparmio di petrolio, metano, combustibili solidi e materiali fissili. Questo perché in massima parte le fonti energetiche rinnovabili non si possono risparmiare, ad es. non si può risparmiare l'energia solare incidente al suolo o il vento che soffia, come si suol dire: acqua passata non macina più...



Le stesse fonti rinnovabili quindi spesso possono essere un mezzo di risparmio energetico: il loro utilizzo può ridurre il consumo di fonti energetiche altrimenti utilizzabili. Quindi il risparmio energetico è una forma di energia rinnovabile, e viceversa.



Il risparmio energetico è un fine, mentre l'utilizzo razionale dell'energia (e quindi l'applicazione delle tecnologie efficienti) è il mezzo o il metodo: è ciò che permette, nella pratica, di ridurre il consumo di risorse energetiche altrimenti utilizzabili.

Esempio di utilizzo razionale dell'energia: investendo energia per coibentare meglio la casa si ottiene un minor consumo di combustibili, (risparmio energetico passivo).

Altro esempio: investendo energia per produrre e installare sistemi di riscaldamento e/o per generazione di energia elettrica tramite sistemi FER ( risparmio energetico attivo) si avrà ancora una riduzione del consumo di combustibili.



Ciò che determina la scelta di metodi per il risparmio energetico attivo o passivo dovrebbe essere l'EROEI ( acronimo inglese per ritorno energetico sull'investimento energetico) e il ROI (ritorno economico dell'investimento). L’obiettivo è la riduzione dei consumi energetici mantenendo stessi comfort e servizi, spesso con risparmio anche economico.



Per favorire il risparmio energetico ottenibile tramite l'utilizzo razionale dell'energia e delle tecnologie efficienti possono essere stabiliti, a norma di legge, degli standard minimi di efficienza energetica, con incentivi per chi adotta misure più efficienti della norma, incentivi non necessariamente economici. Anche il risparmio di materie prime contribuisce al fine del risparmio energetico, in quanto per ottenerle serve comunque l'impiego di energia, quindi il ricliclaggio dei rifiuti, la riduzione degli stessi e il riutilizzo di prodotti concorrono all'obiettivo del risparmio energetico, la Comunità Europea sta discutendo standard industriali-produttivi per ottimizzare l'impatto economico ed ambientale nel ciclo di vita dei prodotti (LCA)



Nella accezione più comune, invece, per risparmio energetico si intende il minor utilizzo dell'energia a nostra disposizione nelle azioni di tutti i giorni, si compie attraverso comportamenti virtuosi ed intelligenti, ad es. spegnendo le luci quando non servono, utilizzare veicoli di bassa cilindrata o anche biciclette o anche andare a piedi o anche stare a casa, in questo senso non c'è limite al risparmio energetico ma è una forma che riguarda più la sensibilità, l'etica e l'intelligenza individuale. In questo comportamento virtuoso ci può essere rinuncia a comfort e/o servizi, ma non necessariamente: comportamenti intelligenti permettono un considerevole risparmio energetico senza particolari rinunce, è necessario conoscere la materia e saper dosare sobrietà, intelligenza ed equilibrio. In sintesi il risparmio energetico ottenibile dai comportamenti quotidiani si può definire come risparmio energetico intelligente, in quanto scatturisce da conoscenza e cultura individuale.



Per favorire il "risparmio energetico intelligente" servono azioni di informazione e sensibilizzazione, quindi serve una promozione culturale poiché i comportamenti quotidiani non possono essere imposti per legge, né sperare troppo che possano essere adottati spontaneamente su larga scala nel breve periodo, anche se ciò è auspicabile e sicuramente sempre più vantaggioso sotto l'aspetto economico e ambientale.

Attuali consumi energetici, fonti primarie e secondarie

Attualmente in Italia, per soddisfare il fabbisogno energetico annuo, si consumano circa 196 Mtep di energia totale, utilizzando diverse fonti primarie, nella tavola seguente sono specificate le quantità di energia per singole fonti, espresse in migliaia di tonnellate equivalenti petrolio, (1 tep = 10.000.000 kcal)

martedì 13 aprile 2010

NUCLEARE IN ITALIA: UNA FOLLIA

Perche ?

Perché non si può che essere contrari alla reintroduzione in Italia del nucleare come fonte di energia elettrica? Anzitutto il Governo ha forzato la mano e ha fatto approvare nel 2008 la sua proposta di legge con il voto di fiducia tentando così di capovolgere il risultato del referendum popolare del 1987, che a grande maggioranza ha deciso di chiudere con il nucleare in Italia.

Non si può che condannare questo sostanziale disprezzo della volontà popolare, infatti il Governo cerca di ribaltare, compiendo una grave forzatura, il risultato del referendum popolare.

La maggioranza delle Regioni ha giustamente fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro questa legge per ottenere il rispetto del dettato della Costituzione che garantisce loro un ruolo di codecisione in materia di localizzazioni, di politiche di sviluppo, di salute e di tutela dell’ambiente. Poteri che il Governo vorrebbe di fatto eliminare.

La militarizzazione dei siti

La questione è ancora più grave, se possibile, per i Comuni, le Province e le comunità locali a cui si tenta comunque, in caso di loro dissenso, di imporre per legge le decisioni del Governo attraverso anche la militarizzazione dei siti prescelti per gli insediamenti nucleari, che verrebbero sottratti di conseguenza ad ogni possibilità di controllo da parte della popolazione e dei suoi rappresentanti.

La scelta del Governo di reintrodurre il nucleare in Italia, assecondando la pressione del gruppo affaristico guidato dall’Enel, è una follia economica che per le prime 4/5 centrali che si vorrebbero costruire costerebbe non meno di 30 miliardi di euro solo per la loro costruzione (tanto è vero che il Canada ha rinunciato a costruire nuove centrali per i costi troppo elevati) a cui andrebbero aggiunti i costi enormi per lo smaltimento delle scorie e in futuro per lo smantellamento delle stesse centrali.

Lo smaltimento delle scorie radioattive (parte delle quali attive per centinaia di migliaia di anni) è un problema che nessuno al mondo ha fino ad ora risolto adeguatamente, tanto meno il Governo italiano. Le scorie ammontano in Italia a 55.000 metri cubi solo per l’eredità della precedente avventura nucleare e il loro costo grava tuttora sulla bolletta elettrica degli italiani.

Le scorie radioattive sono la peggiore ipoteca possibile sulle future generazioni, infatti a fronte di un funzionamento limitato ad alcuni decenni delle centrali vi sarebbe la permanenza delle scorie per un tempo migliaia di volte superiore.

Il Governo parla di produrre da nucleare il 20% di energia fingendo di dimenticare che il nucleare può fornire solo energia elettrica che è meno del 25% dell’energia totale impiegata e quindi il suo piano nucleare riguarda in realtà il 5/6% di tutta l’energia utilizzata, senza dimenticare che gli impegni europei del 20/20/20 riguardano tutta l’energia.

Impegnare enormi risorse private e pubbliche per il nucleare impedirebbe di fatto al nostro paese – che per di più ha risorse disponibili limitate – di sviluppare le fonti energetiche rinnovabili da sole, vento, acqua, terra. Le fonti energetiche rinnovabili sono pulite e il loro sviluppo consentirebbe all’Italia di iniziare a rientrare ben prima del 2020 nei parametri europei già vigenti del 20/20/20 (ove non rispettati l’Italia subirebbe una multa di3,6 milioni di euro al giorno) e di raggiungere una rilevante autonomia energetica che invece il nucleare non può garantire perché l’Italia dovrebbe acquistare dall’estero l’uranio – risorsa esauribile come il petrolio – e le relative tecnologie.

L’alternativa è lo sviluppo delle fonti rinnovabili

Il piano Lega Ambiente – CGIL per lo sviluppo delle fonti rinnovabili conferma invece che l’Italia, impegnando le sue risorse nelle energie rinnovabili e nel risparmio energetico, potrebbe ottenere risultati rilevanti nello sviluppo tecnologico, nella ricerca e potrebbe creare 100.000 posti di lavoro qualificati, cioè almeno 50 volte il nucleare.

Non è vero nemmeno che il nucleare farebbe costare meno l’energia. Se tutti i costi venissero calcolati – dalla costruzione allo smaltimento delle scorie – il costo dell’energia prodotta da questa fonte sarebbe certamente più alto dell’eolico e dell’idroelettrico e del tutto paragonabile anche ad altre fonti rinnovabili.

Anzi è ormai del tutto evidente che malgrado tante rassicurazioni lo Stato dovrebbe intervenire, per stessa ammissione della lobby nuclearista, sia favorendo i prestiti a lunghissima scadenza, sia partecipando in qualche forma al capitale, sia con garanzie tariffarie, che con risarcimenti alle comunità locali.

Tuttavia anche una valutazione non artefatta dei costi reali del nucleare viene dopo la questione prioritaria della sicurezza per la popolazione e per l’ambiente.

La nuova carta sismica italiana, la nuova dislocazione territoriale della popolazione creano un primo vincolo che rende impossibile trovare localizzazioni per centrali nucleari, senza dimenticare il loro enorme consumo di acqua.

Nessuna garanzia per la sicurezza delle persone

Gli incidenti ripetuti in centrali collocate all’estero (anche senza arrivare al disastro di Chernobyl, che pure non va dimenticato) la censura severa decisa dalle Agenzie per la sicurezza di Francia, Inghilterra e Finlandia verso i costruttori di centrali sui sistemi informatici di sicurezza, avvenuta dopo i precedenti richiami sulla qualità della costruzione dei contenitori dei prototipi di Okilhuoto e di Flamanville, confermano che il nucleare oggi disponibile non garantisce la sicurezza delle popolazioni e dell’ambiente e che per di più si utilizzano tecnologie vecchie ed obsolete.

La legge voluta dal Governo crea un’Agenzia per la sicurezza del tutto inadeguata al compito di tutelare la sicurezza delle persone: organici inadeguati e senza sufficiente professionalità, risorse pressoché inesistenti consegnano di fatto la salute e la vita dei cittadini in ostaggio ai costruttori, senza che la struttura preposta alla sicurezza sia messa in grado di intervenire adeguatamente.

Il Governo ora sta ritardando le decisioni sulla localizzazione dei siti nucleari per evitare che questo tema entri nella prossima campagna elettorale. La reazione di Scanzano Ionico sulle scorie ancora viva nella memoria. Per di più la legge voluta dal Governo prevede modalità attuative delle decisioni sui siti che arrivano fino alla loro militarizzazione per imporli ad ogni costo alle popolazioni

Per questo occorre che un no netto alle centrali nucleari entri nei programmi elettorali nelle prossime elezioni regionali, sviluppando tutte le iniziative necessarie per informare e mobilitare le elettrici e gli elettori, per pretendere impegni certi dai futuri amministratori. Non si può essere ambigui su questa scelta.

Il NO al nucleare è una battaglia importante che parla di una diversa società, di una diversa economia, di un futuro di occupazione qualificata, della priorità rappresentata dalla salute delle persone e dal rispetto dell’ambiente.
 
Luca Simeoli