Da alcuni anni ormai il settore trasporti è diventato la prima causa di inquinamento dell’aria. Più delle industrie e di qualsiasi attività produttiva.
Per cercare di limitare gli enormi danni alla salute dell’uomo e del pianeta sono state pensate ed attuate piccole azioni che non hanno sfiorato il problema di fondo: l’uso degli idrocarburi fossili.
Io vi voglio portare a conoscenza di alcuni semplici metodi e moderne tecnologie che sono di immediata applicazione ma che rimangono a tutt’oggi in assoluta sordina. Forse non sono la soluzione finale ma vi permetteranno di agire concretamente affinché l’aria che noi tutti respiriamo migliori già da oggi e non investendo soldi… ma risparmiandone!
Probabilmente già sapete che il motore a combustione, che sia diesel o benzina, necessita di tre elementi base per il suo funzionamento: un combustibile, un comburente e la giusta miscela di entrambi nella camera di scoppio. Ciò vuol dire che per far andare la vostra auto non necessitate obbligatoriamente della benzina o del gasolio ma di un combustibile che abbia caratteristiche simili. Tali prodotti esistono e sono, principalmente, di origine vegetale. Parlo in particolare del biodiesel, o semplicemente degli olii vegetali, quali sostituti del gasolio, e dell’etanolo o metanolo in sostituzione alla benzina.
Non vi spaventate, nulla di folle o illegale.
Provate a pensare alla benzina: conoscete la sua formula chimica? Cos’è, di cosa è composta? Essendo un idrocarburo contiene atomi di idrogeno e carbonio ma non è un composto sempre uguale, non contiene sempre lo stesso tipo di molecole, non ha una sua formula chimica. Possiede piuttosto una serie di caratteristiche chimico-fisiche che vengono decise per legge. E’ un bel miscuglio a cui si aggiungono inoltre vari additivi quali coloranti, antidetonanti, antiruggine e spesso anche un gocciolino di acqua. Eppure viene sempre chiamata benzina ed il vostro motore la brucia senza problemi. Questo già vi fa capire che la vostra auto per funzionare non ha bisogno di un liquido particolare ma piuttosto che rispetti dei parametri di fondo. Questo è difficile che qualcuno ve lo dica ma, di fatto, è così. Dimostrazione di ciò è la semplicità con cui si può alimentare un motore benzina con GPL o metano (di fatto a parte il serbatoio separato è solo un problema di carburazione, la giusta miscela aria-combustibile).
Assodato ciò possiamo entrare nel vivo dell’articolo, alle informazioni pratiche per poter far funzionare la vostra auto o moto con carburanti vegetali.
Alcool etilico come carburante nei motori benzina
Valori di etanolo testato positivamente su vari modelli di auto.
Anche se precedentemente ho menzionato l’alcool metilico come potenziale sostituto alla benzina, di fatto ne sconsiglio l’uso per il suo alto potere corrosivo e la sua tossicità. Il miglior carburante risulta essere l’alcool etilico (CH3CH2OH) che potete tranquillamente trovare nei supermercati, discount e negozi tipo drogherie ad un prezzo che oscilla tra i 70 centesimi e 1,10 euro al litro. Questo per quanto riguarda quello denaturato, di colore rossastro e a 90° (possibilmente acquistate quello di origine agricola!). Quest’ultimo dato, la gradazione, è fondamentale per il nostro lavoro e apre due grandi categorie: l’alcool a 90°, e quello con gradazione superiore a 95° . La percentuale che rimane al 100% è sempre composta da acqua con la minima presenza del denaturante (per l’uso nel motore è consigliabile eliminare il colorante immergendo dell’alluminio nell’alcool per alcuni giorni o filtrandolo con dei carboni attivi, comunque più avanti vedremo che è possibile acquistare alcool denaturato con benzina e quindi perfetto al nostro scopo!).
La quantità di acqua presente nell’alcool è la discriminante delle 2 categorie poiché essa non si miscela nella benzina, se non in minima parte, e richiede perciò due tipi di approcci diversi.
Usare alcol 90°
La condizione principale per utilizzare l’alcool 90° è quello di usarlo puro, ovvero senza miscelarlo alla benzina proprio perché l’alta percentuale di acqua va a stratificarsi nel serbatoio ingolfando ad un certo punto la carburazione o facendo comunque “saltellare” il motore fino alla sua eliminazione. Usato tal quale invece non provoca problemi particolari e può essere utilizzato su tutte le auto che montano una centralina ECU a tre vie (praticamente tutte le catalizzate), o sonda Lambda che rilevando il quantitativo di ossigeno nei gas di scarico vanno a correggere in automatico i parametri di carburazione settando al meglio la combustione.
Nonostante l’ottimo lavoro eseguito dalla centralina potreste riscontrare una non perfetta carburazione specialmente quando l’auto è fredda ed ai bassi regimi. Per eliminare tali inconvenienti basterà sostituire le candele con altre di tipo più caldo (per maggiori dettagli potete visionare il seguente link: http://www.ngkntk.it). Questa necessità è dovuta alle proprietà dell’alcool (calore latente di vaporizzazione superiore a quello della benzina), che sommate all’acqua presente, producono un raffreddamento interno del motore che deve essere compensato da candele con grado termico maggiore. Questa bassa temperatura contribuisce inoltre a ridurre i già bassi inquinanti che scaturiscono dalla combustione. Infatti, avendo l’etilico un’unica e semplice formula chimica che comprende anche l’ossigeno, la combustione è molto più pulita e completa rendendo gli scarichi ricchi di vapore acqueo con bassissima presenza di monossido di carbonio. Da considerare anche che se l’alcool che utilizzate è di origine vegetale il bilancio dell’anidride carbonica, fra quella emessa dal vostro veicolo e quella imprigionata dalla pianta durante la sua crescita, è nullo e quindi non contribuirete all’effetto serra!
Un’ultima attenzione va riservata, nel primo periodo di sostituzione del carburante, ai filtri dove passa-va la benzina. Infatti l’alcool ha un buon potere detergente e tenderà ad asportare lo sporco presente nel carburatore ed i residui carboniosi depositati all’interno del motore. Per cui dopo un centinaio di chilometri effettuati ad alcool è bene pulire i filtri ed eventualmente sostituirli.
Vi ricordo che tutto questo funziona grazie al lavoro di ricarburazione effettuato dalla centralina ECU ma se la vostra auto, o più facilmente moto, non montassero tale chicca tecnologica, potrete ugualmente andare ad alcool agendo voi stessi, o il vostro meccanico, sul carburatore, cambiando i getti e facendo un po’ di prove. Su internet trovate tabelle comparative benzina-etanolo che vi potranno aiutare in questo lavoro.
Usare alcool a gradazione maggiore di 95°
Per adesso in Italia non trovate distributori di etanolo per cui il suo utilizzo tal quale può risultare in alcuni casi eccessivamente difficoltoso. Ma se si vuole comunque risparmiare qualcosa e inquinare molto meno, un buon compromesso lo si può ritrovare nell’uso di alcool etilico a 95° (o superiore). Infatti da tale gradazione la quantità di acqua presente riesce a miscelarsi nella benzina, e questo mix può alimentare tranquillamente il vostro motore senza modifica alcuna; fino ad una certa percentuale di alcool.
Dovete sapere che spesso si fa uso di un 5% di etanolo o metanolo nelle benzine per aumentare il numero di ottano. In effetti in Italia questa pratica non è seguita ma in moltissimi paesi europei lo è. E per legge tutte le auto immatricolate dopo il 1998 devono essere predisposte (come materiali) all’uso di alcoli in tale percentuale. Inoltre moltissime case automobilistiche dichiarano di sostenere valori anche più alti, che arrivano fino al 20%. Una tabella parziale la potete trovare qui di lato. Di fatto la presenza della benzina (come anche l’acqua nel 90°), rende quasi innocuo il potere leggermente corrosivo dell’etanolo e l’invecchiamento dei componenti diventa così paragonabile alla normale usura. Assicuratevi però di non avere parti in magnesio poiché tale metallo è particolarmente sensibile agli alcoli.
In definitiva il consiglio è quello di procedere a gradi testando da prima una percentuale del 5% (ad es. un litro di etanolo 95° su 20 litri di verde), per passare ad un 10, 12, 15% e così via. Se possedete la sonda lambda è molto probabile che fino ad un 20% non abbiate alcun problema di carburazione (eventualmente cambiate le candele) e questo sarà già un ottimo obbiettivo poiché avrete la certezza di aver abbattuto in maniera veramente significativa gli inquinanti della vostra auto. Per averne una riprova vi consiglio vivamente di fare il test dei gas di scarico prima di iniziare ad usare alcool e dopo che siete arrivati ad un 15%. I risultati vi faranno dormire sonni più tranquilli!
I motori Flex Fuel
Fino ad ora abbiamo parlato di Fai Da Te. Ma se tale tecnologia è valida, possibile che nessuno abbia già pensato di svilupparla a livello industriale?
Certamente. Sia all’estero che… in Italia! La nostra industria, sotto il nome di Magneti Marelli vende un motore chiamato Flex Fuel che può funzionare totalmente ad alcool, a benzina o con qualsiasi miscela di questi due carburanti! Mai sentito parlarne? Vi dirò di più. Tale motore viene montato su varie marche di automobili tra cui la FIAT. Ma non in Italia. Motore italiano, auto italiana, venduti in Brasile o in Svezia (date un occhio al sito Fiat ufficiale brasiliano: http://www.fiat.com.br e cliccate su “novo Palio”).
E noi? Ho pensato che nel Bel Paese ci fossero problemi di leggi ma dopo una ricerca un po’ difficoltosa, scopro che, a seguito di direttive europee, è stato emanato un regolamento, il 96 del 20 febbraio 2004, che addirittura reca agevolazioni fiscali per il bioetanolo di origine agricola (triennio 2003-2005). Per cui, oltre a non essere vietato, è addirittura incentivato! Ma allora perché non se ne fa uso e nessuno ne sa niente?
A tal proposito sarebbe il caso di disturbare i nostri parlamentari per richiedere la vendita, presso alcuni distributori, di bioetanolo puro o in miscela con la benzina (come già accade in Brasile ed in Svezia!). Questo sicuramente sarà da molla per il lancio sul mercato italiano di motori Flex Fuel e tutti, Fiat compresa, ne gioveranno sicuramente.
Intanto che qualcosa si muova a livello macroscopico, non vi consiglio di stare con le mani in mano. Infatti l’acquisto del bioetanolo agevolato è possibile anche ad “utenti extrarete”, come cita testualmente la legge, per cui tutti noi possiamo rivolgerci ad un deposito fiscale per acquistare questo carburante ecologico. Inoltre, e con ciò vi do l’ultima dritta di tipo Fai Da Te, se volete modificare la vostra auto in maniera che si comporti come una Flex Fuel, potete ricorrere al seguente sito brasiliano che vende Kit completi: http://www.jpinjection.com.br. Con poche centinaia di euro, riceverete a casa tutto il necessario per spostarvi un po’ più liberi, più puliti e non finanziando i soliti noti.
Ma una domanda è d' obbligo : è giusto togliere una materia prima che destinata ad un uso alimentare per muovere un motore ?
martedì 4 maggio 2010
lunedì 3 maggio 2010
AUTO ELETTRICHE :COSA FACCIAMO E COSA VOGLIAMO OTTENERE ?
La sfida di produrre una gamma di auto elettriche con emissioni di CO2 pari a Zero. Il primo passo di questa “avventura” ha portato ad uno studio per il potenziamento delle batterie agli ioni di litio.
Grazie a questo si potrà godere di una guida pulita, silenziosa, fluida e che non danneggi l’ambiente. Poiché utilizzando tecnologie rinnovabili per lo sviluppo, la produzione e il riciclaggio delle auto elettriche, la sostenibilità del nostro impegno sarà sempre maggiore.
La tecnologia si è perfezionata al punto che le auto elettriche sono ora più pratiche, più potenti, più veloci e più rapide da ricaricare che mai. Ciò le rende più accessibili e più piacevoli da guidare e da vedere.
Seguono alcuni componenti chiave delle auto elettriche (e la relativa terminologia):
• Invertitore potenza - cambia DC in CA (batteria = DC, motore =AC)
• Trasformatore – convertitore DC-DC che cambia 400V (del motore) in 12V (per l’ausiliario,
• Caricatore batteria – dispositivo che converte AC 220V in DC 400V per caricare la batteria
• Motore elettrico
• Riduttore – Riduttore della velocità di trasmissione (come una scatola di trasmissione).
Il rapporto di trasmissione è fisso, sia nella marcia in avanti che in retromarcia.
Nell’estate 2009, sarà presentata la prima di queste auto.
E dopo? Nuovi modelli, maggiore scelta, più divertimento... Il tutto sviluppato, prodotto e riciclato grazie a un livello superiore di fonti rinnovabili. Naturalmente, senza emissioni di CO2.
COME TI PORTIAMO AL FUTURO
Come sarà la nostra prima auto elettrica? Le linee esterne, gli interni, la vettura in sé ancora non te l’abbiamo mostrati, ma siamo qui per darti un’anteprima su quello che è in grado di offrirvi.
Il suo design unico sarà costruito intorno a una piattaforma progettata esclusivamente per l’auto elettrica. Potrà trasportare cinque persone e i loro bagagli e avrà un’autonomia di oltre 150 km. La manutenzione sarà semplice; sarà equipaggiata con batteria agli ioni di litio di ultima generazione. E non vi saranno compromessi sulle prestazioni.
La nuova auto elettrica , che sarà introdotta in Giappone e in Nord America nel 2010, avrà uno stile unico.. Avrà le prestazioni di una tipica auto a benzina con motorizzazione 1.6 e l’80% della batteria potrà essere ricaricata in circa 25 minuti.
BATTERIA AGLI IONI DI LITIO
Le batterie agli ioni di litio sviluppate per le auto elettriche sono più efficienti, più potenti e più rapide da ricaricare di tutte quelle prodotte finora. Hanno una densità doppia rispetto alle batterie convenzionali, raddoppiando l’autonomia chilometrica dell’auto. La loro sottile struttura occupa uno spazio ridotto all’interno dell’auto. La potenza generata garantisce una migliore accelerazione, mentre le capacità di ricarica sono state incrementate grazie a un sistema di recupero dell'energia in frenata.
Punti chiave:
• Le batterie agli ioni di litio sono il componente chiave in un’auto elettrica
• Hanno una capacità doppia, sono grandi la metà e forniscono più del 50% della potenza utile
rispetto alle batterie convenzionali dello stesso peso
• Il loro design compatto consente di sfruttare meglio gli spazi interni, poichè le batterie sarano installate sotto il pianale dell'auto, non alterando di fatto lo spazio dell'abitacolo e del portabagagli.
• La loro struttura laminata offre migliori capacità di raffreddamento ed una migliore affidabilità
• Gli ioni di litio non presentano "l'effetto memoria" che si verifica quando cicli incompleti di carica conducono a un drastico calo dell’autonomia chilometrica
• Ogni batteria al litio è costruita per mantenere l’80% delle sue capacità, anche dopo cinqueanni di utilizzo
• Una batteria è costituita da un certo numero di moduli e ogni modulo di batteria da quattro celle
Grazie a questo si potrà godere di una guida pulita, silenziosa, fluida e che non danneggi l’ambiente. Poiché utilizzando tecnologie rinnovabili per lo sviluppo, la produzione e il riciclaggio delle auto elettriche, la sostenibilità del nostro impegno sarà sempre maggiore.
La tecnologia si è perfezionata al punto che le auto elettriche sono ora più pratiche, più potenti, più veloci e più rapide da ricaricare che mai. Ciò le rende più accessibili e più piacevoli da guidare e da vedere.
Seguono alcuni componenti chiave delle auto elettriche (e la relativa terminologia):
• Scatola connettore – dove la spina è connessa alla presa di corrente
• Invertitore potenza - cambia DC in CA (batteria = DC, motore =AC)
ad esempio CA, luci, ecc.)
• Motore elettrico
• Riduttore – Riduttore della velocità di trasmissione (come una scatola di trasmissione).
Il rapporto di trasmissione è fisso, sia nella marcia in avanti che in retromarcia.
auto più efficienti dal punto di vista energetico. Ma ora questa stessa strategia è stata portata ad un livello più elevato.
In prima linea nell’industria automobilistica globale nello sviluppo di auto ‘zero-emissioni’ per tutti, contribuendo alla presa di coscienza del riscaldamento globale della Terra. Le nostre batterie agli ioni di litio, compatte e avanzate, sono tra le più performanti del settore e le nostre partnership con i governi e le organizzazioni di tutto il mondo stanno facilitando l’accesso alle nostre auto elettriche.
Nell’estate 2009, sarà presentata la prima di queste auto.
COME TI PORTIAMO AL FUTURO
Come sarà la nostra prima auto elettrica? Le linee esterne, gli interni, la vettura in sé ancora non te l’abbiamo mostrati, ma siamo qui per darti un’anteprima su quello che è in grado di offrirvi.
Il suo design unico sarà costruito intorno a una piattaforma progettata esclusivamente per l’auto elettrica. Potrà trasportare cinque persone e i loro bagagli e avrà un’autonomia di oltre 150 km. La manutenzione sarà semplice; sarà equipaggiata con batteria agli ioni di litio di ultima generazione. E non vi saranno compromessi sulle prestazioni.
La nuova auto elettrica , che sarà introdotta in Giappone e in Nord America nel 2010, avrà uno stile unico.. Avrà le prestazioni di una tipica auto a benzina con motorizzazione 1.6 e l’80% della batteria potrà essere ricaricata in circa 25 minuti.
BATTERIA AGLI IONI DI LITIO
Le batterie agli ioni di litio sviluppate per le auto elettriche sono più efficienti, più potenti e più rapide da ricaricare di tutte quelle prodotte finora. Hanno una densità doppia rispetto alle batterie convenzionali, raddoppiando l’autonomia chilometrica dell’auto. La loro sottile struttura occupa uno spazio ridotto all’interno dell’auto. La potenza generata garantisce una migliore accelerazione, mentre le capacità di ricarica sono state incrementate grazie a un sistema di recupero dell'energia in frenata.
Punti chiave:
• Le batterie agli ioni di litio sono il componente chiave in un’auto elettrica
• Hanno una capacità doppia, sono grandi la metà e forniscono più del 50% della potenza utile
rispetto alle batterie convenzionali dello stesso peso
• Il loro design compatto consente di sfruttare meglio gli spazi interni, poichè le batterie sarano installate sotto il pianale dell'auto, non alterando di fatto lo spazio dell'abitacolo e del portabagagli.
• La loro struttura laminata offre migliori capacità di raffreddamento ed una migliore affidabilità
• Gli ioni di litio non presentano "l'effetto memoria" che si verifica quando cicli incompleti di carica conducono a un drastico calo dell’autonomia chilometrica
• Ogni batteria al litio è costruita per mantenere l’80% delle sue capacità, anche dopo cinqueanni di utilizzo
• Una batteria è costituita da un certo numero di moduli e ogni modulo di batteria da quattro celle
Detrazioni fiscali risparmio energetico
La legge finanziaria 2007 e precisamente la legge27 dicembre 2006, n. 292, pubblicata sul supplemento ordinario n. 244 alla Gazzetta ufficiale n. 299 del 27 dicembre 2006, ai commi dal 344 al 350 dell’articolo 1, prevede alcune agevolazioni tributarie per alcuni tipi di interventi per il risparmio energetico negli edifici, tra i quali:
riqualificazione energetica di edifici esistenti,
miglioramento dell’isolamento di strutture opache e trasparenti,
installazione di pannelli solari, sostituzione di impianti.
L’agevolazione consiste in una detrazione d’imposta lorda pari al 55% degli importi rimasti a carico del contribuente, comprese le spese per la certificazione energetica o per l’attestato di qualificazione energetica dell’edificio, delle spese documentate sostenute entro il 31 dicembre 2007, da ripartire in tre quote annuali di pari importo, per un valore massimo variabile in funzione del tipo di intervento.
Le tipologie di intervento previste sono:
riqualificazione energetica di edifici esistenti che conseguano un fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori prescritti nell’allegato C, numero 1), tabella 1) del Decreto Legislativo n. 192/2005 con un valore massimo della detrazione non superiore a 100.000 euro;
interventi su edifici esistenti, loro parti, o su unità immobiliari, che riguardino il miglioramento delle caratteristiche termiche delle strutture opache verticali, delle strutture opache orizzontali superiori ed inferiori, delle finestre comprensive di infissi, a condizione di conseguire i requisiti di trasmittana termica U riportati nella tabella di cui alla tabella 3 della legge n. 292/2006 con un valore massimo della detrazione non superiore a 60.000 euro;
interventi di installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici, per usi industriali o per copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università con un valore massimo della detrazione non superiore a 60.000 euro;
interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaia a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione con un valore massimo della detrazione non superiore a 30.000 euro.
Modalità di accesso alla detrazione
Alla detrazione d’imposta è possibile accedere nel rispetto:
dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 1997 n. 449, e successive modificazioni;
del regolamento di cui al Decreto Ministeriale 18 febbraio 1998 n. 41, e successive modificazioni;
del decreto che i Ministeri, dell’economia e delle finanze di concerto con lo sviluppo economico, emaneranno entro il 28 febbraio 2007, ed a condizione che:
un tecnico abilitato asseveri la rispondenza dell’intervento ai requisiti previsti;
il contribuente acquisisca la certificazione energetica dell’edificio o l’attestato di qualificazione energetica con la precisazione che l’acquisizione della certificazione energetica dell’edificio, di cui all’articolo 6 del Decreto Legislativo n. 192/2005, può essere acquisita soltanto se la stessa se la stessa è stata introdotta dalla regione o dall’ente locale mentre negli altri casi basta un attestato di qualificazione energetica, predisposto ed asseverato da un professionista abilitato, che riporti per l’edificio o per l’unità immobiliare i valori di fabbisogno di energia primaria di calcolo, i corrispondenti valori massimi ammissibili fissati dalla normativa in vigore per lo specifico caso o, se assenti tali limiti, quelli previsti per edifici di nuova costruzione.
L’attestato di qualificazione energetica deve comprendere, anche, la indicazione di possibili interventi migliorativi delle prestazioni energetiche.
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